Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa dal consigliere di maggioranza Sergio D’Avino.
Arriva a Somma Vesuviana il progetto del telesoccorso, che l’amministrazione comunale realizza in partnership con la Chiesa Evangelica Luterana. Si tratta di un importante progetto di assistenza agli anziani e, in generale alle fasce deboli, che consentirà di migliorare la vita della popolazione a rischio, favorendo una risposta adeguata a specifiche necessità sociali e sanitarie.
I destinatari della misura saranno 50 soggetti che vivono da soli e senza adeguato supporto familiare nel Comune di Somma Vesuviana. Ad ognuno di loro verrà consegnato un terminale con un piccolo telecomando tascabile. Basterà premere sul pulsante del telecomando per chiedere aiuto ogni volta che ce ne sarà bisogno e dalla centrale operativa arriverà subito una risposta, con un operatore che si metterà in contatto con l’utente.
Un servizio utile, dunque, che va incontro alle esigenze della terza età, in modo particolare agli anziani che, loro malgrado, devono fare tutti i giorni i conti con la solitudine.
“Aggiungiamo un ulteriore tassello al mosaico delle iniziative nel campo delle politiche sociali che l’amministrazione guidata dal sindaco Salvatore Di Sarno sta portando avanti. Di concerto con la dirigente Jolanda Marrazzo e all’assessorato al ramo stiamo lavorando affinché tutti i settori della popolazione ricevano servizi sociali adeguati”, è il commento del consigliere comunale e capogruppo di Svolta Popolare, Sergio D’Avino.
“Crisommole è un evento che mette al centro il territorio vesuviano e le sue risorse. Sono certo che diventerà anche l’occasione di discutere dell’esigenza di tutelare i coltivatori di albicocche, oggi messi in ginocchio da prezzi troppo bassi e da condizioni sempre più difficili”. Così Carmine Carotenuto, patron del Luxury Royal di Somma Vesuviana, in via Aldo Moro, commenta l’evento dedicato alla riscoperta delle albicocche, che si terrà a Somma Vesuviana il 29 e 30 giugno.
Aggiunge Carmine Carotenuto: “Abbiamo sostenuto con convinzione la manifestazione, perché crediamo che lo sviluppo del territorio passi proprio da eventi del genere. Tuttavia è necessario sottolineare i problemi degli agricoltori, autentici protagonisti della nostra cultura gastronomica ed alimentare: le istituzioni trovino soluzioni per aiutarli e sostenerli”
I carabinieri della stazione di Somma Vesuviana, insieme a quelli della sezione radiomobile di Castello di Cisterna, hanno arrestato un 33enne del posto già noto alle Forze dell’Ordine.
L’uomo è stato sorpreso dai militari nei pressi dell’abitazione dell’ex compagna, in possesso di due bottiglie di plastica contenenti benzina. Prima che potessero identificarlo, il 33enne ha reagito al controllo e colpito i carabinieri intervenuti, con calci e pugni. Bloccato, dopo le formalità di rito è stato tradotto al carcere di Poggioreale.
Secondo quanto dichiarato dalla vittima, il 33enne non aveva accettato la fine della relazione e negli ultimi mesi aveva più volte minacciato e aggredito la donna.
C’è anche Casamarciano tra i quaranta luoghi della Campania inseriti nel ricco programma di “Napoli Teatro Festival”, la mega rassegna culturale che, per 37 giorni consecutivi, fino al 14 luglio, porterà in giro per l’intero territorio regionale circa 110 spettacoli tra reading, installazioni sceniche e recital, di cui oltre 60 prime nazionali. Un contenitore dalle grandi dimensioni culturali che mette in rete da un lato le competenze artistiche di oltre 800 artisti, dall’altro i luoghi simbolo delle comunità coinvolte di cui Napoli è comune capofila. In quest’ottica di promozione si colloca il Complesso Badiale di Santa Maria del Plesco che, venerdì 28 giugno, ospiterà “Canti e suoni della dimenticanza”, il recital di Raffaello Converso con le orchestrazioni del maestro Roberto De Simone. L’appuntamento è per le ore 21 e seguirà i criteri indicati dall’organizzazione con un biglietto di ingresso simbolico di 8 euro.
“Una grande occasione per Casamarciano ma soprattutto una nuova opportunità di crescita e visibilità che arriva alla vigilia della IX edizione del ‘Festival Scenari Casamarciano’ – dichiara il sindaco Andrea Manzi – Continua con sempre nuovi stimoli il percorso iniziato nove anni fa e che ci vede sempre più proiettati in circuiti di prestigio rappresentando al meglio la nostra naturale vocazione artistica che, nel teatro, trova la sua massima espressione. Siamo orgogliosi del cammino intrapreso e di questa nuova vetrina che anticipa, di fatto, quanto accadrà nei prossimi mesi, prima con le Giornate di Commedia Annibale Sersale e poi con il Festival di settembre che, come già annunciato, cambierà ancora una volta look. Pronti a stupire e a guardare al futuro nel segno della cultura “.
