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Storie di polizia locale: quel colonnello dell’Esercito che il Comune di Acerra non vuole

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Per la magistratura amministrativa è il comandante della polizia municipale dall’ormai lontano 2009. Ma il Comune di Acerra non lo vuole. Ultimamente gli ha anche spedito una lettera. ”Secondo la legge Madia lei non può essere assunto qui”, la doccia gelata che il 17 gennaio scorso gli ha rifilato a mezzo posta la segreteria generale e capo del personale del Comune, Maria Piscopo. Un rifiuto che ne ha seguito altri. Ma il colonnello dell’esercito Mario Miele non demorde. Ha fatto capire che non è finita qui, che si rivolgerà di nuovo al tribunale per far valere le sue ragioni sancite dal Consiglio di Stato, con una sentenza emanata nel 2018. Attualmente il posto di comandante della polizia municipale è vacante. Il Comune l’anno scorso è stato costretto a revocare il contratto che lo legava al colonnello Felice D’Andrea, che prima di guidare la municipale era poliziotto del commissariato della polizia di Stato di Acerra. Sempre secondo il Consiglio di Stato D’Andrea nel 2009 aveva vinto in maniera irregolare il concorso indetto dal Comune di Acerra per un posto di comandante dei caschi bianchi. All’epoca, in base a quanto stabilito in via definitiva dalla giustizia amministrativa, D’Andrea risultò primo in graduatoria proprio a scapito di Miele, finito secondo, grazie a un errore di calcolo della commissione esaminatrice. E alla fine, l’anno scorso, dopo ben nove anni di attesa, il Consiglio di Stato ha dato ragione al colonnello Miele: “è lui il comandante dei caschi bianchi di Acerra, dal 2009, data di espletamento del concorso”. Nel frattempo Maria Piscopo a causa di questa sentenza ha dovuto revocare incarico e contratto a D’Andrea, l’estate scorsa. Da quel momento al posto di D’Andrea c’è in via provvisoria un comandante facente funzione, il tenente anziano Domenico De Sena. In tutti questi mesi però Miele ha provato a far applicare la sentenza a lui favorevole, sia attraverso comunicazioni scritte che andando di persona in municipio. Non c’è stato nulla da fare. L’ultimo rifiuto ad assumerlo è stato redatto dalla segretaria Piscopo venti giorni fa. La segreteria comunale, che è anche capo del personale, nell’ultimo diniego a Miele ha sostanzialmente scritto che << in base a una circolare dell’ex ministro per la funzione pubblica, Madia, non può assumere ex dipendenti pubblici in pensione >>. Ma questa motivazione contraddice una precedente consulenza voluta proprio dal Comune, secondo cui l’avvocato amministrativista Lentini, consulente appunto dell’ente, scrive che << gli ufficiali delle forze armate in pensione entrano dal momento del pensionamento in quiescenza ausiliaria per cui possono essere richiamati al lavoro in qualsiasi altro ente pubblico >>. Esistono vari sono esempi di colonnelli e generali in pensione che sono andati a dirigere enti pubblici, anche in Campania. Ma per il colonnello Miele, 60 anni, ex consulente giuridico dell’Esercito, tante le missioni militari, Bosnia, Kosovo, Afghanistan, almeno per il momento non c’è posto al Comune di Acerra.