Il Castello d’Alagno: da fortificazione del passato a contenitore culturale?

Il Castello d’Alagno/De Curtis è il cuore pulsante e l’anima dei Sommesi. Vi siamo legati ormai da un vincolo che va oltre i secoli, da un qualcosa di antico e primordiale che scorre nelle nostre vene e che proviene dal passato dei nostri avi. Credo che sia arrivato il momento di ritornare ad essere pienamente coscienti della ricchezza di cui siamo circondati, per evitare che ci si approfitti della situazione di inconsapevolezza e di abbandono in cui versa l’identità storica della nostra città da anni, proprio come sta accadendo adesso, con il grande rischio di privare tutti noi, per molti anni a venire, di un qualcosa che ci appartiene e che potrebbe invece risorgere, facendo rifiorire con sé tutto il territorio. Una forte spinta alla promozione ed alla fruizione del nostro territorio si può avere solo concedendo il Castello alla sua comunità e non privandola, senza nessun tipo di privatizzazione irrazionale che, al contrario, gioverebbe solo a pochi. Urge in città subito un museo  legato alla storia del nostro territorio: una galleria archeologica, antropologica ed etnografica. Tale struttura non solo sarebbe una risorsa comunitaria e territoriale, ma anche un magnifico contenitore culturale.Oltretutto bisogna aggiungere che l’enorme corpus librario, disperso sul territorio, troverebbe in quelle stanze una degna collocazione. Biblioteche nobiliari e popolari, archivi cittadini, librerie di curati di campagna, raccolte letterarie e giuridiche di poeti e di uomini di legge, insieme ai resti archeologici depositati al Museo di Nola, raccontano di una storia illustre, millenaria, variegata e densa di avvenimenti. Si pensi alla Biblioteca Civica R. Arfé, alla Biblioteca cittadina R. D’Avino, al Fondo Librario dell’ Archivio storico G. Cocozza, alle raccolte private delle famiglie Vitolo, Angrisani, Del Giudice, Di Lorenzo, Troianiello, Sica e dello stesso Raffaele D’Avino. Non dimentichiamoci, però, che il Castello ha pure dei notevoli costi di gestione e di manutenzione: si pensi che i soli certificati di agibilità e di sicurezza hanno costi enormi e a tutto ciò bisogna aggiungere almeno un venticinque mila euro all’anno per la manutenzione. Occorre, quindi, trovare i soldi. Le facciate esterne del Castello già urgono di un recupero e di un restauro con una pittura di ultima generazione. Non credo che la Casa Comunale abbia la possibilità di affrontare in solitudine queste numerose spese. La soluzione potrebbe essere anche trovata integrando pubblico, privato e società civile nella gestione del Castello. L’alternativa al solo privato esiste ed è rappresentata dalla competenza, dalla passione e dalla vera volontà di agire nel miglior modo possibile e nell’interesse della collettività di Somma Vesuviana. Individuare, quindi, soggetti del privato sociale capace di gestire il Castello, migliorandone la fruibilità ed i servizi offerti alla cittadinanza. Solo in questo modo il Castello avrà tutte le potenzialità per poter diventare un vero e proprio marchio di qualità, simbolo di un intero territorio ricco di storia, archeologia, bellezze naturali ed enogastronomia: il fulcro di un’intera economia locale in cui potrebbero convergere, diramarsi e diffondersi diversi tipi di attività, spaziando dalla cultura al turismo alla promozione di prodotti tipici. Azioni di questo tipo sono state già proposte, ultimamente, con numerose rassegne artistiche, manifestazioni culturali e congressi, riscuotendo un grande successo.

La denuncia: in un pizzino la tangente del consigliere di Pomigliano. Vittima una donna mutilata. L’indagine

