La discussione va avanti a distanza sul nostro giornale e stavolta ci giunge una replica di Sergio D’Avino al preside del Diaz, prof. Sebastiano Pesce.
La piccata risposta del preside del liceo classico Diaz di Ottaviano, Sebastiano Pesce, ad un mio precedente intervento elude abilmente ( o forse no) la domanda- chiave: che senso ha istituire una sezione di liceo scientifico quando a quattro chilometri di distanza è una realtà da circa cinquant’anni il liceo Torricelli? E che nelle scuole di ambito ve ne sono altri cinque (S. Sebastiano, Volla, S.Anastasia, S. Gennaro, Terzigno), senza contare Marigliano, Pomigliano Nola? Vale la pena investire (economicamente, socialmente, didatticamente) contravvenendo alle linee guida della Regione che vieta la frammentazione degli indirizzi e, quindi, dell’utenza?
Il dirigente scolastico, come si dice, la butta in caciara, facendone una questione personale, anzi d’onore. E sul solo punto che contesta, quello relativo alle iscrizioni, ammette lui stesso che effettivamente il Diaz nell’anno scolastico 2014/15 c’era stato un calo vistoso, poi si è ripreso. Di questo siamo contenti. Ma resta la flessione che il preside dovrebbe calcolare nell’ultimo quinquennio, da quando cioè ad Ottaviano tentano di avere lo scientifico. Ma del resto io non ho scritto niente di nuovo se già a dicembre del 2014 (anno citato dal prof. Pesce), con il titolo “Somma-Ottaviano è partita la guerra tra i licei in città, l’Ora Vesuviana scrive: “Il sindaco Capasso vorrebbe la nascita ad Ottaviano di un liceo scientifico, nonostante il potenziamento dell’ottimo liceo Torricelli, che il primo cittadino ottavianese avrebbe definito “insufficiente”, nonostante dietro la manovra pare ci sia la volontà del sindaco di risollevare le sorti degli istituti superiori cittadini, in quanto proprio il liceo Diaz sembrerebbe avere avuto un calo vorticoso degli iscritti negli ultimi anni”.
E come mai non c’è stata nessuna levata di scudi visto che ho ripetuto le stesse cose? Perchè nessun preside (attuale o precedente), assessore, primo cittadino, partiti politici hanno reagito a simili comportamenti menzogneri (sic et simplicer)? Ma il preside Pesce preferisce un rancoroso attacco personale, anche se fatico a capire quali sarebbero le competenze per scrivere di questa materia? Che lui avrebbe e gli altri no? Ma ognuno si dà il grado di satisfation (come ama scrivere) che più gli aggrada. Perchè poi è facile parlare di biasimo e indignazione nei confronti del sottoscritto, ma nei propri confronti come definire chi si rivolge ai politici per ottenere un favore? Sul Mediano del 29 novembre, il prof. Carmine Cimmino riporta la seguente dichiarazione del deputato del pd, Massimiliano Manfredi: ” L’anno scorso è stato il dirigente Pesce, preside del Diaz, a chiedermi sostegno, ma purtroppo non c’erano i presupposti (quali? ndr). Quest’anno quando Pesce mi ha rinnovato l’invito e l’impegno mi sono interfacciato con il nostro capogruppo nella Città Metropolitana”.
E’ tutto chiaro, adesso? E’ il paese delle raccomandazioni, spiegava la buonanima di Andreotti, non c’è nulla di male poter fare qualcosa per qualcuno. D’accordo, però poi non facciamo la morale agli altri. In attesa di conoscere il merito della questione, ( perchè uno scientifico al Diaz) e non una lotta politica su cui i partiti si sono già avventati ( e sulla quale il preside Pesce non ha speso una parola), restiamo convinti che il classico ad Ottaviano resti un punto di forza e di riferimento per il nostro territorio. Come lo è stato per il glorioso passato. Se poi l’assessore regionale alla pubblica Istruzione, Lucia Fortini, riterrà opportuno deliberare per lo scientifico al Diaz avrà delle ottime ragioni. Che ad oggi, però, sfuggono.
Sergio D’Avino



