Sant’Anastasia, commissariata la scuola delle Suore Domenicane di via Sodani

L’intenzione sarebbe quella di mandar via le suore che hanno vissuto lì tutta la loro vita allevando ed educando numerose generazioni. Genitori sul piede di guerra scrivono al Prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata: «La scuola funziona in maniera eccellente, è una ingiustizia». Generazioni di anastasiani e anastasiane hanno frequentato la scuola primaria paritaria «Santa Caterina da Siena» di via Sodani: cinque classi elementari dove al momento la prima conta diciannove bambini, le altre ne hanno un numero più esiguo ma, come fanno presente i genitori, le classi più numerose erano quelle nelle quali insegnavano le suore. Al principio dell’anno scolastico in corso nella prima insegnava suor Rosaria, nella quinta suor Adele, nella quarta suor Concetta. Ad oggi tutte sollevate dal loro incarico di insegnamento. Si sussurra di problemi economici, ma le uniche motivazioni ufficiali per ora fornite ai genitori sono vaghi «problemi interni alla Congregazione». «Ovviamente non sappiamo quali – raccontano alcuni genitori, successivamente ci hanno riferito di una cattiva gestione finanziaria relativa a lavori di ristrutturazione e rifacimento eseguiti all’interno dell’istituto». Giovedì scorso si è tenuta una riunione a scuola nel corso della quale il commissario, padre Rocco Ronzani, ha rivelato che l’istituto è monitorato fin da novembre scorso. «Noi genitori – proseguono i familiari di alcuni alunni – non ne avevamo idea, quanto meno un’idea chiara, che la scuola sarebbe stata commissariata, lo abbiamo appreso a maggio ufficiosamente. Le comunicazioni sono avvenute solo giovedì, nel corso della riunione». Le suore che vivono, e che finora lavoravano, ai Sodani sono meno di quindici. C’è carenza di vocazioni e le più giovani arrivano dal Perù. I genitori sono costernati e temono soprattutto per il ventilato allontanamento di Suor Rosaria Esposito: l’intera I classe ha deciso di perorare la sua causa, decisi a cambiare scuola se le cose dovessero rimanere così. Dopo inutili tentativi, tutti i genitori hanno deciso di richiedere il nullaosta per i bambini. «Senza le suore non ha senso che i nostri figli restino in quella scuola che pare si voglia laicizzare a tutti i costi, ma non ci stiamo: se avessimo voluto che i bambini frequentassero scuole laiche non avremmo atteso lo smantellamento di quella che consideriamo un’istituzione cittadina». Ancora sperano, le famiglie. E tante sono le lettere che hanno inviato all’attenzione del Cardinale Prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica. Lettere in cui raccontano di essere venuti a conoscenza dell’intenzione della madre superiora, Suor Paola Romano, di sollevare dall’insegnamento le suore. «Le suore – dicono – che con amore e competenza si occupano dei nostri figli. Parliamo di suore che hanno sempre insegnato, contribuendo in modo rilevante alla formazione degli uomini e delle donne che oggi formano la nostra comunità, parliamo di suore che hanno aiutato bambini con difficoltà diagnosticate, supportato genitori sofferenti, accolto ed amato bambini bisognosi. Abbiamo scelto questo tipo di scuola perché sapevamo cosa avrebbero imparato i nostri figli, ora siamo delusi. Ad anno scolastico quasi concluso possiamo affermare che i nostri piccoli, non solo hanno assorbito un programma didattico ineccepibile, ma hanno anche imparato a pregare per i meno fortunati, ad aiutare l’amico in difficoltà, a consolare l’amica di banco, a non arrendersi innanzi agli ostacoli». C’è delusione, preoccupazione e soprattutto c’è l’amore dei bambini e dei genitori per suor Rosaria. «Una suora che fa risplendere l’abito che indossa, che con semplici ma potenti strumenti, conoscenza e preghiera, arriva al cuore e forgia l’anima del nostro futuro. Riprendiamo le parole dell’amato Papa Francesco e ricordiamo che la scuola è un luogo da amare, l’amore che i nostri bambini provano per la scuola è nato dall’intensa e significativa relazione che hanno con la “loro” suora. Suor Rosaria non chiede se non per dare, è maestra intransigente, non dice mai troppi sì affinché i bambini imparino ad affrontare la vita, rimprovera e premia, educa ed insegna, incita a rifuggire dalla mediocrità con lo studio, lei che asciuga le lacrime dei nostri bambini». I genitori non si rassegnano all’idea di cambiare qualcosa che pur funziona in maniera eccellente a parer loro. Non si rassegnano alla snaturalizzazione di una istituzione che sarà, a quanto pare, completamente laicizzata, mandando via le suore. «Infine ci chiediamo, perché togliere a noi genitori la libertà  e la possibilità di scegliere dove formare ed a chi affidare i nostri figli? Vogliamo una scuola con il Crocifisso sul muro, una scuola dove i bambini nell’ora di ricreazione “vanno a salutare la Madonnina”, dove prima di mangiare si chiede a Gesù di “…provvedere per chi di cibo non ne ha”, vogliamo una scuola dove insegnino le suore, vogliamo una scuola dove insegni la nostra Suor Rosaria!». Le famiglie auspicano ancora un intervento dalle «alte sfere» della Congregazione. In caso contrario ritireranno tutti i bambini. In questa vicenda ci sono però molte cose che non tornano e che i genitori vorrebbero invece si chiarissero, nel rispetto del lavoro di un commissario arrivato evidentemente per risollevare le sorti economiche (?) della scuola. Ci chiediamo, da profani – nel senso lato e in senso economico – se ci sono stati problemi, chi è che doveva vigilare? Le suore? La superiora? L’economato? Mandando via le suore, senza nemmeno incontri propedeutici con i genitori, e sostituendo le stesse con insegnanti laici (che non lavorano certo gratis, supponiamo), si risolleveranno le sorti della scuola? A questo, pur profani, una risposta l’abbiamo: no, perché se le suore vanno via, i genitori porteranno via – come già annunciato – i loro bambini. Dunque no, economicamente mandare via le suore, che finora hanno conosciuto soltanto quella vita, non pagherà. Quali sono, se ci sono, i veri motivi? Le voci che accusano, una tra tante, suor Concetta di essere «manesca e brutale con i bambini e i genitori»? Strano, sono quegli stessi genitori e quegli stessi bambini che non solo giurano di non aver mai detto una cosa del genere ma che di contro non hanno né denunciato né ritirato i loro figli. Cui prodest? A chi giova?        

