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Ventiquattr’ore dopo l’ennesima morte bianca i carabinieri stavano tentando di comprendere che tipo di rapporto di lavoro intercorresse tra il manovale Virgilio Pettirossi e la ditta edile da cui dipendeva. Al vaglio degli inquirenti sono finite anche le condizioni di sicurezza del cantiere di Pomigliano in cui il cinquantenne muratore, residente nella vicina Casalnuovo, giovedi pomeriggio, poco dopo le quattro, ha trovato la morte cadendo da un ponteggio. Tutto ancora da definire, dunque. E per il momento, almeno fino a ieri sera, non ci sono indagati. Quel che è intanto trapelato è che Pettirossi, quando è caduto dall’impalcatura su cui si trovava, a tre o quattro metri di altezza, pare che non avesse le corde in grado di tenerlo assicurato alla sua postazione di lavoro e che non indossasse il casco. Al termine del suo istantaneo volo l’operaio ha battuto la testa. Quindi è stato soccorso e trasportato in ambulanza al Cardarelli. E’ spirato in ospedale, dopo tre ore di agonia. Il funerale si è svolto oggi pomeriggio, nella centrale chiesa di San Giacomo, a Casalnuovo. C’è pure il sospetto, per il quale sono in corso accertamenti, che il manovale stesse lavorando al nero per conto della ditta di Casalnuovo che lo aveva ingaggiato allo scopo di ristrutturare un edificio delle “palazzine” di Pomigliano, in via Ferrarin, il rione operaio costruito durante il Ventennio per rifornire di manodopera il nascente polo industriale di Pomigliano. Un rione che versa in condizioni strutturali non idilliache e su cui il degrado di buona parte delle facciate è cosa subito visibile. Si è consumata qui, nel cuore della città operaia e del lavoro per eccellenza nel Mezzogiorno, l’ennesima tragedia. Dati da brividi. Secondo l’Osservatorio nazionale specializzato ammontano a 1450 le morti bianche in Italia, nel solo 2018. Cifre da record europeo, in costante aumento.