A Fontenovella di Lauro la settima edizione di “C’era una volta al borgo…Alla riscoperta di antichi mestieri e sapori”

Passione, entusiasmo, culto dell’identità civica e attenzione ai valori che trasformano un evento in tradizione caratterizzano l’attività dell’ Associazione “Fonte Nova”.che organizza la settima edizione di “C’era una volta al borgo” (29 giugno) e spiega che ci sono ancora molti aspetti della civiltà contadina che meritano di essere riscoperti e sottoposti all’attenzione e alla riflessione del pubblico di oggi.  L’ Associazione dimostra che ci si può divertire nel pieno rispetto della verità della storia, in una città come Lauro,centro di una storia fascinosa.   Il modello creato dall’Associazione “Fonte Nova” va oltre l’episodica attrazione che viene esercitata da eventi più o meno simili inseriti nel ricco calendario estivo, perché  colloca la festa e la riscoperta dei mestieri e dei sapori in una cornice rigorosamente storica, e in “luogo” in cui si incontrano tutte le antiche strade del Vallo di Lauro. Si aggiunga alla dimensione culturale l’entusiasmo creativo e operoso degli organizzatori, e si capiranno le ragioni di un successo che cresce di anno in anno e scopre, in modo sempre più profondo e con una nostalgia sempre più intensa, la storia di un “villaggio contadino”, in cui anche il cibo diventa protagonista di un rito. Ci saranno i racconti delle nonne, le memorie della “posteggia napoletana”, le suggestioni create dalla cantastorie Flavia D’Aiello, “il borgo del bimbo” pensato dall’architetto Ortensia Bonavita, e non mancherà il supporto dei “social”. Gli organizzatori sanno che oggi, se si vuole che un evento diventi tradizione,  il passato deve affidarsi ai mezzi e alle tecniche del presente. E la storia del Vallo e della città di Lauro è storia che viene da lontano, che tocca le vicende del territorio compreso tra Nola e Avellino, e le cui radici, fondamento dell’identità civica, studiosi importanti e manifestazioni come “C’era una volta il borgo…” sanno raccontare anche ai ragazzi, perché ne siano orgogliosi testimoni per le generazioni future.

Sant’Anastasia, sabato c’è Vesuvius Art in piazza Trivio

 L’arte tra la gente e per la gente. Piazza Trivio, all’ombra della  chiesa collegiata di Santa Maria La Nova, diventa museo a cielo aperto per la quarta edizione di «Vesuvius Art» che mira a esaltare la creatività dei giovani artisti vesuviani. Un fine semplice quanto ambizioso per i ragazzi dell’associazione «Urbe Vesuviana» impegnati nell’iniziativa che ha anche altri intenti: la riqualificazione delle tradizioni locali e la promozione dei talenti artistici. Così, dalle 21 di sabato 29 giugno in piazza Trivio, con il patrocinio del Comune di Sant’Anastasia, ci saranno più di venti artisti tra scultori, pittori, disegnatori, fotografi e grafici. Alcuni professionisti, altri dilettanti, tutti giovanissimi.  Non mancherà un’altra espressione d’arte, la musica: con performance live del sassofonista Sebastiano Giardino. «Non è una semplice mostra, ma una galleria sotto le stelle dove a risplendere sarà la luce delle idee di chi scommette sui nostri territori ed esprime, anche con l’arte, la sua voglia di cambiamento» – dice il giovane presidente della sezione Vesuviana dell’associazione Urbe, Vincenzo Di Costanzo. I giovani esponenti dell’associazione contano sulla partecipazione massiccia, per far conoscere i lavori degli artisti. «Di fatto è un’occasione importante per l’intero territorio – dicono – noi crediamo che l’arte possa diventare uno dei settori di traino dell’economia vesuviana». Non a caso la scelta della location è ricaduta su una delle piazze simbolo di Sant’Anastasia, cittadina rinomata per la maestria dei suoi artigiani e dei suoi artisti. Un mini expo vesuviano, dunque. Una maniera nuova, almeno per il vesuviano, di concepire e proporre una esposizione artistica, ma anche gli spazi pubblici.    