Sant’Anastasia in Volo: “Sbagliati e ingiusti i nuovi orari di apertura del cimitero”

Da Ezia Raia, responsabile di “Sant’Anastasia in Volo”, riceviamo e pubblichiamo la seguente nota che si riferisce all’ordinanza sindacale che dispone i nuovi orari di apertura e chiusura del cimitero comunale. “Non solo abbiamo i disagi, non solo numerose aree del cimitero, sul quale sta lucrando da anni una ditta privata con concessione ultraventennale, sono fatiscenti; non solo il decoro del luogo sacro non si sa cosa sia, ora gli amministratori decidono pure quando dobbiamo andare a visitare i nostri cari. Al cimitero da oggi in poi potranno andarci solo disoccupati e casalinghe (compatibilmente con i loro numerosi impegni di donne e mamme) perché un’ordinanza di Lello, il sindaco che possiamo chiamare per nome, stabilisce che il lunedì, il giovedì, il venerdì, il sabato e la domenica il cimitero aprirà alle 7, 30 e chiuderà alle 13, 30. Di martedì sarà CHIUSO, resta la concessione del mercoledì con orario prolungato fino alle 16,00 (l’orario che fino a questo momento era in vigore tutti i giorni tranne i festivi). Al cimitero, da oggi, è sempre un giorno festivo. Anastasiani, organizzatevi.                                                                         Ezia Raia

Pomigliano, premi alle scuole riciclone per il progetto “Alla scoperta del tesoro nascosto”

Successo oltre le attese per la prima edizione del progetto di comunicazione ed educazione ambientale «Alla scoperta del tesoro nascosto» promosso dagli assessorati all’ambiente e all’istruzione della città di Pomigliano d’Arco, con l’impegno degli assessori Mariagrazia Tartari e Franca Trotta. Il progetto è stato realizzato e coordinato dallo studio @mbienteZero.it che si avvale delle competenze dell’architetto Tobia Fontanella e della dott.ssa Giovanna Lauritano, con il supporto operativo di Enam Spa e delle guardie zoofile e ambientali di Fare Ambiente. La premiazione lunedì 24 giugno alle 18 (plesso Buonpensiero)
L’Assessore all’Ambiente di Pomigliano d’Arco, il medico veterinario Mariagrazia Tartari
Dr.ssa Franca Trotta, assessore alla Cultura, Istruzione e Politiche Giovanili nella giunta di Pomigliano d’Arco
Sono state coinvolte quattro scuole, ben 25 classi e un totale di 442 alunni facenti parte del I circolo didattico con i plessi Frasso e Don Milani, del comprensivo Sulmona – Leone con i plessi Sulmona e Salesiane, del comprensivo Catullo – Falcone con i plessi Buonpensiero, Cirino e Paciano, e del II circolo con i plessi Capoluogo, Fra Siciliano e Rodari. L’esperimento di raccolta differenziata nelle aule scolastiche ha avuto un successo senza precedenti: in meno di due mesi sono stati conferiti 776 chilogrammi di rifiuti ( 706 di piccoli apparecchi elettronici domestici e 68 di piccoli oggetti di plastica dura diversi dagli imballaggi), tutti materiali che con presumibilmente, senza questo progetto e l’intervento nelle scuole, sarebbero finiti erroneamente nei rifiuti indifferenziati. Alunni, docenti, genitori e tutti i soggetti coinvolti nel progetto sono stati la vera chiave del successo, in un clima di sana competizione tra gli alunni che ha portato poi ai premi i quali andranno alla classe più riciclona nell’ambito di ciascuna scuola partecipante e alla scuola più riciclona tra le partecipanti. La premiazione si terrà lunedì 24 giugno alle 18.00 al plesso Buonpensiero dell’Istituto Catullo – Falcone. Interverranno l’assessore all’ambiente Mariagrazia Tartari, l’assessore all’istruzione, Franca Trotta, e il presidente del consiglio comunale della città di Pomigliano d’Arco, Maurizio Caiazzo.    