VIncenzo Coppola, Enzo Iervolino, Peppe MaielloUn mese esatto dalle elezioni, nello stesso giorno (ieri, mercoledì 26 giugno) in cui il sindaco eletto Lello Abete vara la nuova giunta comunale, il Pd promuove – al centro sociale anziani di piazza IV Novembre – un convegno per discutere del futuro di Sant’Anastasia, invitando cittadini, associazioni e forze politiche. Un futuro da oppositori, per adesso, come ribadito dai consiglieri eletti Peppe Maiello e Raffaele Coccia (candidato sindaco). A moderare l’evento il componente del direttivo Vincenzo Coppola, in platea il presidente del partito Antonio Dobellini, l’ex sindaco Enzo Iervolino i quali hanno poi entrambi preso la parola. Tra gli interventi, quello dell’avvocato Gioacchino Abete, del presidente dell’associazione neAnastasis Luigi Bifulco e di Carmine Esposito, già presidente del consiglio comunale nella prima consiliatura Iervolino.
La parola d’ordine, nell’occasione di confronto creata dal Pd, sembra essere «ripartire». Ripartire dall’opposizione, dalla gente, dai temi, dal partito. Lo si è detto subito: non è stata e non voleva essere un’analisi del voto, ma un nuovo percorso, un nuovo ciclo. «Noi non ci siamo nascosti dietro i simboli delle civiche – ha subito detto Vincenzo Coppola – non crediamo a questo tipo di politica. Non siamo per il trasformismo e lavoreremo affinché torni preminente l’interesse pubblico. Solo con la partecipazione riusciremo a battere il clientelismo e, pur se non sopporto i moralisti, siamo noi oggi a dover rappresentare la dimensione etica della politica a Sant’Anastasia. In politica ci si confronta con la complessità del reale ed è la comunità che deve farcela, non un leader da solo».
Al centro Luigi Bifulco
Intanto si riparte appunto dall’opposizione e, quando il consiglio comunale sarà proclamato, in assise il Pd conterà due consiglieri comunali: Raffaele Coccia e Peppe Maiello. Intanto ci si dedicherà all’attivismo civico, giacché in quasi tutti gli interventi si è compresa l’intenzione di aderire al comitato per la valorizzazione del parco Tortora Brayda e anche uno dei suoi promotori, Luigi Bifulco, ha preso la parola mettendo l’accento sul ruolo dell’opposizione e sottolineando in senso positivo che sia stata fatta chiarezza su chi sta con chi (il riferimento è agli ex oppositori di Abete ora in maggioranza con tanto di assessori).
Nel frattempo si accetta il risultato elettorale, il sindaco è Abete, la giunta c’è, il Pd è all’opposizione. Non ci sarebbe bisogno di sottolinearlo se non fosse che un po’ di democrat hanno fatto, prima delle elezioni, un’altra scelta, quella di correre con propri rappresentanti nella lista Progetto per Sant’Anastasia. Nessuno di loro è stato eletto, nessuno è assessore ed a rappresentare la lista che univa anche esponenti un po’ a più a sinistra del Pd e pure i Verdi, c’è in giunta soltanto un tecnico vicina ai socialisti. Dunque laddove ribadire di essere all’opposizione sarebbe superfluo, diviene in questo caso, soprattutto per i consiglieri eletti, uno scatto di orgoglio. «Noi ci onoriamo di essere all’opposizione, dove siamo sempre stati durante la prima consiliatura Abete – dice Peppe Maiello – e vogliamo discutere del futuro, di visioni e progettualità che questa maggioranza non ha. Amministrare un paese non può ridursi all’ordinario e, diciamolo pure, qui non arriva un finanziamento europeo dai tempi di Enzo Iervolino. Noi siamo stati attaccati, qualcuno ha detto che abbiamo corso soltanto perché potessimo risederci in consiglio io e Raffaele Coccia, nulla di più falso: ci saremmo potuti candidare con una lista in sostegno di chi fino ad ora avevamo avversato e il risultato sarebbe stato lo stesso, magari avremmo pure un assessore e ci saremmo “spartiti” qualcosa. Ma abbiamo scelto di mantenere la nostra identità e rimandiamo al mittente ogni provocazione, noi ripartiamo dal nostro Dna di forza riformista che vuole tornare ad essere protagonista». Maiello ha poi definito «vergognoso» dal punto di vista politico il manifesto con il quale la maggioranza, con tutti i simboli in calce, sottolinea la decisione del sindaco di ignorare il voto del consiglio di istituto della scuola di corso Umberto I circa lo svolgersi del campo scuola a cura di un’associazione. «Innanzitutto è bene sottolineare che quell’iniziativa è a scopo di lucro – ha commentato in merito Maiello – e consiglierei al sindaco di far controllare bene la delibera e i richiami normativi perché secondo me è da considerarsi nulla. Prenda atto piuttosto, il primo cittadino, che Sant’Anastasia ha bisogno di strutture adeguate e che in merito ci si dovrebbe attivare per intercettare i fondi ministeriali che finanziano gli adeguamenti fino all’80 per cento del totale, o ancora per rientrare nel progetto pubblicato il 27 maggio scorso sul Burc della Regione Campania per finanziare studi su zone a rischio sismico, o per mettere in atto la proposta di incentivare la destinazione del 5 per mille al Comune allo scopo di costituire un fondo politiche sociali per famiglie indigenti. Questi sono i temi da cui noi ripartiamo perché Sant’Anastasia necessita di una rivoluzione culturale».