EAV, l’odissea del trasporto pubblico campano

La situazione del servizio automobilistico dell’EAV (la DTA, ex EAVBUS) è in uno stato anche peggiore di quello ferroviario, sembra assurdo ma è così ed anche questo lo si deve ad una manutenzione (esternalizzata) insufficiente o (forse ?) inadeguata. Non più tardi di 10 giorni fa, in un incontro coi funzionari aziendali ci veniva assicurato che i problemi ai climatizzatori sarebbero stati definitivamente risolti, che le ditte che si occupano delle manutenzioni ai mezzi erano state “multate” e sollecitate a dare di più, anzi l’azienda in un comunicato ci aveva “snocciolato” sorprendenti cifre di una disponibilità di autobus che purtroppo non hanno trovato riscontri, perché le corse venivano ugualmente soppresse per carenza di materiale, il numero dei guasti ai bus ed ai condizionatori continuava ad essere alto. A noi i numeri non piace “darli”, siamo persone concrete ed analizziamo i fatti, per le parole e soprattutto per le chiacchiere lasciamo il posto a chi ci riesce decisamente meglio, ed i numeri della Direzione Trasporto Automobilistico dell’EAV sono fallimentari. È facile dire che questo settore è in forte perdita se non si riesce ad offrire un servizio degno di questo nome, ancora più facile è cercare di far pagare ai lavoratori inefficienze non proprie, specie se si trova nei sindacati, per fortuna in alcuni e non in tutti, una spalla forte per penalizzare chi lavora e si sacrifica ogni giorno, premiando con promozioni chi da sindacalista è stato prono ai voleri aziendali… Le colpe del declino del servizio automobilistico sono da ricercare esclusivamente in chi questo settore lo ha diretto senza programmarne il rilancio, vivendo “alla giornata” e cedendo alle richieste delle controparti sindacali interessate solo a “piazzare” i propri protetti nei posti migliori, mortificando professionalità e meritocrazia. Il Sindacato OR.S.A. chiede alla dirigenza dell’EAV ed alla Regione Campania di avere il coraggio per fare quel cambio di passo e riportare il settore ai fasti di una volta. Gli chiediamo di dimostrare che hanno veramente a cuore questa azienda prima che sia troppo tardi, le potenzialità ci sono, i lavoratori sono pronti ad impegnarsi ulteriormente ma non desiderano più che i propri sacrifici siano vanificati da dirigenti e funzionari non all’altezza del ruolo oltre che del lauto stipendio che percepiscono.

Whirpool: avviato tavolo di negoziazione per il sito di Napoli

Nel corso dell’incontro odierno presso il Ministero dello Sviluppo Economico, alla presenza del Ministro Luigi Di Maio e delle organizzazioni sindacali, Whirlpool EMEA ha presentato lo stato di attuazione del Piano Industriale Italia 2019-2021. “Whirlpool EMEA (Europa, Medio Oriente e Africa) è ad un momento di svolta, ecco perché la nostra competitività industriale è fondamentale. L’Italia è e rimarrà un Paese strategico, sia dal punto di vista industriale che commerciale e, per questo motivo, negli ultimi anni abbiamo investito circa 600 milioni di euro e ci siamo impegnati a continuare a investire 250 milioni di euro in linea con il nostro Piano Industriale 2019-2021. Inoltre, abbiamo riconfermato oggi le linee guida strategiche del Piano Industriale firmato lo scorso ottobre e il previsto trasferimento della produzione di lavatrici e lavasciuga da incasso dalla Polonia a Comunanza” – ha commentato Gilles Morel, Presidente di Whirlpool EMEA e Vice Presidente Esecutivo di Whirlpool Corporation. In questo senso, sono stati ribaditi per i siti di Cassinetta di Biandronno – VA (polo EMEA per i prodotti da incasso per le categorie freddo e cottura), Melano – AN (hub regionale per i piani cottura) e Siena (produzione di congelatori orizzontali) i volumi produttivi e occupazionali secondo quanto previsto dal Piano Industriale. Confermato altresì il trasferimento a Comunanza (AP) della produzione delle lavatrici e lavasciuga da incasso dalla Polonia, grazie al quale il sito beneficerà di un incremento dei volumi che porterà la produzione totale a oltre 800 mila unità. Per quanto riguarda il sito di Napoli, nonostante gli investimenti effettuati negli ultimi anni, pari a circa 100 milioni di Euro, le prolungate difficoltà registrate si sono aggravate a causa delle circostanze macroeconomiche globali. “L’azienda è fortemente impegnata a trovare una soluzione, in collaborazione con il Ministero dello Sviluppo Economico e le organizzazioni sindacali, in grado di assicurare la continuità industriale e preservare i livelli occupazionali, così da garantire un futuro sostenibile per i nostri dipendenti. In linea con questo impegno, ho chiesto oggi al Ministro Luigi Di Maio di aprire un tavolo di negoziazione con tutte le parti interessate per iniziare a discutere una soluzione a beneficio dei 412 lavoratori di Napoli” – ha proseguito Morel. Nei prossimi giorni, il Ministero dello Sviluppo Economico, Whirlpool EMEA e le organizzazioni sindacali lavoreranno insieme per definire i prossimi passi per l’avvio del tavolo negoziale volto a individuare una soluzione per il sito di Napoli.