Come ottenere la cancellazione dalla centrale dei rischi CRIF

A causa di qualche guaio finanziario nel passato sei stato iscritto all’interno della centrale dei rischi CRIF ed ora vorresti ottenere la cancellazione dal suo registro? In generale, per chi abbia ottenuto un prestito precedente, e sia stato in grado di rimborsarlo, è possibile richiedere la cancellazione dalla centrale rischi CRIF in modo abbastanza semplice ed immediato.

Perché chiedere la cancellazione dalla centrale dei rischi?

La centrale dei rischi è un registro che comprende tutti coloro che possano rientrare nella nozione di cattivi pagatori. Un soggetto che abbia avuto dei problemi finanziari o economici nel passato potrà essere inserito nel registro direttamente da parte dell’istituto che abbia curato il prestito oppure che abbia offerto il finanziamento. Il registro comprenderà, da quel momento in poi, tutte le notizie relative ai pagamenti, effettuati e mancati, del soggetto che vi sia stato iscritto. Il periodo per il quale vi sarà tale iscrizione può arrivare anche a superare i tre anni rispetto alla scadenza del contratto. Il problema del registro è proprio costituito dalla possibilità da parte di altre banche ed istituti di credito di poter consultare il registro stesso, capendo, ad esempio, se tu abbia o meno pagato sempre i tuoi debiti in modo corretto. A causa, quindi, di un piccolo errore potresti avere una riduzione delle tue possibilità di ottenere un prestito in futuro, e le tue garanzie, seppure buone, potrebbero non avere il valore che potrebbero avere nel caso in cui tu non fossi mai stato un cattivo pagatore. Ecco perché la cancellazione dal registro CRIF sarà di fondamentale importanza per te e per la tua famiglia, soprattutto allo scopo di poter programmare il vostro futuro a livello finanziario.

Qual è il contenuto del CRIF

Per molti il CRIF si occupa solamente di raccogliere i riferimenti di quelli che potremmo chiamare cattivi pagatori. Tuttavia, questo registro vede anche la presenza di tutta una serie di notizie relative ai finanziamenti che sono stati richiesti, e successivamente concessi, da aziende ma anche da privati. Quindi, nel CRIF sono presenti un po’ tutte le notizie relative alla “vita” finanziaria di tanti soggetti, non solo ai guai, ma anche a ciò che è sempre andato a buon fine. Proprio per questo una banca o un altro Istituto potranno tranquillamente farsi un’idea in merito alla tua situazione finanziaria consultando questo registro. I dati che sono presenti all’interno del CRIF sono conservati, poi, per periodi differenziati a seconda del contenuto stesso. Ecco qualche esempio di dati e della loro conservazione:
  • Le richieste di finanziamento sono conservate per un tempo di massimo un mese, sia nel caso di rifiuto, sia di rinuncia da parte del contraente privato
  • I finanziamenti andati a buon fine sono conservati fino a 36 mesi dalla data di cessazione del rapporto
  • Per le morosità si può avere una conservazione fino a 12 mesi dalla regolarizzazione dei pagamenti
  • Per le morosità gravi si avrà una conservazione dei dati per 36 mesi dalla scadenza contrattuale del rapporto, per un massimo di 5 anni.

Come richiedere la cancellazione dei dati dal CRIF

A questo punto vediamo come ottenere la cancellazione dei dati dal registro dei cattivi pagatori. Innanzitutto, dovrai attendere il periodo indicato nel paragrafo precedente, ed eseguire eventualmente le azioni necessarie, come il rimborso dei debiti. Successivamente, potrai consultare il registro, e nel caso in cui non sia stata operata la necessaria cancellazione automatica, potrai richiederla direttamente alla CRIF. Potrai farlo inviando un’email, un fax, oppure telefonando in modo da ottenere non solo maggiori informazioni, ma anche da poter sollecitare l’esecuzione di questo passaggio, che dovrebbe essere automatico.
Se vuoi saperne di più, oppure se vuoi essere aggiornato su tutte le novità e gli argomenti legali che possono farti risparmiare o che possono aiutarti ad ottenere dei rimborsi, puoi iscriverti a Difesa Utenti, associazione a tutela dei consumatori.