L’indagine aperta dalla procura di Nola, peraltro ancora ferma alla fase di ascolto di alcuni testimoni informali, è di quelle molto delicate: una donna di Pomigliano, Maria Rosaria De Angelis, di 59 anni, alla quale è stata amputata la gamba sinistra per motivi di salute, sarebbe stata costretta a pagare una tangente di 5200 euro a un consigliere comunale di maggioranza. Una tangente che sarebbe stata chiesta dal politico attraverso un “pizzino”, un foglietto consegnato al marito della donna. Motivo del pagamento: ottenere la pensione d’invalidità. La pensione è stata poi effettivamente ottenuta dalla signora invalida. Il suo ammontare mensile, erogato attualmente dall’Inps, è di 289 euro. Ma ne è scaturito uno scandalo. Il marito della donna mutilata, Angelo De Cicco, di 52 anni, preso da uno scatto d’ira ha infatti denunciato il consigliere comunale nella locale stazione dei carabinieri. Intanto, secondo indiscrezioni, i militari, su delega della procura, hanno ascoltato le prime testimonianze. Sempre secondo quanto emerso finora il politico locale avrebbe anche costretto le vittime, marito e moglie portatrice di handicap, a pagargli una serie di bollette personali. Questi pagamenti supplementari, come dire, “personalizzati”, sarebbero avvenuti in un ufficio postale di Pomigliano prelevando le somme necessarie dal libretto di risparmio della signora De Angelis. La denuncia da parte del marito della donna invalida è scattata dopo che l’avvocato, indicato dal consigliere comunale per occuparsi della pratica di espletamento della domanda di pensione all’Inps, avrebbe reso noto di aver ricevuto dallo stesso consigliere “solo” 1600 euro di onorario per il lavoro svolto. Circostanza, questa, che ha lasciato di stucco De Cicco. In base a quanto denunciato il consigliere comunale gli aveva infatti detto che per pagare l’onorario dell’avvocato, una volta ottenuti i soldi dall’Inps, sarebbero stati necessari ben 6800 euro. E la signora De Angelis, una volta ottenuta la pensione e gli arretrati corrispondenti alla data di riconoscimento dell’invalidità, attraverso suo marito avrebbe pure dato i 6800 euro in contanti al consigliere comunale, che però subito dopo averli intascati avrebbe trattenuto per sé gran parte della somma. Sempre in base alla denuncia all’avvocato il politico avrebbe quindi girato solo una piccola parte della cifra, 1600 euro appunto. I 6800 euro chiesti dal consigliere comunale costituivano più del 50 % degli arretrati, circa 12mila euro, riconosciuti alla signora dall’Istituto Nazionale di Previdenza, soldi erogati sul conto corrente della donna. Ma si tratta ancora di un’indagine senza indagati. Tutte le circostanze sono ancora da verificare. I carabinieri nel frattempo non dicono nulla. Angelo De Cicco ieri però ha lanciato un appello. < Chiedo giustizia, soprattutto per mia moglie, che versa in condizioni terribili – lo sfogo dell’uomo che ha denunciato – la mia denuncia risale a novembre ma finora quell’individuo ha continuato a fare quello che ha voluto >. Ci si chiede però come mai per un diritto sacrosanto, considerate le visibili quanto brutte condizioni di salute della signora De Angelis, sarebbe stata pagata una somma considerevole. < Io credevo – risponde De Cicco – che il consigliere comunale fosse un amico, che mi volesse aiutare. Io ho militato nel suo stesso partito >. Ma l’avvocato citato nella denuncia, che conferma di essere stato ascoltato dai carabinieri e che si sarebbe occupato della pratica d’invalidità, lo smentisce. < Secondo me – spiega – le sue accuse non hanno né capo né coda. Giuridicamente ciò che De Cicco sostiene è solo un’invenzione. Non c’è una sola prova. Trovo calunnioso attaccare in questo modo una figura politica, quella del consigliere comunale di maggioranza, di cui tra l’altro si dice che ha fatto del bene a tante persone. So che ha fatto del bene anche allo stesso De Cicco >.

Nola, il neo sindaco Minieri presenta la Festa dei Gigli 2019

ll vescovo Monsignor Francesco Marino, al termine della celebrazione della Pontificale in onore di San Paolino, ha  rivolto un  messaggio di augurio e anche di incoraggiamento al neo-sindaco ed alla nuova amministrazione comunale “Tenendo ad esempio le gesta del Santo Patrono dobbiamo costruire una città inclusiva che veda l’amministrazione al fianco della chiesa per essere più vicini ai nostri concittadini che sono meno fortunati ed hanno bisogno del sostegno morale ed economico”. Così Gaetano Minieri a dieci giorni dalla proclamazione alla carica di Sindaco della città di Nola. Catapultato nella gestione della macchina organizzativa della Festa dei Gigli 2019, il grande evento della città di San Paolino che è stato pianificato dal sub-commissario prefettizio Anna Manganelli, Minieri è chiamato confrontarsi con una delle eredità più pesanti da gestire. Minieri in queste ore comparirà a più riprese dinanzi alla cittadinanza con indosso la fascia tricolore. E’ stato il vescovo Monsignor Francesco Marino, al termine della celebrazione della Pontificale in onore di San Paolino, a rivolgere il messaggio di augurio al neo-sindaco ed alla nuova amministrazione comunale: “Approfitto per fare gli auguri e per assicurare alla preghiera di noi tutti il signor Sindaco, che ha iniziato da poco il suo mandato, e tutta l’amministrazione che lui guida affinché sia al servizio del bene della nostra comunità cittadina. Ci affidiamo tutti – ha proseguito monsignor Marino – all’intercessione di San Paolino perché trovi spazio la gioia del Vangelo e la gioia di comunicarlo, mediante la fede, ai nostri fratelli soprattutto nella vita della famiglia e delle altre espressioni comunitarie della nostra Città”. La Festa è un momento di preghiera e di gioia collettiva: “La Festa per noi nolani parte dalla Cattedrale. E’ intorno a San Paolino che costruiamo la nostra esperienza di vita. In questi giorni la devozione al Santo si trasforma in momento di gioia collettiva con la ballata dei Gigli. Ringrazio monsignor Francesco Marino per il messaggio di augurio a me ed alla intera amministrazione comunale. Farò di tutto per rappresentare al meglio il messaggio che ci ha trasmesso quest’oggi il Vescovo. Insieme a lui conservo sempre nella memoria i messaggi di monsignor Beniamino Depalma che continua a rappresentare, per me, una importante presenza”. Dieci giorni di amministrazione sono trascorsi ed in attesa delle prime nomine, a parte da quelle dei componenti della nuova Giunta comunale, il Sindaco è stato impegnato nel ripristinare l’ordinarietà della macchina amministrativa, condizionata inevitabilmente dalla transitorietà dell’esperienza commissariale. Decoro urbano, manutenzione del verde e ambiente le prime azioni sulle quali Minieri ha inciso anche attraverso la piena sinergia con il personale in forza all’Ente e le società già affidatarie dei servizi.