Alberto Angela, laurea honoris causa al Suor Orsola Benincasa: ad introdurre la cerimonia, il prof vesuviano Antonio De Simone

Lui è il divulgatore scientifico più famoso della televisione, icona ammirata anche dal grande pubblico. Alberto Angela, a solo un anno dal conferimento della cittadinanza onoraria di Napoli e Pompei, ha ricevuto oggi la laurea honoris causa per «La straordinaria capacità di sintesi tra competenza e comunicazione, ovvero tra i valori della conoscenza scientifica e i metodi della trasmissione del sapere nell’era dei nuovi media».
L’archeologo Antonio De Simone
A introdurre il neo dottore Angela, l’archeologo Antonio De Simone, professore straordinario di Storia dell’Architettura antica dell’Università Suor Orsola Benincasa che con lui ha collaborato. La laudatio è stata invece affidata ad Emma Giammattei, direttore del Dipartimento di Scienze Umanistiche del Suor Orsola che ha introdotto la lectio magistralis di Alberto Angela dedicata al tema “Raccontare l’antico: immagini e storie dell’archeologia”. Alberto Angela è laureato in scienze naturali alla Sapienza di Roma, poi specializzato in paleontologia e in paleoantropologia negli Usa, ad Harvard e alla Columbia.
Dal Corriere del Mezzogiorno di oggi, martedì 25 giugno
E oggi, sul Corriere del Mezzogiorno, è ancora il professore De Simone a celebrare l’occasione con un articolo a sua firma dove narra il legame di Angela con «la grande bellezza» del territorio campano. «La scienza è come il pane, va spezzato e condiviso, il lavoro di Alberto è esattamente questo» – scrive De Simone.    

Terzigno, protesta dei residenti a rischio sgombero davanti alla sede del Consiglio Regionale

Una sessantina di residenti di Terzigno , abitanti dello stabile di via Panoramica 48 manifesta da questa mattina davanti alla sede del Consiglio regionale della Campania. I residenti, appartenenti a 14 famiglie rischiano di restare in strada in seguito all’ ordine di sgombero e abbattimento che pende sullo stabile di loro proprietà, acquistato circa 20 anni fa e risultato molti anni dopo abusivo. Nel mese di Marzo il Consiglio regionale della Campania aveva approvato all’unanimità un ordine del giorno presentato dal capogruppo di Forza Italia Armando Cesaro che impegnava la Giunta ad attivare tutti gli strumenti utili a garantire il diritto alla casa alle famiglie dello stabile, ritenute incolpevoli dell’ accaduto ed acquirenti in buona fede. (FONTE FOTO: ANSA.IT)