Uici, la prevenzione non va in vacanza

La Sezione di Napoli dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, ormai da molti anni collabora con la Clinica Oculistica dell’Università della Campania Luigi Vanvitelli per l’organizzazione di campagne di prevenzione delle patologie oculari e, anche questa volta, in piena sinergia, utilizzeranno l’opportunità offerta dall’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità IAPB Italia ONLUS per portare avanti la campagna: “La prevenzione non va in vacanza!” . Obiettivo del progetto sarà quello di promuovere ed attuare iniziative finalizzate alla prevenzione dei problemi e disagi legati all’esposizione ai raggi solari dannosi: l’invecchiamento retinico e le patologie degli annessi causate proprio dall’eccessiva esposizione solare, la frequentazione delle piscine e del mare, l’uso di lenti appropriate (con filtri fotoselettivi di prova), la corretta informazione su come idratarsi ed alimentarsi adeguatamente per proteggere la vista, la corretta scelta delle lenti a contatto e il loro utilizzo durante i mesi estivi, le allergie e i fastidi agli occhi legati ad ambienti climatizzati e i relativi possibili rimedi (distribuzione di integratori e lacrime artificiali offerti dalle Aziende Farmaceutiche) saranno infatti i principali argomenti della campagna estiva di prevenzione. Tanti, infatti, sono i partner del progetto, certi che una corretta attività di informazione e prevenzione possa contribuire a salvaguardare la vista. La campagna, grazie al patrocinio dei Comuni di Castellammare di Stabia, Piano, Sorrento, Torre Annunziata e Vicoequense con il fondamentale apporto di diverse case farmaceutiche e dell’Unione Nazionale Italiana volontari pro-Ciechi (u.N.I.Vo.C.) di Napoli, si svolgerà in luoghi molto frequentati secondo il seguente calendario: 18-19 giugno – ore 09,00/13,00 via Cristoforo Colombo – Torre Annunziata 20-21 giugno ore 09,00-13,00 Castellammare di Stabia 22-25 giugno 09,00-13,00 Piano di Sorrento 27-28 giugno 09,00-13,00 28-29 giugno 10,00-14,00 Piazzale Siani – Vicoequense “Portiamo avanti questi progetti”, afferma il coordinatore del Comitato Provinciale IAPB Ciro Taranto, “perché siamo convinti che solo con una corretta informazione e una appropriata prevenzione si possa salvaguardare la vista”. Ad appoggiare il progetto la Prof.ssa Francesca Simonelli, direttore della Clinica Oculistica dell’Azienda Ospedaliera dell’Università della Campania Luigi Vanvitelli che ha coinvolto nella campagna di prevenzione gli oculisti della struttura. La professoressa Simonelli sostiene che le attività di prevenzione debbano essere promosse in tutti i periodi dell’anno, coinvolgendo tutte le fasce d’età, per far sì che un bene prezioso come la vista non sia trascurato. Nel corso della campagna si cercherà di raggiungere il maggior numero di persone anche grazie alla produzione di un video divulgato attraverso i social.

Sant’Anastasia, la Congrega restituita alla città

La bellezza della Congrega restaurata caratterizza da ieri sera piazza Trivio: in primo piano l’affresco del ‘700 venuto alla luce nel 2013, intorno le pareti con archi e la scritta “Isti mirant stella”, a terra il pavimento in antiche maioliche artistiche, la facciata e le scale d’ingresso rimesse a nuovo. Per il taglio del nastro l’associazione “La via della bellezza” ha organizzato una serata molto partecipata, incentrata sugli interventi del giornalista dott. Ermanno Corsi, cittadino onorario di Sant’Anastasia e dell’archeologo prof. Antonio De Simone, i quali hanno dissertato sulla bellezza, concetto intorno al quale la Congrega vedrà nascere laboratori di idee. Il concerto che ha chiuso la serata è stato tenuto dall’ottimo gruppo “i Guappecarto”. E’ così che la Congrega, interessata da mesi e mesi di lavori di restauro e riqualificazione, è stata restituita all’antico splendore ed alla città, recuperando tutto ciò che di valore e di storico potesse essere conservato. Come, appunto, l’affresco del ‘700 raffigurante il Cristo crocifisso, con Maria, la Maddalena e San Giovanni ai piedi della croce ed in lontananza una città, con cupole e campanile, mentre in alto ed ai lati della croce figurano il sole e la luna. Un affresco che appena scoperto nel 2013 – era dietro un altare ed una pala – fece esclamare a Don Ciccio D’Ascoli, parroco in Santa Maria La Nova:”E’ impressionante il volto del Cristo. Fateci caso, è del tutto simile a quello della Sindone. E’ lo stesso. Abbiamo avuto una bella sorpresa e un bel dono”. Grazie ad una campagna di crowdfunding, con il testimonial d’eccezione Maurizio de Giovanni, scrittore di romanzi gialli, lanciata dall’associazione “La via della bellezza” ed ai fondi POC della Regione Campania, la Congrega è pronta ad essere luogo di cultura e laboratorio di arte e di idee, officina di nuovi talenti dove in special modo i giovani  potranno sperimentare momenti di vera bellezza, nella certezza che l’arte contribuisce a rendere il mondo più unito. “Fin dall’inizio abbiamo sostenuto l’iniziativa di recuperare la Congrega ed ora che l’obiettivo è stato raggiunto certamente non faremo mancare all’associazione il sostegno della nuova amministrazione che mi accingo a guidare in questo secondo mandato. Mi complimento ancora – dice il sindaco Lello Abete –  con l’associazione e con l’amico presidente Emilio Donnarumma, al quale dico che ci saremo sempre e che accompagneremo tutte le iniziative che ci verranno proposte. Questa piazza Trivio, che abbiamo reso isola pedonale, è diventata viva e vissuta da tanti cittadini; con la riapertura della Congrega sarà ancora di più un luogo di incontro e teatro di manifestazioni artistiche e culturali di alto livello”.  