Controlli straordinari nella Terra dei fuochi: denunce e sequestri

Controlli straordinari del territorio nella cosiddetta Terra dei fuochi. Operazione interforze tra le province di Napoli e Caserta nei comuni di Massa di Somma, San Sebastiano al Vesuvio, Giugliano in Campania, Marcianise e Maddaloni. In campo 24 equipaggi, per un totale di 88 unità appartenenti al Raggruppamento Campania dell’Esercito italiano; alla Polizia metropolitana; alla Polizia di Stato; alla Guardia di Finanza; ai carabinieri e all’Arpac di Caserta. Sono state controllate 12 attività commerciali ed imprenditoriali di cui otto sequestrate. Identificate 17 persone di cui cinque denunciate all’autorità giudiziaria e accertate sanzioni pecuniarie per circa 31.500 euro. L’individuazione degli obiettivi è stata effettuata anche grazie all’impiego dei droni da parte dell’Esercito. A Massa di Somma sono state sequestrate un’autofficina e un negozio di pneumatici per violazioni in materia ambientale e denunciate due persone; a San Sebastiano al Vesuvio è stato sequestrato un deposito di abbigliamento con circa 150 quintali di indumenti accatastati senza rispettare la normativa di sicurezza e di antincendio, il proprietario è stato denunciato. Sono state sequestrate per illeciti ambientali anche due aziende di rivendita di pneumatici e due esercizi per la riparazione e il lavaggio di veicoli. Il proprietario di quest’ultima azienda è stato denunciato.

Un piatto di “spaghetti alla carrettiera del Vesuvio”, e “Pepp’ ‘o sciulio”, che era diventato leghista, si pente e grida: “io so’ terrone..”