Sant’Anastasia, Piano Urbanistico Comunale: una storia infinita

Riceviamo e  pubblichiamo un comunicato stampa dall’Associazione civica  neAnastasis   Siamo ormai alla quarta consiliatura comunale e a nove anni dal conferimento dell’incarico per la redazione del Piano Urbanistico e i cittadini sono ancora in attesa di conoscere quale sarà il futuro disegno del loro territorio. Purtroppo, si deve prendere atto, ancora una volta, dell’estrema difficoltà che incontrano gli amministratori comunali, qualunque sia il loro colore politico, a disegnare l’assetto urbanistico del proprio territorio. Gli interessi veri o presunti di pochi, il disinteresse di molti, la miopia di una classe politica che non va al di là della propria bottega, priva di una qualsiasi strategia di lungo corso, rendono arduo il compito. Alla fine, si rischia, per mascherare agli interessi di una minoranza di cittadini, di elaborare un futuro assetto del territorio alquanto fantasioso, come quello disegnato dallo studio Benevolo, non ancora adottato per fortuna dall’Amministrazione Comunale. Allo stato attuale, considerando il caotico sviluppo edilizio che si è verificato a Sant’Anastasia come altrove, tra edilizia legale, semilegale, illegale, commistione tra residenze ed insediamenti di altro tipo, abbandono delle campagne, l’obbiettivo primario da perseguire risulta abbastanza ovvio: rigenerazione del territorio, urbano, extraurbano, agricolo e riqualificazione del costruito. Il nuovo Piano Urbanistico (PUC), nella sua forma strutturale, ha validità a tempo indeterminato. Non essendo, quindi, legato a scadenze temporali, ha la possibilità di immaginare e, di conseguenza, progettare nelle sue linee essenziali il riassetto in toto di tutto il territorio, per ripristinarne, per quanto possibile, le sue caratteristiche intrinseche, mortificate in questi anni da  una espansione edilizia non sempre rispettosa della sua vocazione. Riassetto del territorio che dovrà comportare, necessariamente, la revisione della rete dei servizi, delle infrastrutture, della mobilità, degli impianti a servizio del cittadino, la protezione dei terreni agricoli con ripristino delle aree abbandonate, in particolare delle numerose aree che il vecchio Piano Regolatore aveva destinate ad attività industriali-artigianali-commerciali- turistiche, rimaste inutilizzate in tutti questi anni e sottratte alla loro vocazione agricola che occorrerebbe invece ripristinare. Discorso a parte va fatta per le residenze. La legge regionale 21/2003 vieta il rilascio di titoli edilizi abilitanti la realizzazione di interventi finalizzati a nuova edilizia residenziale nei comuni della cosiddetta zona rossa in cui è compreso il nostro.  Non rimane, di conseguenza, se si vuole mantenere un quantum di attività edilizia nel futuro, che puntare sulla riqualificazione del costruito, con piani del colore, adeguamenti architettonici, eliminazione delle strutture diroccate, incomplete e abbandonate, con ripristino dell’area di sedime. Provvedere a migliorare la climatizzazione degli edifici e la loro resistenza alle azioni sismiche e vulcaniche. La climatizzazione degli edifici, riscaldamento e raffrescamento, assorbe quasi il 30% di tutti i consumi energetici. In tema di riduzione dei consumi, certamente occorrerà puntare nel presente e nel futuro in questa direzione. Per la difesa dai danni provocati dai terremoti, servirà senz’altro adeguare la resistenza del costruito alle azioni sismiche. Analogamente per le azioni vulcaniche, dotare gli edifici di tetti spioventi, proteggere le aperture con scudi, si eviterebbe in tutto o in parte, in caso di eruzione, che i prodotti piroclastici entrino all’interno, rendendoli inagibili. Rimane il problema delle numerose opere abusive, ad uso residenziale, disperse sul territorio. Allo stato attuale, niente si può fare in quanto il divieto di rilascio di titoli edilizi della legge 21/2003, prima richiamato, vale anche per concessioni in sanatoria, indipendentemente se siano o meno condonabili e questo sino all’entrata in vigore del Piano Paesaggistico Regionale. La nuova Amministrazione Comunale è in fase d’insediamento, c’è sperare che finalmente provveda all’adozione del Piano Urbanistico di cui, dopo le contestazioni allo studio Benevolo, incaricato della redazione nove anni orsono, non ne conosciamo gli sviluppi subiti. Restiamo in attesa Associazione civica neAnastasis              

Primo compostaggio pubblico nel Napoletano: ecco le aziende che hanno vinto l’appalto del Comune di Pomigliano