Circumvesuviana, la Napoli- Pompei-Poggiomarino quasi del tutto cancellata per ”rafforzare” la tratta Napoli-Sorrento

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È la ‘rivoluzione’ annunciata dall’ente autonomo Volturno e che in via sperimentale interesserà solo domenica prossima, 23 giugno, il servizio Circumvesuviana. La linea Napoli- Pompei-Poggiomarino quasi del tutto cancellata per ”rafforzare” la tratta più frequentata dai turisti, la Napoli-Sorrento. È la ‘rivoluzione’ annunciata dall’ente autonomo Volturno e che in via sperimentale interesserà solo domenica prossima, 23 giugno, il servizio Circumvesuviana. Ad annunciarlo è il presidente di Eav, Umberto De Gregorio, dopo una riunione programmatica svoltasi oggi in Regione alla presenza del presidente della commissione Trasporti Luca Cascone. ”A titolo sperimentale​ – sottolinea attraverso una nota De Gregorio – domenica 23 giugno, per arginare i fenomeni di affollamento viaggiatorie gli atti vandalici sui treni della linea Napoli-Sorrento, verificatisi in particolare nel corso delle ultime settimane, ed​in considerazione delle contingenti difficoltà in termini di disponibilità di materiale rotabile nonché di personale viaggiante, Eav ha disposto –a titolo sperimentale per la sola giornata di​ domenica 23 giugno 2019​ – una serie di misure tese ad evitare disagi ed eccessivo affollamento che determini rischi alla sicurezza dei viaggiatori sulla Napoli-Sorrento, che presenta uno straordinario picco di domanda di trasporto in queste giornate festive”. La principale misura riguarda la soppressione del servizio ferroviario Napoli-Pompei-Poggiomarino ad eccezione delle prime tre corse del mattino con partenza da Poggiomarino (5.57,​ 6.27 e​ 7.04) e le ultime tre da Napoli vs Poggiomarino (18.54,​ 19.25​ e​ 19.55). ”Tali soppressioni – prosegue il presidente di Eav – consentiranno di recuperare sei ETR e alcuni turni di personale viaggiante e macchina, fondamentali in questo momento ad assicurare una migliore regolarità e puntualità richiesta sulla linea Napoli-Sorrento”. Il servizio di trasporto pubblico sulla direttrice Napoli-Poggiomarino verrà comunque assicurato dalle corse esercite lungo la tratta Napoli-Torre Annunziata della linea Napoli-Sorrento ogni 30′ e da un servizio automobilistico sostitutivo cadenzato tra Torre Annunziata e Poggiomarino. Previsto anche un programma di esercizio con corse a fermate alternate, limitatamente alla fascia oraria indicativa​ 9-15 in direzione Sorrento. ”Le corse ferroviarie della linea Napoli-Sorrento con partenza​ alle ore 9.09,​ 10.09, 11.09, 12.09 e 13.09 – prosegue Umberto De Gregorio – non effettueranno servizio viaggiatori nelle località di​Via Gianturco, San Giovanni a Teduccio, Barra e Santa Maria del Pozzo, alternandosi alle corse ferroviarie con alle ore 9.39, 10,39, 11.39, 12.39 e 14.09 che, invece,​non​ effettueranno servizio viaggiatori nelle località di Torre Annunziata Oplonti e Via Nocera”. Nelle stazioni di Sorrento e di Napoli Porta Nolana verranno inoltre istituite squadrette ”bordi sensibili” per intervenire tempestivamente in caso di danni a bordo.​ ”Inoltre – conclude il responsabile dell’ente autonomo Volturno -abbiamo incrementato il servizio di security. Avremo squadre di controlleria in dieci stazioni, guardie giurate anche armate e cinofile. Confidiamo che le azioni messe in campo, allorché a titolo sperimentale, possano dare una risposta concreta agli incresciosi episodi di vandalismo, sovraffollamento e malessere che si sono verificati recentemente sulle linee vesuviane Eav. Se tutto questo dovesse risultare ancora insufficiente, stiamo valutando, per gravi motivi di sicurezza e di ordine pubblico, sempre in via sperimentale, dispositivi più drastici. Naturalmente abbiamo anche varato un piano straordinario di manutenzione del materiale rotabile gomma e ferro. Il primo treno revampizzato verrà immesso in servizio a fine mese”