da dx, Enzo Iervolino, Peppe Maiello, Vincenzo Coppola
L’ex sindaco Enzo Iervolino è stato tra i più fervidi sostenitori del candidato Pd in campagna elettorale. Ma non ha mai preso la parola dai palchi. Lo ha fatto ieri sera per auspicare un’opposizione vigile, collaborativa sulle iniziative importanti per il paese e che faccia da pungolo. «Noi non vogliamo osteggiare nessuno – ha detto Iervolino – anzi auguriamo al sindaco e alla nuova giunta di esercitare un ruolo propositivo e di garanzia per i cittadini, il voto popolare va rispettato ma adesso occorre costruire e riportare la discussione politica sui problemi reali, a cominciare dal gravissimo pasticcio del piano urbanistico comunale, il disegno del paese intorno al quale gira tutto il resto. Quella che è mancata negli ultimi dieci anni – dove si sono varate solo opere pubbliche già programmate e nessun finanziamento è arrivato – è l’idea di comunità. Oggi iniziamo un percorso di politica viva che non sia appannaggio di lobbies, che non sia basata soltanto sulla comunicazione di cose che poi non diventano mai fatti concreti».
Gioacchino Abete
Una posizione netta è quella che sembra star cuore a tutto il popolo democrat. «Rifuggo dallo scontro personale, il sindaco Abete e i suoi saranno tutte brave persone ma è la diversità di valori che fa e deve fare la differenza – ha detto Gioacchino Abete nel suo intervento – per questo chiedo al Pd di scendere in campo pe difendere i valori dell’antifascismo, della legalità, dell’onestà, della trasparenza. Oggi sembra un generale «vogliamoci bene» che prescinde dai colori politici, dimenticando che i valori camminano sulle nostre gambe».
Antonio Dobellini
«Cultura Beneduciana (dall’ex sindaco anastasiano Ciccio Beneduce), populismo da quattro soldi, cultura trasformistica che si tenta di giustificare in tutti i modi». Comincia così il suo intervento il presidente Pd, Antonio Dobellini. E prosegue: «Bisogna smetterla con i protagonismi personali e noi non possiamo consentire che liste civiche, rappresentanti di nessuno, divengano bandiere di interessi di parte. Per noi la politica è ancora un’arte nobile e tra le nostre fila ci sono tanti giovani, ma avremmo voluto che stavolta scendesse in campo anche la classe dei professionisti di questa città. Quei professionisti che si tirano sempre indietro in campagna elettorale e che poi parlano il giorno dopo». Dobellini ha anche, come Coccia nel suo intervento poco dopo, insistito sulla necessità di recuperare temi importanti, quelli che interessano il tessuto connettivo del paese: l’agricoltura, il comparto lattiero caseario, il comparto dei trasporti su gomma. «Quest’ultimo – ha aggiunto – è una realtà importante, parliamo di circa 400 mezzi pesanti e ha grandissime e importanti opportunità di sviluppo». Inoltre, un passaggio su Palazzo Nicola Amore (bene che la giunta Esposito aveva ottenuto in comodato gratuito con una convenzione rescissa poi da Abete). «Secondo me si può rilanciare attraverso il Gal (gruppo di azione locale)». Non si è poi sottratto da un commento sulla neo giunta Abete bis, Dobellini: «Sono deluso dalla giunta, avrei immaginato un sindaco libero da condizionamenti dei capipopolo, invece non ha dimostrato la sua autonomia. Sono tutte persone rispettabili, ma non c’è alcuna visione politica».