Mentre è alle porte una nuova emergenza rifiuti spunta un barlume di speranza sul fronte del potenziamento della raccolta differenziata in Campania. Ieri infatti, dopo ben dieci mesi dalla pubblicazione del bando di gara, il Comune di Pomigliano ha assegnato l’appalto di realizzazione del primo impianto pubblico di compostaggio aerobico nella nostra regione. Impianto che dovrà fare parte di una rete regionale composta da altre 11 strutture dello stesso tipo. Intanto i lavori per l’impianto di Pomigliano se li è aggiudicati un’associazione temporanea d’imprese composta da un’azienda di Roma, la “CONPAT scarl”, una di Angri, in provincia di Salerno, la “I.CO.NA. società cooperativa”, e una di Serino, in provincia di Avellino, la “DE.Fi.AM. srl”. Importo complessivo dell’opera: 8milioni e 600mila euro, danaro stanziato dalla Regione Campania attraverso i fondi europei. Una cifra, questa, che costituisce il ribasso del 2 % offerto dall’ATI che ha vinto l’appalto. L’assegnazione della gara è stata un testa a testa con l’associazione temporanea d’imprese di cui era capofila la Vittadello costruzioni di Roma. Alla fine l’ha spuntata l’associazione della Conpat, anch’essa società capitolina, che pur garantendo un progetto qualitativamente di poco inferiore a quello della Vittadello ha però offerto un ribasso superiore. A ogni modo la Conpat ha vinto un appalto per il quale a ottobre si erano presentate 11 ATI per un totale di 43 imprese. Resta il problema dei tempi di realizzazione, che si presentano ancora lunghi. In base alle più ottimistiche previsioni il cantiere dell’impianto potrà essere aperto solo a dicembre. La struttura dovrebbe servire tre comuni, quelli di Pomigliano, Casalnuovo e un terzo da definire, per una produzione di 24mila tonnellate all’anno di compost da concimazione derivato dai rifiuti organici. Non è però ancora stato stabilito chi dovrà gestire il compostaggio. A Pomigliano c’è un’azienda controllata dal Comune, la “ENAM”, che gestisce la nettezza urbana ma al momento non trapela ancora nulla sul suo ruolo in questo progetto. C’è poi chi sostiene che l’apertura del cantiere potrebbe avvenire entro il febbraio del 2010. Nel frattempo la Regione Campania sarà chiamata a rilasciare l’”AIA”, l’Autorizzazione Integrata Ambientale, mentre sarà anche necessario redigere il progetto esecutivo. E il Comune ora spera che < La Regione possa dare una mano sul fronte dell’autorizzazione allo scopo di stringere i tempi >. L’impianto di compostaggio dovrà essere costruito accanto alla strada provinciale Pomigliano-Acerra, nei pressi del canile municipale. Ma ci sono resistenze. Le popolazioni residenti in zona non lo vogliono. E anche il Movimento Cinque Stelle cittadino continua a dire di no. Però anche i numeri continuano a essere drammatici. La Campania produce oltre 700mila tonnellate all’anno di rifiuti organici. Ma a causa della quasi totale assenza di impianti i comuni sono costretti a smaltirne fuori regione il 90 %.

Pino Neri  
il progetto dell'impianto di compostaggio
il progetto dell’impianto di compostaggio

“Manna dalla Terra”: alla Galleria “O’ Vascio” di Somma Vesuviana mostre, laboratori e workshop

Il 29 Giugno 2019 alle ore 19:30, “Manna dalla Terra” arriva alla ‘O Vascio Room Gallery dopo due anni di intensa attività artistica. Mostre, incontri di arte e filosofia, laboratori e workshop a cura delle due artiste che gestiscono questo piccolo e interessante spazio: Mary Pappalardo e Teresa Capasso. Il loro linguaggio espressivo, la loro ricerca, finora molto distante, trova un punto di incontro tenace nel tema che le ha ispirate per questa mostra site specific. La manna del riferimento biblico fa un salto dalla trascendenza all’immanenza, non è più dal cielo ma dalla terra che arriva e attraverso gli elementi che queste artiste scelgono, si riversa sullo spettatore un flusso soverchiante di abbondanza attraverso i simboli della pioggia d’oro, i noccioli, l’impasto di grano del pane. Il disegno della Pappalardo è l’ideale cascata, la pioggia feconda. La fotografia della Capasso è l’antro segreto, la cavità uterina dove lo spettatore approda invitato all’ascolto di una traccia audio. La mostra è un’ esperienza di abbondanza, la Manna dalla Terra è il dono che queste artiste fanno di sé e della loro opera, nonché del loro lavoro di promozione artistica nel territorio. Fa da introduzione alla mostra una poesia di Remo Tuccillo C’è un posto dove non piove mai… Solo un volta è caduta la poggia. -Oro- In una volta così tanta pioggia, che la terra è esplosa di vita! Il borgo Casamale, già particolarmente attivo nella sera del 29 con la manifestazione dedicata alle Crisommole, uno dei prodotti tipici locali, ospiterà la mostra per tutta l’estate. Info e prenotazioni per le visite collettivosumma@gmail.com / 3470115363

Dante Maffia, “La solitudine è sporca”

La solitudine è sporca   Fu quel segno bianco che mi vinse e m’inseguì senza tregua, fu l’odore di donna che canta in mezzo ai fiori e poi l’abbandono con cui mi abbracciavi e io cadevo nel fondo nel mare, salivo su archi di violino. Fu la forma delle tue mani a tramortirmi. O forse la pochezza del mio spirito. Fu che la solitudine è sporca e s’appiglia al primo bacio.   Dante Maffia è nato in Calabria nel 1946. E’ un poeta, romanziere e saggista italiano. Autore di numerose opere, tra cui Il leone non mangia l’erbaIl romanzo di Tommaso CampanellaIl poeta e lo spazzinoLo specchio della mente. Ha vinto numerosi e prestigiosi premi letterari.