Somma Vesuviana, il Casamale diventa isola pedonale nei weekend

Vivibilità e sicurezza, il sindaco istituisce l’isola pedonale nel borgo Casamale

Garantire un’estate sicura e vivibile a chi abita nel centro storico e chi lo sceglie, turisti compresi, per passarci le serate estive, con questo scopo il sindaco Salvatore Di Sarno ha firmato questa mattina l’ordinanza N.78  con la quale si decide “Istituzione temporanea isola pedonale nella Zona Casamale ( Via Collegiata, Via Botteghe e Via Nuova)”.

L’isola pedonale partirà la prossima settimana e sarà in vigore fino al 30 settembre e sarà attiva il venerdì e il sabato dalle ore 21 alle 1  in via Collegiata, via Botteghe e via Nuova, attraverso “l’interdizione alla sosta e alla libera circolazione di autoveicoli e motoveicoli” con il controllo e la presenza di agenti della polizia municipale.

“Il nostro obiettivo, mio e della mia Amministrazione”, spiega il sindaco Salvatore Di Sarno, “è quello di salvaguardare i principali luoghi storici della nostra città e, al contempo, permettere ai cittadini e ai turisti che nel corso dell’anno, e specialmente durante il periodo estivo sono presenti a Somma, di visitare con tranquillità il nostro amato Casamale. In particolare, via Collegiata, via Botteghe e via Nuova sono quelle strade in cui ci sono maggiore aggregazione e socialità, in special modo giovani ed anziani, e che proprio in quell’area che si svolgono molteplici manifestazioni di carattere religioso, culturale e ludico organizzate anche dalle associazioni locali. Abbiamo deciso di realizzare l’isola pedonale per questi motivi e perché, per sua conformazione architettonica, il centro storico è privo di marciapiedi per cui il normale

passaggio delle persone impegna la sede stradale per cui il contestuale traffico automobilistico potrebbe causare incidenti. Si tratta di una decisione sperimentale che punta ad andare incontro alle esigenze dei residenti e dei cittadini e siamo certi che per la sua buona riuscita potremmo contare sulla collaborazione di tutti”.

La Dalmazia settentrionale una regione nel cuore della Croazia Dai laghi di Plitvice, a Zara, a Pago passando per Nin