Carmine Esposito
Prima della chiusura, toccata a Raffaele Coccia, ha preso la parola Carmine Esposito, presidente del consiglio comunale nel primo mandato Iervolino (1997 – 2002) che ha esordito rivolto ai «compagni» Pd: «Mi sono dovuto sforzare per votarvi, ma era doveroso perché se si crede in certi principi bisogna poi essere consequenziali». Ed è stato molto critico, Esposito, nei confronti del Pd, rimarcando che mai si è saputo, in quel partito, valorizzare ciò che era stato fatto al governo. E che sarebbe il caso di smetterla con riferimenti politici individuali, e singoli che ad ogni piè sospinto corrono da capicorrente, spesso emeriti sconosciuti. E poi, la bordata, riprendendo un tema che in Italia sembra essere tornato in auge: «Ci vorrebbe un minimo di etica, quanto meno una pregiudiziale antifascista, perché io ad uno che fa il saluto romano non lo nominerei assessore, gli darei un calcio». Vi risparmiamo il punto preciso nel quale Esposito – che ha aggiunto poi “Il fascismo è reato, non è opinione” assesterebbe detto calcio. Ideologie a parte, nell’intervento dell’ex presidente è saltato fuori un argomento che ha fatto molto discutere in città nelle ultime settimane, ossia il «destino» del funzionario Luigi Pappadia, rimosso dal suo settore di competenza giustificando la decisione con l’applicazione delle regole previste dal piano anticorruzione. Per carità, la normativa è questa. Ma non può non sorgere un dubbio legittimo: questa regola vale soltanto per l’architetto Pappadia? «Sono orgoglioso di essere stato parte dell’amministrazione Iervolino che all’epoca scelse il funzionario Pappadia – ha proseguito Esposito – non mi ha mai deluso, è sempre stato onesto e corretto nonché, guarda caso, obiettivo di ben tre campagne elettorali, cosa credo mai verificatasi in alcun altro comune. Tra pochi mesi lui andrà in pensione, ma occorrerebbe spiegare alla gente perché c’è questo accanimento nei suoi confronti, in ultimo per una vicenda che pare coinvolga il sindaco in prima persona. Io lo ringrazierò personalmente ma ritengo dovrebbe farlo tutta Sant’Anastasia in un’iniziativa pubblica, dicendogli che ci mancherà molto». Ha poi aggiunto, l’ex presidente: «Sono stato contento di non trovare qui stasera alcune persone, meno male che si sono decise. Ma quella strada, come avevo detto in tempi non sospetti, secondo me l’avevano imboccata anni fa».
Raffaele Coccia
La chiusura è toccata al candidato sindaco, che a breve sarà proclamato consigliere comunale sotto le insegne Pd, Raffaele Coccia. «Noi non dimentichiamo di avere un programma – ha asserito Coccia – nemmeno dai banchi di opposizione, e stasera inizia un nuovo cammino. Siamo già al lavoro e dopo il voto abbiamo come prima cosa realizzato un documento da portare in consiglio, un atto che darà a tanti imprenditori anastasiani del comparto trasporti su gomma di crescere e prosperare con un bel ritorno per l’economia grazie alla Zes (zona economica speciale) che prevede agevolazioni fiscali e burocratiche. Abbiamo sempre lavorato, ottenendo risultati anche dai banchi di minoranza e così faremo anche stavolta, vigilando e controllando, forti di una indiscutibile etica politica».
Non luogo a procedere perché il fatto non sussiste, relativamente all’accusa di falso in atto pubblico, e prescrizione del reato di calunnia. Qualche giorno fa è terminato con questa sentenza del gup di Nola, il giudice dell’udienza preliminare, Martino Aurigemma, il procedimento penale a carico del maresciallo della polizia locale di Pomigliano, Ettore Giuntoli, fratello del comandante della polizia locale, il colonnello Armando Giuntoli. éer lui, dunque, niente processo. Ma se per l’ormai ex imputato appena uscito indenne dal procedimento < questa sentenza rappresenta la fine di un incubo, l’uscita da un tunnel durato anni >, per la presunta vittima di questa vicenda, che aveva denunciato il maresciallo ottenendo la richiesta di rinvio a giudizio, < ingiustizia è fatta >. A ogni modo anche Giuntoli non è rimasto completamente soddisfatto dall’esito dell’udienza preliminare. <Ricorrerò in appello contro la prescrizione del reato di calunnia >, fa sapere il poliziotto municipale. La vicenda risale al 29 novembre del 2012, quando Ettore Giuntoli arresta in mezzo alla strada Luigi La Gatta, 55 anni, incensurato, che era sulla sua bicicletta. Un arresto scaturito dopo un alterco tra i due scattato per motivi mai completamente chiariti. Ne