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L’olio di Terzigno, il pane “di casa” di Somma, il “coda di volpe” e il prezzemolo “sfuttente”- gli ingredienti degli “spaghetti alla carrettiera del Vesuvio” – liberano “Peppe’ o sciulio” da umori e vapori che gli annebbiavano la mente, secondo alcuni, e secondo altri, gliela illuminavano inducendolo a schierarsi, lui Vesuviano, con la Lega.  Peppe non sopporta che i neri, i bengalesi e i cinesi possano mettere le mani su tutta Napoli, anche sulla camorra. Lo strano significato del soprannome “’o sciulio”.   “si stai mmiez’’o mbruoglio / mangia alice sott’’uoglio”.   Ingredienti (per 4 persone):spaghetti gr 400; 2 spicchi di aglio ; 10 filetti di acciughe sott’olio, nell’olio della “lava di Terzigno” ; 4 cucchiai di pane “di casa” di Somma, grattugiato; 6 cucchiai di olio extravergine d’oliva del “Vesuvio”; un mezzo bicchiere di “coda di volpe”; prezzemolo vesuviano; sale e peperoncino .In una padella portare a temperatura alta l’olio: qui, per qualche minuto, si cuoce l’aglio, e, quando diventa di colore scuro, si toglie. Fate sciogliere le acciughe nell’olio. Quando le acciughe saranno sciolte, versate il mezzo bicchiere di “coda di volpe”, lasciate che il vino svapori, aggiungete il peperoncino e spegnete il fuoco. In un’altra padella fate tostare il pane grattugiato. Quando sarà ben dorato, togliete la padella dal fuoco. Lessate gli spaghetti in abbondante acqua salata, scolateli al dente, versateli nella padella con le acciughe, fate saltare la pasta per un minuto, amalgamate il tutto aggiungendo poca acqua di cottura e, infine, il pane grattugiato e tostato. Gli spaghetti vanno in tavola caldi e cosparsi di prezzemolo tritato.   La storia, che appare straordinaria, mi è stata raccontata, e io ve la racconto. Il teatro è un paese del Vesuviano, il protagonista è “Pepp’’o  sciulio”, che è stato bidello in un Liceo, e da quando era giovanotto ha conservato l’abitudine di comprare almeno due giornali a stampa  e di “sciropparsi” almeno tre telegiornali, ogni giorno, e di commentare fatti e notizie la sera, con un gruppo di amici, davanti al Circolo della Stazione: politica e cronaca locali e nazionali, qualche assaggio di politica internazionale, calcio: è, ovviamente, tifoso del Napoli.  Insomma, da anni, Peppe è uno che fa opinione. Quando tra il  Vesuviano e il Nolano succede qualcosa di clamoroso, c’è sempre qualcuno che dice:  che ne pensa, “Peppe ‘o sciulio?”. Il soprannome di Peppe non ha nulla a che vedere con la “banca ‘o sciulio”, la banca – usura dei Ruffo di Scilla che devastò le finanze dei risparmiatori ingenui della Campania nei primi anni dell’Italia unita.  Peppe lo chiamano ‘”o sciulio”, perché, quando è preso dall’impeto delle sue argomentazioni, fa “scivolare” la sua lingua  sul labbro di sotto, ora a destra, ora a sinistra, come per ingoiare, nella saliva, le parole appena pronunciate, e fare posto alle altre. Il suo modo di parlare, insomma, ricorda quello di un certo giornalista lombardo, che proprio qualche giorno fa ha detto che,  se Camilleri morisse, sarebbe un gran guaio, ma anche un colpo di fortuna, perché lui, il lombardo, verrebbe liberato dalla presenza di quel “terrone” di Montalbano, il “rompi….”. L’anno scorso, una sera di maggio, “Peppe ‘o sciulio” comunicò al gruppo degli amici che era passato con la Lega: fu, nel Vesuviano, uno dei primi.  Successe un casino, gli diedero addosso quasi tutti, qualcuno gli girò le spalle e si allontanò. Lui disse: “ Ne parliamo domani sera”. E la sera dopo si radunò una folla, davanti al Circolo. “Pepp’’o sciulio” fu spartano: “vi capisco – dichiarò in apertura  -, ma anche voi dovete cercare di capirmi.”. E mostrò quattro articoli di giornali campani, in fotocopia gigante: “basta leggere i titoli”, suggerì. E i titoloni, neri come la pece, dicevano tutto:  tra poco, i neri si prenderanno anche la camorra napoletana; i neri hanno già in mano alcuni quartieri di Napoli; i neri già sono i padroni del Casertano; e vedete come anche i bengalesi hanno alzato la testa? Per non parlare dei cinesi. “ Mi capite, mò’? Se prendono anche la camorra, prendono Napoli, il teatro, le canzoni, Posillipo e Marechiaro..Saremo inondati dalla droga, dalla loro droga. E di noi napoletani non rimarrà nemmeno il ricordo.”. Qualcuno “murmuriò”, poco soddisfatto, ma il silenzio di tutti gli altri fu pesante, e dimostrò che ancora una volta “’o sciulio” li aveva messi a pensare. Ma due amici veri, “Camill’’o saponaro” e Giovanni “’a trobbea” non riuscivano a sopportare – e noi non riusciamo a capire il perché- che  Peppe fosse diventato leghista. E dunque decisero di sottoporlo alla cura degli “spaghetti alla carrettiera del Vesuvio”, a cui l’antica sapienza dei “vecchi e delle vecchie” vesuviani riconosceva la “virtù” di rimettere a posto il corpo scassato e, di conseguenza, anche la mente, “’ntruvolata”, resa torbida da quello scasso. Una sera andarono tutti e tre in una taverna di  Madonna dell’Arco, che preparava il piatto con il pane “di casa” di Somma, col mezzo bicchiere di “coda di volpe” del Vesuvio, con “’o pretosino della Valle dell’Inferno”, e con le acciughe preparate nell’olio della “lava di  Terzigno”. E il “miracolo” ci fu. A un certo punto, “Pepp’’o sciulio” si alzò in piedi, si guardò intorno tutto agitato, si domandò, ad alta voce “ ma chi me sta ridenno ‘ncuollo’”, chi sta ridendo di me?, ma poi si accasciò sulla sedia, e dopo tre, quattro minuti di lamenti, disse, a voce alta: “ Ma che stavo facendo? Io sono del Vesuvio, io sono terrone”, e si sciolse in uno struggente miscuglio di pianto e di una nervosa, implacabile risata. Gli amici ringraziarono, mentalmente, “’ o pretosino d’’o Vesuvio”, che è “sfuttente”, come aveva rivelato Giuseppe Marotta. Ma “Pepp’’o sciulio” dovrebbe essere veramente grato a questi due amici che non si sono fatti i “ pretosini loro”? Resta da spiegare per quali ragioni il “piatto” si chiama  “alla carrettiera del Vesuvio”. Lo faremo una prossima volta, anche perché sono convinto che  l’ingrediente più efficace – o più dannoso, dipende dai punti di vista – è “ l’alice sott’uoglio”.  Lo dicevano i “vecchi”: “ si stai mmiez’’o mbruoglio /  mangia alice sott’’uoglio”.  