Dopo un lungo inverno ed una primavera piovosa ecco all’improvviso è arrivata l’estate. Nel men che non si dica ci troveremo a partire per le vacanze, dunque questo è il momento della scelta della località dove trascorrere qualche giorno o qualche settimana per consentirci di riprendere le nostre attività dopo una pausa estiva. Ma dove andare? Bisogna considerare che in famiglia c’è chi preferisce andare alla scoperta delle tradizioni culturali di altri popoli, chi predilige rilassarsi al mare, per non parlare delle esigenze dei più piccini. Tutti sono per una cucina genuina possibilmente a base di pesce freschissimo, basata sui sapori mediterranei. Quello che spaventa molti è affrontare un lungo viaggio oppure spendere una fortuna. Vicino a noi la Croazia, piena di vita, risponde a tutte queste esigenze, mettendo tutti d’accordo. Da Ancona vi sono vari traghetti che consentono di raggiungere agevolmente la costa della Dalmazia settentrionale che ha tanto da offrire con i suoi alberghi per tutte le tasche. Una tappa merita la visita al Parco Nazionale dei Laghi di Plitvice, dichiarati dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità. Il parco può essere visitato in parte anche a bordo di battelli elettrici che collegano le sponde del più grande dei laghi, quello di Kozjak. Esistono anche dei trenini elettrici che permettono di godere di alcuni scorci fantastici. I visitatori potranno scegliere uno dei tanti programmi di visita proposti in base al tempo a loro disposizione. Gli itinerari sono tutti agevoli e si snodano all’interno della zona lacustre grazie alla presenza di svariate passerelle in legno che consentono di toccare quasi con mano le oltre novanta cascate. I laghi si sono formati circa 15.000 anni or sono grazie alla presenza di barriere tufacee e a causa di fenomeni carsici che hanno prodotto l’erosione chimica e meccanica. I 12 laghi superiori hanno sponde più frastagliate rispetto a quelle dei 4 bacini inferiori formatisi in una stretta gola. Tanti gli animali che popolano i boschi del parco tra cui alcune specie rare e minacciate di estinzione. Le farfalle fanno da padrone con oltre 300 specie tra diurne e notturne. Dopo aver respirato la natura a pieni polmoni, la nostalgia del mare ci porta nell’isola di Pag.
Veduta di Pag
«Non acquistate mai un’auto usata da un residente dell’isola!». Con queste parole ci accoglie Berardo dell’Ufficio del Turismo di Pag. Nell’isola, di recente collegata da un ponte alla terraferma, è frequente il fenomeno della bora che trasporta il sale dalla cresta delle onde del mare fino sulla terraferma e sulle auto ivi parcheggiate, che male tollerano le continue aggressioni della salsedine. Tale fenomeno naturale da un lato crea problemi ai cittadini, dall’altro è anche la loro fortuna. Ciò che dura nel tempo diventa tradizione. Il famoso formaggio pecorino “Sir Pag” a marchio tutelato viene prodotto qui senza necessità di aggiungere sale perché viene utilizzato il latte delle capre che si nutrono di erba salata. Inoltre l’aspetto di Pag è unico e raro in quanto ricorda molto la superficie lunare per la quasi totale assenza di vegetazione. Sempre grazie alla presenza del sale in quantità copiosa, qui da secoli gli abitanti lavorano nelle saline dalle quali viene estratto il “fior di sale”, così pregiato da costare oltre trenta euro al chilo. Si tratta di cristalli raccolti a mano che vengono usati  sia nelle diete iposodiche, che per il peeling della pelle, apprezzati dagli chef di tutto il mondo. Un pizzico di sale è indispensabile per la vita stessa, basta usarlo con moderazione. Altro prodotto artigianale di eccellenza è il merletto inserito dall’Unesco nel Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. Purtroppo a parte qualche lodevole iniziativa, la tradizione si sta andando perdendo. Si possono ammirare alcuni magnifici esemplari nella galleria del merletto nella piazza principale del paesino.
Merletto dell’isola di Pag
Dopo aver nuotato nel mare cristallino e aver ottenuto una invidiabile tintarella usufruendo di una delle tante spiagge, che di sera si trasformano in discoteche a cielo aperto, val la pena di gustare un buon piatto a base di pesce in uno dei tanti locali presenti e sedersi poi intorno ai tavolini del bar centrale per prendere un caffè con Mate Donadić che sarà ben lieto di raccontare la storia millenaria di Pag, ricca di episodi travagliati che potrebbero essere la trama di un film. La Porsche ha scelto tale location per girare uno spot pubblicitario. È già ora di partire, Zadar, Zara nella nostra lingua, ci attende con tutto il suo fascino e romanticismo. Si tratta della più grande città fortificata della Serenissima, inserita dall’Unesco nel Patrimonio Mondiale proprio per il suo maestoso sistema di fortificazioni. Nel 2018 vi è stato un incremento della presenza degli Italiani nella regione. «Vi sono stati mille turisti italiani in più ed anche quest’anno si avverte un notevole interesse», sono parole di Nina Stohera Marnika, Public Relation Senior Associate dell’Ufficio del Turismo della regione di Zadar. Il tour del centro storico di Zara prevede: la Porta diTerraferma, del 1543;  il Museo del Vetro Antico; la chiesa del IX secolo di San Donato; la cattedrale di Sant’Anastasia; la chiesa di San Simeone,sull’altare maggiore si trova l’arca di grande valore di San Simone del 1380;la chiesa e il convento di Santa Maria del 1091, con l’esposizione permanente dell’arte sacra dal VIII al XVIII secolo; nonché le piazze del Popolo e dei Cinque Pozzi con la Torre del Capitano e il Foro. La città è da ricordare non solo per il suo lato antico ma anche per quello moderno. Infatti sul lungomare a nord della città, è possibile ammirare l’organo marino e nelle vicinanze “Il Saluto al Sole”, un sistema di luci ad energia solare.
La chiesa di San Donato di Zara
L’organo marino è un complesso sistema di canne e fischietti posti al di sotto di una scalinata in pietra bianca che inizia ad una distanza di circa 10 metri dal mare e le cui fessure producono una musica ogni volta che le onde si infrangono sul molo. Il “Saluto al Sole” è un disco di vetro multistrato del diametro di 22 metri che protegge 300 pannelli solari fotovoltaici che di giorno assorbono l’energia del sole e di notte si illuminano dando vita a un gioco di luci in armonia con il ritmo delle onde del mare. La città ha 3000 anni di storia tra leggende e storia vera.
La Porta di Terraferma della città di Zara
Due dei quattro santi co-patroni sono legati alla città, contribuendo a farla conoscere nel mondo: San Simeone e Santa Anastasia. A loro sono dedicate due splendide chiese. Nel XIII sec. un mercante stava ritornando dalla Terra Santa verso Venezia  portando il corpo integro di San Simeone, dicendo che era il corpo di suo fratello. A causa del maltempo dovette cercare riparo nel porto di Zara e cercò ospitalità dai monaci, dove seppellì la cassa con il corpo. La cattedrale di Zara è intitolata a Sant’Anastasia che una leggenda parla di una romana, moglie di un patrizio, chiusa in casa dal marito perché voleva rimanere vergine. Secondo la leggenda fu torturata e bruciata sul rogo durante l’esilio di Diocleziano. Le sue reliquie furono trasportate a Costantinopoli e l’imperatore Niceforo le diede nel 804 a Donato, vescovo di Zara, che le custodì in un sarcofago di pietra, tuttora visibile,  in segno di riconciliazione di Bisanzio con Zara.
Piatto di pesce, specialità di Zara
Ritornando sulla terra, o meglio nella laguna di Nin, la penisola ad appena 15 chilometri da Zara, che era collegata da due ponti seicenteschi alla terra, recentemente andati distrutti per un’alluvione e che verranno presto ricostruiti al posto di quelli provvisori in legno. Nel 2015 European Best Destinations l’ha inserita tra le 48 destinazioni più romantiche d’Europa. Qui si può visitare la chiesetta del IX secolo, nota come la “la più piccola cattedrale del mondo”, nel solstizio d’estate entra da una finestra un raggio di sole che si ferma a mezzogiorno nel luogo dove un tempo era collocato l’altare.
L’accesso a Nin
Nella tesoreria di arte sacra della chiesa parrocchiale di Nin è conservata la moneta d’argento di Giuda, uno di 16 esemplari conosciuti in Europa. Prima di andare via da Nin non vi dimenticate di toccare il piede della statua di Grgur Ninski, vescovo nel  925, ed esprimere un desiderio ad occhi chiusi da non rivelare. Nel 925 lo sfortunato vescovo dovette lasciare la città per decisione del Papa, il vostro desiderio sarà forse quello di farci ritorno il più presto possibile ?

