Con un post pubblicato su facebook diede del “criminale” al sindaco. Ma il tribunale, dopo circa due anni, ha “assolto” l’ambientalista autore dello scritto messo sotto accusa. Secondo il gip del tribunale di Nola l’ecologista per il quale il primo cittadino aveva chiesto un procedimento penale non ha fatto nient’altro che “esercitare il suo diritto di critica e di denuncia di questioni di prioritario interesse pubblico”. E così la magistratura penale ha archiviato la querela firmata dal sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri, nei confronti di Alessandro Cannavacciuolo, il più noto ambientalista del territorio compreso tra Acerra, Pomigliano e Casalnuovo. Cannavacciuolo, il 27 marzo 2017, ha scritto su facebook, a proposito della manutenzione di una strada, disposta dal sindaco, che “è un delinquente il sindaco che ordina ad un dipendente di sversare rifiuti in un terreno, facendoli tra l’altro macinare con un trattore”. In pratica secondo l’ambientalista il primo cittadino avrebbe ordinato a un operaio del Comune di scaricare col trattore un certo quantitativo di rifiuti in uno spazio dell’area di sviluppo produttivo, a ovest della città. A quel punto però Lettieri, sentendosi leso nella sua persona e nell’esercizio delle sue funzioni istituzionali, ha querelato per diffamazione e falsità a mezzo stampa Cannavacciuolo. Lettieri ha anche promosso ed ottenuto l’approvazione di una delibera di giunta, a sostegno della sua azione legale, poi messa in campo con il sostegno finanziario del Comune di Acerra. Ma già il primo round della tenzone ha fatto segnare un punto a favore dell’ambientalista. In quell’occasione Cannavacciuolo ha portato in procura le prove di quanto aveva sostenuto attraverso facebook. E il pubblico ministero, Francesca Paola Colonna Romano, il 7 settembre del 2017, ha quindi deciso l’archiviazione della querela in base “al diritto di libera opinione e a valutazioni di un dato fattuale di pubblico interesse relativo alla gestione del ciclo dei rifiuti, che è prioritario per la tutela della salute e dell’ambiente”. Lettieri però ha fatto ricorso contro l’archiviazione decisa dal pm. Ma anche il giudice per le indagini preliminari del tribunale, Martino Aurigemma, il 21 giugno scorso ha infine stabilito l’archiviazione definitiva del procedimento contro Cannavacciuolo. Motivo: il giovane ecologista, secondo il magistrato, ha agito in base all’articolo 21 della Costituzione, che stabilisce la libertà di opinione e di critica di tutti i cittadini. Libertà di opinione ma non solo. Secondo Aurigemma “Cannavacciuolo ha documentato la verità dei fatti con una serie di prove fotografiche”. “Quanto poi alle modalità espressive con cui è stato scritto il post – aggiunge il gip – queste sono proporzionate alla gravità dei fatti denunciati e si mantengono sul solco del legittimo esercizio di critica, non oltrepassando il limite dell’offesa all’onore e alla reputazione”. “Stiamo valutando le condizioni per denunciare il sindaco per calunnia”, anticipa Cannavacciuolo, che è assistito in questa vicenda dall’avvocato Teresa Di Nuzzo.