Casalnuovo/Pomigliano, morte di Virgilio Pettirossi, il sospetto: lavorava al nero e senza protezioni. Oggi il funerale

Ventiquattr’ore dopo l’ennesima morte bianca i carabinieri stavano tentando di comprendere che tipo di rapporto di lavoro intercorresse tra il manovale Virgilio Pettirossi e la ditta edile da cui dipendeva. Al vaglio degli inquirenti sono finite anche le condizioni di sicurezza del cantiere di Pomigliano in cui il cinquantenne muratore, residente nella vicina Casalnuovo, giovedi pomeriggio, poco dopo le quattro, ha trovato la morte cadendo da un ponteggio. Tutto ancora da definire, dunque. E per il momento, almeno fino a ieri sera, non ci sono indagati. Quel che è intanto trapelato è che Pettirossi, quando è caduto dall’impalcatura su cui si trovava, a tre o quattro metri di altezza, pare che non avesse le corde in grado di tenerlo assicurato alla sua postazione di lavoro e che non indossasse il casco. Al termine del suo istantaneo volo l’operaio ha battuto la testa. Quindi è stato soccorso e trasportato in ambulanza al Cardarelli. E’ spirato in ospedale, dopo tre ore di agonia. Il funerale si è svolto oggi pomeriggio, nella centrale chiesa di San Giacomo, a Casalnuovo. C’è pure il sospetto, per il quale sono in corso accertamenti, che il manovale stesse lavorando al nero per conto della ditta di Casalnuovo che lo aveva ingaggiato allo scopo di ristrutturare un edificio delle “palazzine” di Pomigliano, in via Ferrarin, il rione operaio costruito durante il Ventennio per rifornire di manodopera il nascente polo industriale di Pomigliano. Un rione che versa in condizioni strutturali non idilliache e su cui il degrado di buona parte delle facciate è cosa subito visibile. Si è consumata qui, nel cuore della città operaia e del lavoro per eccellenza nel Mezzogiorno, l’ennesima tragedia. Dati da brividi. Secondo l’Osservatorio nazionale specializzato ammontano a 1450 le morti bianche in Italia, nel solo 2018. Cifre da record europeo, in costante aumento.

A Nola il restauro della statua di Ottaviano Augusto: nuovo look per il monumento in piazza Duomo

“Un territorio può definirsi a vocazione turistica quando, accanto alla promozione delle tradizioni popolari e della sua storia, affianca anche azioni di tutela e salvaguardia dei suoi tesori che poi rappresentano il biglietto da visita della città. Bene ha fatto il Lions Club Nola Ottaviano Augusto ad intercettare questa esigenza riqualificando un bene che è a tutti gli effetti parte integrante di Nola”: con queste parole l’imprenditore nolano Francesco Napolitano commenta il restauro, a cura del sodalizio lionistico guidato da Annamaria Silvestro, della statua raffigurante l’imperatore romano e situata in piazza Duomo. Ieri sera la presentazione ufficiale del progetto, sostenuto tra gli altri da Napolitano Case, curato da Tonia Solpietro, responsabile dei beni culturali per la Diocesi di Nola e dagli architetti Giuseppe Mollo e Giuseppe Piccolo. Un progetto non solo di pulitura ma anche e soprattutto di decoro urbano che, come ha spiegato Tonia Solpietro, non vuole alterare la memoria che ha caratterizzato il monumento nel corso degli anni ma che, anzi, ne vuole rafforzare la funzione con l’introduzione di panche di protezione. “Azioni come queste vanno non solo sostenute ma anche e soprattutto incentivate con un piano di salvaguardia e tutela che andrebbe esteso a tutto il patrimonio culturale della città – continua Francesco Napolitano – È necessario puntare sul decoro e sulla dignità urbana, elementi fondamentali per un’accoglienza degna della storicità di questi luoghi”.

“Nato con questo dono” di Enzo Pisano: presentazione a Pollena Trocchia

Oggi, 22 giugno l’aula consiliare “Falcone-Borsellino” del comune di Pollena Trocchia aprirà ancora una volta le proprie porte ai libri e al piacere della lettura. A partire dalle ore 18:30, infatti, nella struttura comunale di Corso Umberto I sarà ospitata la presentazione del libro di Enzo Pisano “Nato con questo dono”, pubblicato da BookSprint Edizioni. Dopo i saluti istituzionali del Sindaco di Pollena Trocchia, Carlo Esposito, Enzo Pisano illustrerà ai presenti genesi e trama di quello che è il primo romanzo di chi, in passato, è stato già autore di poesie e saggi. «L’obiettivo di questo romanzo, breve ed intenso, è far riflettere il lettore sulla fragilità umana, su come sia facile autoingannarsi prima ancora di essere ingannati. Il testo ha differenti piani di lettura, dall’essoterico all’esoterico, è trasparente ed ermetico allo stesso tempo, adatto agli iniziati e ai profani» ha dichiarato l’autore Enzo Pisano. “Nato con questo dono” è la storia di padre Gerardo, un prete non-prete che grazie alle sue abilità predicatorie, ascetiche e guaritrici attira le folle nella sua “chiesa”. Un personaggio sui generis che racchiude in sé storie vere, dicerie e fantasie. «Stiamo vivendo un’estate ricca di appuntamenti per la nostra comunità e tra questi si inserisce anche la presentazione di sabato. Come di consueto l’aula consiliare è a disposizione per momenti di cultura, riflessione e confronto, che sono certo saprà far scaturire anche il romanzo di Enzo Pisano» ha commentato il Sindaco Esposito, invitando la cittadinanza a partecipare alla presentazione del volume.