scaturisce comunque la denuncia da parte di La Gatta e il conseguente procedimento giudiziario. < Giuntoli ha inventato una mai avvenuta aggressione fisica ai suoi danni pur di giustificare l’arresto >. Con questa sostanziale accusa nell’aprile scorso il pubblico ministero di Nola, Antonella Vitagliano, chiede di processare per falso il maresciallo. Reati contestati: falsificazione del verbale di arresto e calunnia. Il maresciallo, secondo il pm, aveva accusato La Gatta di aggressione, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Nel verbale Giuntoli scrive di essere stato < aggredito brutalmente > da La Gatta, che gli avrebbe anche scaraventato la bici sulle gambe provocandogli una lesione alla caviglia. Ma in pochi mesi la magistratura assolve il pensionato con formula piena. A quel punto La Gatta intraprende una battaglia giudiziaria contro Giuntoli. In un primo momento però il pubblico ministero chiede al gip di archiviare l’accusa nei riguardi del poliziotto municipale. Ma il giudice per le indagini preliminari, Lucio Aschettino, non la vede così e ordina l’imputazione coatta del casco bianco. Il pubblico ministero esamina quindi di nuovo tutti i verbali redatti da Giuntoli e ascolta tre testimoni: un altro maresciallo della polizia municipale di Pomigliano e due passanti presenti all’alterco del 2012. E il pm stabilisce che Giuntoli si sarebbe inventato tutto: l’aggressione, le lesioni e la resistenza. Il casco bianco va in udienza preliminare rispondendo di falso in atto pubblico e calunnia. Alla fine però il gup Aurigemma chiude la vicenda rigettando il rinvio a giudizio e stabilendo che il reato di calunnia è prescritto e che non sussiste il reato di falso, a causa di elementi acquisiti insufficienti e contraddittori.
Pino Neri
Ed ecco la lettera inviatami da Luigi La Gatta
< La mia è la storia di una clamorosa ingiustizia. A mie spese ho appreso, purtroppo, che il peggior nemico della giustizia, troppo spesso, è proprio chi al contrario dovrebbe far rispettare la legge. Riferisco tutti i particolari di questa brutta storia a testimonianza della terribile esperienza che ho subito presso il Tribunale di Nola. A seguito di una vita di stenti, condotta nella più totale onestà, nel rispetto della legge, mi ritrovo in età pensionabile privato di ogni forma di tutela, di assistenza e di protezione da parte della giustizia. Sono stato accusato ingiustamente, mi hanno arrestato senza un motivo, ho dovuto affrontare un lunghissimo e costosissimo processo. E l’ho fatto come ho sempre agito nella mia vita, con estrema dignità. Sono riuscito a dimostrare la mia assoluta innocenza e la falsità delle accuse mosse nei miei confronti, accuse gravissime, soprattutto perchè provenienti da un pubblico ufficiale. La mia vita da quel maledetto giorno è diventata un inferno, quelle accuse che ledevano il mio onore ed il mio decoro hanno lasciato una ferita che mai riuscirò a rimarginare. Dopo la mia assoluzione, ho deciso di denunciare chi mi aveva ingiustamente accusato e arrestato, per amore della Giustizia, affinchè nessun altro vivesse il mio stesso calvario. A questo punto è iniziata una esperienza paradossale. Dopo una prima richiesta di archiviazione, ho presentato una opposizione, e a seguito di una udienza, il Giudice per le indagini preliminari di Nola ha ordinato alla Procura di formulare un’imputazione coatta. Per quel Giudice c’erano elementi sufficienti per sostenere una accusa in giudizio nei confronti del Brig. Giuntoli. Arrivati all’udienza preliminare, peró, lo stesso Pubblico Ministero, che qualche tempo prima aveva formulato l’accusa contro il Brig. Giuntoli ha chiesto al Giudice di “assolverlo” , di emettere una sentenza di non luogo a procedere. E così è andata, processo chiuso, tutto finito. In tutto quel tempo, non era cambiato nulla, stesse prove, stessa documentazione, stesse indagini, ma adesso improvvisamente quegli stessi elementi non erano più sufficienti a sostenere l’accusa. Io non riesco a trovare una giustificazione per tutto questo. Non mi do pace e sono profondamente deluso da questa giustizia. Sono convinto che la battaglia che ho intrapreso vada al di là della mia persona. Queste incongruenze, contraddizioni, meccanismi infernali, vere e proprie ingiustizie, che spesso emergono nel nostro sistema giudiziario, non sono più sopportabili. In aula ricordo, c’era scritto “La legge è uguale per tutti”, oggi sono certo che non è così >.