Termovalorizzatore di Acerra, l’A2A: “Stop parziale dal 26 agosto. Totale dal primo al 28 settembre”. Comuni impreparati

Da dieci anni il termovalorizzatore di Acerra sta incenerendo i rifiuti urbani provenienti dagli stir, gli impianti di trattamento dislocati nella varie province, rifiuti che sono prodotti dai 550 comuni della Campania, che al suo interno conta circa 6 milioni di abitanti. Ed è una valanga di rifiuti quella che entra nel forno dell’impianto acerrano: 730mila tonnellate all’anno, circa 2mila al giorno. Cifre da capogiro che sono state confermate ieri sera dalla stessa A2A, l’azienda milanese che gestisce l’impianto di proprietà della Regione Campania. 730mila tonnellate che però non rappresentano nemmeno soltanto un terzo dei rifiuti solidi urbani prodotti da tutti i comuni campani. Il resto finisce nelle discariche oppure nelle strade di periferia, nelle campagne o chissà ancora dove. Intanto la percentuale regionale di raccolta differenziata è di appena il 52 % mentre non si dispongono dati precisi su quante tonnellate di rifiuti differenziati finiscano effettivamente nel circuito virtuoso degli impianti di riciclaggio. Una situazione da pelle d’oca, dunque, quella sul fronte igienico sanitario. Un quadretto davvero poco confortante a cui si aggiunge la preoccupante notizia dei 35 giorni di stop consecutivi delle attività di incenerimento del gigante di contrada Pagliarone. Lo stop era stato programmato già da alcuni mesi dall’A2A a causa dell’impellente necessità di dare il via alla manutenzione della turbina della struttura, il meccanismo che recependo il calore sprigionato dalla combustione dei rifiuti gira vorticosamente per produrre elettricità per 107 megawatt, cosa che fa di quest’impianto una centrale in grado di fornire energia a 200mila famiglie. Ma non era mai stato programmato un fermo così lungo. Finora le manutenzioni sono state mediamente di 10 giorni. Ora la questione è ben più problematica. Nel frattempo i comuni della Campania già avrebbero dovuto predisporre i siti provvisori di stoccaggio dei rifiuti. Non lo hanno ancora fatto. Ieri il presidente della giunta regionale, Vincenzo De Luca, ha ribadito l’appello a tutti gli enti locali: “Trovate subito siti provvisori in grado di reggere circa due mesi”. E’ un conto alla rovescia spietato. Sempre ieri l’A2A ha confermato le date del fermo. Il termovalorizzatore chiuderà una delle tre linee d’incenerimento dal 26 al 31 agosto. Quindi tutte e tre le linee saranno chiuse completamente dal primo al 28 settembre. Intanto Napoli già è sommersa dai rifiuti in molti suoi punti, soprattutto di periferia. Ma situazioni di emergenza si stanno verificando anche in tanti altri comuni campani. A questo punto non ci resta che fare i dovuti scongiuri.