I NAS a Sant’Anastasia, Cercola, Nola, Portici, Ercolano, Pozzuoli, Marano e Napoli. 700 kg di cibi illegali. Igiene scarsa e abusivismo 

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Riepilogo delle ultime operazioni effettuate dai Carabinieri del NAS di Napoli nei settori “alimenti” e “sanità”, controlli finalizzati al rispetto della legalità in questa estate 2019:   Pozzuoli: in via Provinciale Pianura, presso un ipermercato, militari del NAS di Napoli, a conclusione di una verifica igienico-sanitaria eseguita nell’ambito di mirati servizi nel settore della vendita al dettaglio di alimenti e bevande, procedevano al sequestro amministrativo di circa 50 kg di frutta a pezzi e macedonia di frutta confezionata, priva di indicazioni utili alla loro rintracciabilità; Pozzuoli: in via Miliscola, nel completare l’ispezione igienico sanitaria e documentale avviata nel corso del mese di aprile scorso presso una locale pasticceria, i Carabinieri del NAS di Napoli hanno rilevato le seguenti anomalie ed irregolarità da cui sono scaturiti provvedimenti:
  • 3 locali sono risultati, dal confronto con le planimetrie acquisite dai competenti uffici comunali e asl, non censiti e, a diverso titolo, privi dei requisiti igienico sanitari e strutturali;
  • assenza dei requisiti previsti dalla normativa sulla sicurezza sui luoghi di lavoro.
I locali descritti sono stati sottoposti a chiusura amministrativa. Interdetto al loro interno anche l’uso delle relative attrezzature di cui sono dotati; Pozzuoli:  in via Caldaia i militari del NAS di Napoli hanno condotto un’ispezione igienico-sanitaria presso una pescheria al termine della quale hanno proceduto al sequestro amministrativo di 80 Kg circa di ittici e crostacei, detenuti, per la vendita al dettaglio, allo stato congelato, poiché sono risultate violate le vigenti normative in materia di tracciabilita’/rintracciabilita’ alimentare; Pozzuoli: in via Pietrarse i Carabinieri del NAS hanno eseguito un’ispezione igienico-sanitaria presso un panificio a conclusione della quale hanno proceduto alla immediata chiusura amministrativa dell’attivita’ di panificazione esercitata in un ulteriore immobile pertinente ed adiacente all’attivita’, tecnicamente attrezzato per la lavorazione di materie prime, produzione di prodotti della panificazione e deposito farine, risultato privo di titoli autorizzativi nonche’ dei requisiti minimi igienico-sanitari e strutturali imposti dalla normativa comunitaria e nazionale vigente. Nel corso della verifica, i militari hanno anche diffidato la parte a risolvere ulteriori problemi di carenza igienica e problemi documentali “sanabili”, problemi di carenza igienica riscontrati nelle aree/ambienti di produzione/lavorazione regolarmente autorizzati; Pozzuoli: in via S. Paolo i Carabinieri del NAS di Napoli hanno eseguito un’ispezione igienico-sanitaria presso un pub a conclusione della quale procedevano al sequestro amministrativo di 10 kg, di prodotti alimentari vari, tra cui panini e prodotti di rosticceria vari, rinvenuti privi di qualsivoglia indicazione e/o procedura in autocontrollo HACCP riferite alla rintracciabilita’ alimentare degli stessi. I militari hanno diffidato la parte in ordine a carenze igienico-sanitarie riscontrate, riferite agli/alle ambienti/aree deputate allo svolgimento dell’attivita’, in relazione alla normativa comunitaria e nazionale; Al termine  di un’articolata attivita’ di accertamento condotta a carico di un’azienda incaricata di fornire pasti a scuole di alcuni comuni dell’area orientale di Napoli, i militari  hanno segnalato alle competenti autorità la predetta società in quanto è emerso che nella preparazione dei pasti venivano impiegate materie prime aventi caratteristiche merceologiche differenti e di qualita’ inferiore rispetto a quanto previsto nella documentazione di gara; Napoli: i militari del NAS al termine di una verifica igienico-sanitaria eseguita presso uno studio medico, hanno segnalato alle competenti autorità un professionista per aver esercitato abusivamente la professione di medico nutrizionista-biologo nutrizionista. Nel corso dell’operazione è stato sottoposto a sequestro lo studio medico e le attrezzature in esso presenti destinate all’esercizio della professione abusivamente esercitata; Napoli: in via Scura, presso una pescheria, i militari del NAS di Napoli hanno proceduto al sequestro amministrativo di kg. 100 circa di prodotti ittici e molluschi pronti per la vendita al minuto in quanto sono state violate le norme in materia di tracciabilità/rintracciabilità alimentare. Contestualmente veniva notificata prescrizione per l’adeguamento documentale per le non conformita’ rilevate in materia di HACCP e formazione del personale nel campo delle produzioni alimentari; Con propria ordinanza il servizio Politiche di Inclusione sociale del comune di Napoli ha disposto la sospensione immediata delle attività di assistenza residenziale per anziani di un “gruppo appartamento”. Il provvedimento di sospensione, adottato al fine di tutelare la sicurezza e l’incolumità degli ospiti presenti, è scaturito a seguito di una precedente ispezione effettuata da militari dipendenti, nel corso della quale veniva riscontrato che la struttura era sprovvista del titolo autorizzativo al funzionamento e mancante dei requisiti minimi. Gli ospiti della struttura saranno trasferiti entro 30 giorni ad altra idonea residenza per anziani o presso i propri