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L’indagine aperta dalla procura di Nola, peraltro ancora ferma alla fase di ascolto di alcuni testimoni informali, è di quelle molto delicate: una donna di Pomigliano, Maria Rosaria De Angelis, di 59 anni, alla quale è stata amputata la gamba sinistra per motivi di salute, sarebbe stata costretta a pagare una tangente di 5200 euro a un consigliere comunale di maggioranza. Una tangente che sarebbe stata chiesta dal politico attraverso un “pizzino”, un foglietto consegnato al marito della donna. Motivo del pagamento: ottenere la pensione d’invalidità. La pensione è stata poi effettivamente ottenuta dalla signora invalida. Il suo ammontare mensile, erogato attualmente dall’Inps, è di 289 euro. Ma ne è scaturito uno scandalo. Il marito della donna mutilata, Angelo De Cicco, di 52 anni, preso da uno scatto d’ira ha infatti denunciato il consigliere comunale nella locale stazione dei carabinieri. Intanto, secondo indiscrezioni, i militari, su delega della procura, hanno ascoltato le prime testimonianze. Sempre secondo quanto emerso finora il politico locale avrebbe anche costretto le vittime, marito e moglie portatrice di handicap, a pagargli una serie di bollette personali. Questi pagamenti supplementari, come dire, “personalizzati”, sarebbero avvenuti in un ufficio postale di Pomigliano prelevando le somme necessarie dal libretto di risparmio della signora De Angelis. La denuncia da parte del marito della donna invalida è scattata dopo che l’avvocato, indicato dal consigliere comunale per occuparsi della pratica di espletamento della domanda di pensione all’Inps, avrebbe reso noto di aver ricevuto dallo stesso consigliere “solo” 1600 euro di onorario per il lavoro svolto. Circostanza, questa, che ha lasciato di stucco De Cicco. In base a quanto denunciato il consigliere comunale gli aveva infatti detto che per pagare l’onorario dell’avvocato, una volta ottenuti i soldi dall’Inps, sarebbero stati necessari ben 6800 euro. E la signora De Angelis, una volta ottenuta la pensione e gli arretrati corrispondenti alla data di riconoscimento dell’invalidità, attraverso suo marito avrebbe pure dato i 6800 euro in contanti al consigliere comunale, che però subito dopo averli intascati avrebbe trattenuto per sé gran parte della somma. Sempre in base alla denuncia all’avvocato il politico avrebbe quindi girato solo una piccola parte della cifra, 1600 euro appunto. I 6800 euro chiesti dal consigliere comunale costituivano più del 50 % degli arretrati, circa 12mila euro, riconosciuti alla signora dall’Istituto Nazionale di Previdenza, soldi erogati sul conto corrente della donna. Ma si tratta ancora di un’indagine senza indagati. Tutte le circostanze sono ancora da verificare. I carabinieri nel frattempo non dicono nulla. Angelo De Cicco ieri però ha lanciato un appello. < Chiedo giustizia, soprattutto per mia moglie, che versa in condizioni terribili – lo sfogo dell’uomo che ha denunciato – la mia denuncia risale a novembre ma finora quell’individuo ha continuato a fare quello che ha voluto >. Ci si chiede però come mai per un diritto sacrosanto, considerate le visibili quanto brutte condizioni di salute della signora De Angelis, sarebbe stata pagata una somma considerevole. < Io credevo – risponde De Cicco – che il consigliere comunale fosse un amico, che mi volesse aiutare. Io ho militato nel suo stesso partito >. Ma l’avvocato citato nella denuncia, che conferma di essere stato ascoltato dai carabinieri e che si sarebbe occupato della pratica d’invalidità, lo smentisce. < Secondo me – spiega – le sue accuse non hanno né capo né coda. Giuridicamente ciò che De Cicco sostiene è solo un’invenzione. Non c’è una sola prova. Trovo calunnioso attaccare in questo modo una figura politica, quella del consigliere comunale di maggioranza, di cui tra l’altro si dice che ha fatto del bene a tante persone. So che ha fatto del bene anche allo stesso De Cicco >.