Con un post pubblicato su facebook diede del “criminale” al sindaco. Ma il tribunale, dopo circa due anni, ha “assolto” l’ambientalista autore dello scritto messo sotto accusa. Secondo il gip del tribunale di Nola l’ecologista per il quale il primo cittadino aveva chiesto un procedimento penale non ha fatto nient’altro che “esercitare il suo diritto di critica e di denuncia di questioni di prioritario interesse pubblico”. E così la magistratura penale ha archiviato la querela firmata dal sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri, nei confronti di Alessandro Cannavacciuolo, il più noto ambientalista del territorio compreso tra Acerra, Pomigliano e Casalnuovo. Cannavacciuolo, il 27 marzo 2017, ha scritto su facebook, a proposito della manutenzione di una strada, disposta dal sindaco, che “è un delinquente il sindaco che ordina ad un dipendente di sversare rifiuti in un terreno, facendoli tra l’altro macinare con un trattore”. In pratica secondo l’ambientalista il primo cittadino avrebbe ordinato a un operaio del Comune di scaricare col trattore un certo quantitativo di rifiuti in uno spazio dell’area di sviluppo produttivo, a ovest della città. A quel punto però Lettieri, sentendosi leso nella sua persona e nell’esercizio delle sue funzioni istituzionali, ha querelato per diffamazione e falsità a mezzo stampa Cannavacciuolo. Lettieri ha anche promosso ed ottenuto l’approvazione di una delibera di giunta, a sostegno della sua azione legale, poi messa in campo con il sostegno finanziario del Comune di Acerra. Ma già il primo round della tenzone ha fatto segnare un punto a favore dell’ambientalista. In quell’occasione Cannavacciuolo ha portato in procura le prove di quanto aveva sostenuto attraverso facebook. E il pubblico ministero, Francesca Paola Colonna Romano, il 7 settembre del 2017, ha quindi deciso l’archiviazione della querela in base “al diritto di libera opinione e a valutazioni di un dato fattuale di pubblico interesse relativo alla gestione del ciclo dei rifiuti, che è prioritario per la tutela della salute e dell’ambiente”. Lettieri però ha fatto ricorso contro l’archiviazione decisa dal pm. Ma anche il giudice per le indagini preliminari del tribunale, Martino Aurigemma, il 21 giugno scorso ha infine stabilito l’archiviazione definitiva del procedimento contro Cannavacciuolo. Motivo: il giovane ecologista, secondo il magistrato, ha agito in base all’articolo 21 della Costituzione, che stabilisce la libertà di opinione e di critica di tutti i cittadini. Libertà di opinione ma non solo. Secondo Aurigemma “Cannavacciuolo ha documentato la verità dei fatti con una serie di prove fotografiche”. “Quanto poi alle modalità espressive con cui è stato scritto il post – aggiunge il gip – queste sono proporzionate alla gravità dei fatti denunciati e si mantengono sul solco del legittimo esercizio di critica, non oltrepassando il limite dell’offesa all’onore e alla reputazione”. “Stiamo valutando le condizioni per denunciare il sindaco per calunnia”, anticipa Cannavacciuolo, che è assistito in questa vicenda dall’avvocato Teresa Di Nuzzo.
Ansia e panico sono due delle cose che più spaventano in assoluto. Sono tantissimi gli italiani che ne soffrono e che avvertono tutto questo come un vero e proprio problema che, in alcuni casi, potrebbe apparire insormontabile.
Del resto, è bene sottolinearlo: gli stati ansiosi e il panico possono diventare, alla lunga, anche invalidanti, sebbene siano ancora decisamente sottovalutati. Il perché è semplice. Chi soffre di ansia e ha attacchi di panico tende chiudersi in se stesso e, spesso, non cerca aiuto esterno. Si tratta di un errore che va evitato, perché questo disagio può essere affrontato soprattutto seguendo quelli che sono i consigli degli esperti.
Soprattutto nel periodo primaverile ed estivo, questi disagi sembrano aumentare. Ci si domanda spesso il perché dato che un numero sempre maggiore di persone prova questo tipo di malessere.
In questa stagione ci sono dei cambiamenti che, anche se spesso non ci si pensa, provocano qualcosa nel nostro organismo. Nello specifico, il cambio dell’ora e, soprattutto, il cambio del ciclo luce e buio possono destabilizzare. A questo, inoltre, si deve unire anche l’arrivo del caldo che va anche a debilitare il corpo quando troppo intenso. Un mix di tutti questi fattori diventa esplosivo per il nostro corpo e per il nostro equilibrio psico-fisico ed è per questo motivo che scattano ansia e panico.
Non basta: se si unisce anche il fatto che, molto spesso, il ciclo del sonno è disturbato da afa e caldo, il quadro è completo. La buona notizia, però, è che tutto questo si può cambiare e che ci sono diverse soluzioni da prendere in considerazione per stare meglio.