nuclei familiari a cura del servizio politiche di inclusione sociale; Ercolano: presso una pescheria in via Panoramica, personale del NAS di Napoli, a conclusione di una verifica igienico-sanitaria procedeva al sequestro amministrativo di kg 2 di “telline” e kg. 1,5 di tonno privi di indicazioni utili alla loro rintracciabilità; San Vitaliano: in via Nazionale delle Puglie, presso un bar–pasticceria, i militari del NAS di Napoli hanno sequestrato 130 kg circa tra generi dolciari e di rosticceria in quanto sono state violate le norme in materia di tracciabilità/rintracciabilità alimentare. Nella circostanza è stata disposta la chiusura di un locale deposito in quanto aperto abusivamente e in assenza di notifica in campo alimentare, locale tenuto in modo inadeguato sotto il profilo igienico sanitario e peraltro con gravi carenze strutturali; Sorrento: al corso Italia, presso un bar/pasticceria, i Carabinieri del NAS di Napoli a conclusione di un’ispezione igienico-sanitaria procedevano alla sospensione dell’attività di deposito alimenti pertinenziale al laboratorio di pasticceria in quanto esercitata in un locale risultato in pessime condizioni igienico–sanitarie e strutturali e non autorizzato allo scopo; Cercola: in via Riccardi, presso una locale pescheria, i militari del NAS di Napoli procedevano al sequestro amministrativo di kg 65 circa di prodotti ittici (gamberi e scampi in cassetta, filetto di pesce persico, polpi in buste di cellophane, sarde, seppie, cozze sia con i gusci che sgusciate e confezionate in vaschette di p.v.c.) per mancanza della tracciabilità alimentare; Portici: in via Poli militari del NAS di Napoli hanno eseguito un’ispezione igienico-sanitaria presso una pescheria a conclusione della quale hanno proceduto al sequestro amministrativo di 60  kg circa  di mbv (molluschi bivalvi vivi), trovati immersi in acqua di dubbia provenienza e sprovvisti di qualsivoglia indicazione e/o procedura per risalire al centro di spedizione o di depurazione e alla data di confezionamento e/o menzioni riferite alle modalita’di conservazione dei prodotti ittici, in violazione della normativa comunitaria vigente; Ercolano: in via San Vito, presso un ristorante-bar,  i militari del NAS procedevano:
  • alla chiusura di due locali adibiti ad attività di deposito alimenti, di cui uno pertinenziale al laboratorio cucina, in quanto abusivamente attivati ed in condizioni igienico–sanitarie e strutturali precarie;
  • alla chiusura di una terrazza adibita ad area somministrazione, tecnicamente arredata allo scopo, poichè in assenza della prevista SCIA;
  • al sequestro amministrativo di kg.40 di prodotti carnei poichè privi di tracciabilità/rintracciabilità alimentare;
Sant’Anastasia: in via delle Gemme i Carabinieri del NAS hanno eseguito un’ispezione igienico-sanitaria presso un’attività di ristorazione, al termine della quale hanno proceduto al sequestro amministrativo di 50 kg circa di alimenti vari (panini, hamburgher), risultati privi di qualsivoglia informazione utile a garantirne la rintracciabilita’ alimentare. Nel contempo si procedeva alla chiusura amministrativa di un locale deposito interrato in uso alla parte, poiché privo dei requisiti minimi igienico–sanitari e strutturali; Bacoli: in via Miliscola, presso un ristorante, i militari del NAS procedevano alla chiusura  di un locale per uso deposito di alimenti (bibite ed acque minerali) in quanto risultato con gravi carenze igienico sanitarie e strutturali. Contestualmente veniva intimata prescrizione allo sgombero degli alimenti dal locale; Napoli: a conclusione di accertamenti i militari del NAS hanno segnalato alle competenti autorità G.G., 72 anni, odontoiatra, per aver detenuto farmaci scaduti nel proprio studio e P.I., 61 anni, per aver esercitato abusivamente la professione medica di odontoiatra. I farmaci e le intere attrezzature sono state sottoposti a sequestro; Nola: in via Nazionale i militari del NAS di Napoli hanno eseguito un’ispezione igienico-sanitaria presso una genepesca a conclusione della quale procedevano al sequestro amministrativo di 20 kg di prodotti alimentari vari, tra cui molluschi, baccala’, alici e salmone marinati, uova e noci, esposti in vendita e privi di qualsivoglia indicazione e/o procedura in autocontrollo HACCP riferita alla rintracciabilita’ alimentare. Nel medesimo contesto gli operanti procedevano a diffidare la parte in ordine a carenze igienico-sanitarie e documentali riscontrate, riferite agli/alle ambienti/aree deputate allo svolgimento dell’attivita’, di cui alle previsioni normative comunitarie e nazionali; Marano di Napoli: in via Padreterno, presso un’attivita’ di produzione di pane, i Carabinieri del NAS hanno eseguito una verifica igienico sanitaria procedendo a:
  • sequestrare amministrativamente circa kg 60 di alimenti vari privi di documentazione attestante la loro produzione e rintracciabilità alimentare;
  • sottoporre a chiusura l’intera attivita’ di circa mq 90 in quanto condotta in assenza di titoli autorizzativi e priva dei requisiti igienico sanitari e strutturali;
Casamarciano: in via Nazionale i militari del NAS hanno eseguito un’ispezione igienico-sanitaria presso un’attività di rivendita di prodotti alimentari a conclusione della quale hanno proceduto al sequestro amministrativo di 60 kg di prodotti lattiero-caseari risultati privi di qualsivoglia informazione utile a garantirne la rintracciabilita’ alimentare.