Curare ansia e panico in maniera naturale
Il primo e importante passo per stare bene è quello di individuare il problema. Riconoscere un attacco di panico è importante, così come lo è ancora sapere quando si parla di stato d’ansia. Se si avverte un senso di disagio, di malessere e se si avverte un aumento del battito cardiaco e della respirazione, allora è il caso di fare attenzione e di chiedere aiuto.
Sebbene l’ansia sia spesso legata a dei disagi della vita quotidiana, a delle preoccupazioni che si avvertono nella vita di tutti i giorni, si deve sottolineare che il tutto può esplodere quando meno ce lo si aspetta.
Cosa fare, quindi? Rivolgersi a un medico è il primo consiglio da seguire anche se, è bene sottolinearlo, affidarsi immediatamente a quelli che vengono definiti ansiolitici tradizionali può essere un errore. Si devono sempre prima analizzare le cause e i sintomi di ansia e panico, così da individuare immediatamente la strategia migliore.
Una ottima soluzione è quella di cercare delle soluzioni naturali al problema. Proprio per questo motivo, una guida sulla passiflora come quella ottimamente redatta dal portale NotizieBenessere può essere utile.
Forse non tutti sanno come la passiflora, anche nota come fiore della passione, è un elemento che ha delle eccezionali proprietà calmanti.
Proprio per questo motivo, da secoli, viene utilizzato per curare stati d’ansia e attacchi di panico in maniera del tutto naturale.
Non solo, la passiflora ha anche una funzione sedativa oltre che calmante e, quindi, riesce a riportare l’organismo ai suoi ritmi.
Per superare situazioni di questo tipo è anche importante l’aiuto esterno. Chi circonda persone che soffrono di ansia e panico dovrebbe sempre evitare di dire frasi scontate e che potrebbero dare fastidio. Infatti, frasi che vanno a minimizzare il problema o che spingono a reagire senza però dare degli utili consigli, sono decisamente da evitare. Si deve sempre cercare di aiutare chi ha questo tipo di problemi in maniera costruttiva, consigliando il da farsi e dando una mano a superare il momento.
Anticipando i tempi ed in segno di continuità amministrativa e di innovazione nel rapporto con la cittadinanza, il Sindaco Lello Abete ha presentato la nuova giunta: due le quote rosa, l’arch. Gelsomina Maiello e l’avv. Carla Ardolino, che insieme ad Alfonso Di Fraia rappresentano le new entry; confermato l’ass. Bruno Beneduce e l’ass. Mariano Caserta, il quale ricoprirà anche il ruolo di vice-sindaco.
Al comune è dato per certo che la presidente del seggio speciale entro lunedì prossimo sarà in grado di concludere i lavori per proclamare i consiglieri di maggioranza ed opposizione. In tal caso la giunta sarà ufficializzata e comunicata ai consiglieri nel corso del primo consiglio comunale.
“Siamo pronti con la squadra di governo che accompagnerà questa amministrazione ed entrerà nel pieno delle funzioni dopo la convalida degli eletti, che al 99% dovrebbe essere in programma lunedì pomeriggio prossimo. Abbiamo messo nella giunta due componenti già in precedenza incaricati: Mariano Caserta, che avrà le stesse deleghe della scorsa giunta. E’ stato un ottimo collaboratore, un ottimo assessore, tant’è che si è guadagnato la stima e la fiducia di tutti e sarà anche vice-sindaco. L’avvocato Bruno Beneduce, confermato, si occuperà e si impegnerà per la pubblica istruzione e cultura e avrà tanto da fare, perché abbiamo un occhio particolare verso le scuole, che sono il futuro della società che cresce. Ho apprezzato il suo modo di operare, il suo modo di mettere insieme la platea scolastica con il corpo docente ed i dirigenti, cosa non sempre semplice. Ci sarà Alfonso Di Fraia, che già da consigliere comunale ebbe modo di far conoscere le sue qualità all’interno del consiglio comunale; è stato uno dei più attivi nella passata amministrazione, per cui sarà certamente operativo sul territorio; con le deleghe ad ambiente, protezione civile e polizia municipale sarà un assessore…. di strada; Alfonso Di Fraia – dice il sindaco Lello Abete – sarà l’assessore sempre presente sul territorio, è giovanissimo, non mancherà di entusiasmo che, abbinato alla passione che ha per la politica, lo porterà a fare sicuramente bene. In giunta avremo due donne: l’architetto Gelsomina Maiello, che si occuperà di lavori pubblici e urbanistica; non ha avuto esperienze dirette di impegni politici ma conosce la pubblica amministrazione e la macchina amministrativa. Con le sue competenze, vedremo il suo ottimo lavoro in due settori delicati e cercheremo di portare a termine il mandato attuale lasciando un paese urbanisticamente migliore. Un’altra novità in giunta è l’avvocato Claudia Ardolino; ho avuto modo di apprezzare la sua dinamicità, la sua intraprendenza, la sua capacità di adattamento, l’approccio immediato alla macchina comunale, per cui sono sicuro che darà un ottimo contributo a questa amministrazione. Chiedo ufficialmente, lo dico anche a mezzo stampa, il massimo dell’impegno e di dedicare alla carica il tempo necessario, perché la politica è passione, ma soprattutto è sacrificio, servizio ai cittadini e per essere di servizio ai cittadini c’è bisogno di dedicare tempo. Sono del parere che chi sceglie la strada dell’amministratore è ben consapevole e cosciente che deve lavorare. Su questo, sento di dire, che non transigo e, per fare una battuta, non dico che dobbiamo lavorare h 25, ma sicuramente h24”.
“Sono grata al sindaco per il riconoscimento e la fiducia nei miei confronti. Ciò mi onora tantissimo oltre naturalmente a responsabilizzarmi, perché non è un ruolo facile quello dell’assessorato all’urbanistica e lavori pubblici. Ci sono tantissimi progetti in cantiere – dichiara l’architetto Gelsomina Maiello – tantissime cose che bisogna tener presente in questo settore. Spero di avere la vicinanza di tutti, associazioni e cittadini in generale, che possono naturalmente manifestare le loro problematiche, perché insieme possiamo riuscire ad ottenere risultati ottimali e dare, quindi, una svolta definitiva al paese con la realizzazione del PUC. Per i Lavori Pubblici, attivando gli uffici in modo fattivo si possono recepire i finanziamenti europei per poter poi realizzare opere importanti”.
“Ringrazio il sindaco per quest’opportunità e spero di esserne all’altezza. Spero, innanzitutto, di dare impulso alla macchina comunale che fino ad oggi è andata benissimo – dice l’avv. Claudia Ardolino – augurando che vada sempre meglio. Resto a disposizione dell’amministrazione per la crescita di questo paese e per il bene della collettività”.
“La conferma dell’assessorato nella nuova squadra di governo è per me motivo di grande orgoglio e segno concreto dell’apprezzamento per il lavoro svolto sinora e per l’impegno, che spero di profondere nuovamente con un senso di responsabilità rinnovato. Perseguirò gli obiettivi che ci siamo posti già da tempo e che spero di riuscire a portare a termine. Auguro – dice Bruno Beneduce – un buon lavoro ai neo assessori e colgo l’occasione anche per ringraziare gli assessori che ci hanno accompagnato sino ad oggi ed ai quali vanno i miei complimenti e ringraziamenti per l’ottimo lavoro che hanno svolto. Colgo l’occasione per ringraziare anche i Dirigenti Scolastici e per augurare loro ed augurarmi di riuscire a proseguire nell’interlocuzione fattiva e collaborativa che sino ad oggi ha contraddistinto il nostro operato”.
“Intendo ringraziare il sindaco per la fiducia che mi ha accordato nominandomi assessore di questa nuova amministrazione; un impegno che nasce dal consiglio comunale dal 2014 e che da quest’anno sarà rinnovato con un lavoro, spero, proficuo nella giunta. Le deleghe che seguirò personalmente saranno ambiente, polizia locale e protezione civile, deleghe impegnative e sicuramente operative. Il mio impegno – dice Alfonso Di Fraia – sarà a tutela della salvaguardia del territorio, iniziando da una corretta raccolta differenziata per portare il paese ad una percentuale massima, con l’ausilio della polizia locale e dei controlli che sicuramente incrementeremo; insieme al comandante Maione lavoreremo affinché il comando vigili urbani possa tornare a un buon livello di importanza e valorizzeremo ancora meglio la Protezione civile che è il fiore all’occhiello del nostro paese”.
“Sono onorato di ricoprire la carica di vicesindaco del mio paese di origine e ringrazio il sindaco per il ruolo affidatomi. Come già fatto negli anni precedenti da assessore al bilancio – dice Mariano Caserta – mi impegnerò a governare il paese con la massima trasparenza, onestà che mi contraddistingue e che contraddistingue sia quella precedente che questa nuova attuale amministrazione”.
Un 31enne di Somma Vesuviana è stato arrestato dai carabinieri della stazione locale per tentata estorsione e maltrattamenti in famiglia. L’uomo aveva chiesto alla mamma 7 euro per acquistare della droga e al suo rifiuto l’ha aggredita con schiaffi e spintonate.
La donna ha chiamato il 112 per chiedere aiuto. Nell’abitazione sono intervenuti i carabinieri che hanno bloccato il 31enne arrestandolo. Terminate le formalità dell’arresto è stato portato in carcere.
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