Somma Vesuviana. Fede, devozione e arte nei “santini”-ricordo del primo novecento

Forse a tutti sarà capitato, sfogliando un libro di preghiere delle nostre nonne oppure rovistando in qualche vecchio cassetto dei nostri avi, di trovare un santino-ricordo di un avvenimento sacro: battesimo, cresima, comunione, ordinazione sacerdotale e così via. Sono immagini che esprimono una autentica fede, poiché si nutrono dei Sacramenti e si ispirano all’autorità della Chiesa. Tali immaginette avevano uno scopo ben preciso: riportarci alla memoria un particolare evento sacro legato a una determinata persona e destare in chi le osservava delle particolari suggestioni, oltretutto stimolando anche qualche breve preghiera. In Italia la più vasta diffusione e produzioni di queste immaginette sacre si ebbe nei primi anni del Novecento, mentre precedentemente questo primato spettava a Parigi e ad Anversa. Alla fine del Settecento, infatti, da esclusivi oggetti di devozione, tali immaginette assunsero un ruolo più sociale con diversificate funzioni: divennero, cioè, un ricordo, un augurio, un annuncio. Con il fluire del tempo, in effetti, l’immagine sacra si tramutò in un vero e proprio documento per testimoniare un evento privato religioso. La logica, con cui venivano scelti i santini – ricordo, era duplice: da una parte (recto) l’immagine raffigurante Gesù, Maria, un Santo; dall’altra (verso), invece, una frase solitamente ripresa dalla Sacra Scrittura, le generalità del festeggiato, unitamente al luogo e alla data della celebrazione della cerimonia. Come ricerca ho preso in esame (vedi foto) una serie di immaginette di Somma Vesuviana che si riferiscono alla prima metà del XX secolo. Nel caso della Prima Comunione, fra le figure più ricorrenti sul recto vi era quella di Gesù che dona l’Eucarestia al neofita; nel verso, invece, vi era sempre esaltato un riferimento evangelico, una giaculatoria, come ad esempio: O Gesù, Ostia di pace e di amore, in questo primo incontro t’offro il mio cuore per vivere a te unito. Ai genitori amati, ai parenti tutti dona vita e sorriso. Tali immaginette erano riservate a parenti ed amici dei festeggiati, finendo inesorabilmente nell’album dei ricordi, destinati a sbiadire o talvolta intenzionalmente dispersi. A queste figure si connettevano, anche, talune fatte stampare in occasione dell’inizio del servizio pastorale oppure per l’emissione dei sacri voti. Tra i ricordi, immortalati nelle foto riportate qui sotto, il possesso canonico della Parrocchia di San Pietro Apostolo di un conosciuto nostro sacerdote, Don Armando Giuliano, il 23 settembre del1951; in un altro risovviene la vestizione religiosa, tra le maestre Pie Trinitarie, di Suor Edvige, al secolo la compianta concittadina sommese Enza Calvanese, avvenuta a Roma l’11 ottobre del 1951. Ci sono poi immaginette a soggetto vario: tra queste una del 1943 in ricordo del Mese Mariano celebrato nella chiesa parrocchiale di San Giorgio Martire, sotto la direzione del Sac. Don Luigi Prisco. Un’ altra, infine, ricorda il ritorno dei Padri Domenicani nella restaurata Chiesa di San Domenico il 30 aprile del 1944 in occasione della festività di Santa Caterina da Siena. Qui sul recto si staglia l’immagine della Madonna del Rosario, assisa in trono, con il suo pargoletto in braccio. Tra le immagini di Gesù ricorre più volte quella del Sacro Cuore. Tutto ciò comporta che tali immaginette erano una volta espressione di una fede autenticamente cristiana, poiché non solo si nutrivano dei Sacramenti, ma si ispiravano soprattutto alla autorità della Chiesa. Oltretutto adempivano alla funzione di conservare alla nostra memoria le meraviglie operate da Dio in determinati suoi figli, dei quali testimoniavano  il ringraziamento e la lode. Oggi la moda e le frivolezze, imposte dalla tecnologia, hanno soppiantato ormai questi autentici tesori di fede, rendendoli solamente oggetti per tanti collezionisti