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Somma Vesuviana, segnalazione su un dirigente rinviato a giudizio: chiesti chiarimenti a Prefetto e ANAC

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Somma Vesuviana – Una richiesta formale di chiarimenti è stata indirizzata al Prefetto di Napoli e all’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) in merito alle azioni intraprese dal Segretario Generale del Comune di Somma Vesuviana a seguito di una segnalazione riguardante il rinvio a giudizio di un ex Responsabile di Posizione Organizzativa dell’Ente.
A sollevare la questione è il dott. Crescenzo De Falco, già Assessore alla Legalità e alla Trasparenza del Comune, che con una nota protocollata il 22 dicembre 2025 ha chiesto di verificare se siano stati correttamente adempiuti gli obblighi istituzionali in materia disciplinare, trasparenza e prevenzione della corruzione.
La vicenda trae origine da una segnalazione formale, protocollata il 26 maggio 2025 (n. 17669), con la quale veniva comunicato al Segretario Generale il rinvio a giudizio di un dirigente comunale, all’epoca distaccato presso la Regione Campania. La segnalazione era stata inviata tenendo conto delle molteplici funzioni attribuite al Segretario Generale, che ricopre anche i ruoli di Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (RPCT), Responsabile del Personale e Presidente della Commissione Disciplinare.
Secondo quanto evidenziato nella nota, l’articolo 163 del Regolamento comunale prevede l’apertura immediata del fascicolo disciplinare nei confronti del dipendente interessato. Tuttavia, a distanza di mesi dalla segnalazione, non risulta pervenuto alcun riscontro formale né risultano attivate le procedure previste dal regolamento interno.
La questione assume particolare rilievo anche in vista del prossimo rientro del dipendente presso il Comune di Somma Vesuviana, previsto tra pochi giorni , a seguito del nuovo assetto organizzativo regionale determinato dalle elezioni del 23 e 24 novembre.
Nel documento inviato a Prefettura e ANAC si chiede in particolare di chiarire:
se il Segretario Generale abbia adempiuto ai propri obblighi istituzionali in materia disciplinare e di prevenzione della corruzione;
se, alla luce dei fatti esposti, sussistano eventuali omissioni o inerzie amministrative;
se le autorità competenti ritengano necessario intervenire per garantire il rispetto dei principi di legalità, trasparenza e correttezza dell’azione amministrativa.
Già in precedenza, con una nota indirizzata al Segretario Generale, al Responsabile dell’Area 1 e per conoscenza al Sindaco, l’allora Assessore alla Legalità aveva chiesto un riscontro scritto sulle attività intraprese, sottolineando l’urgenza e la rilevanza della questione.
La vicenda riporta al centro del dibattito il tema del rispetto delle norme anticorruzione negli enti locali e il ruolo di garanzia affidato alle figure apicali dell’amministrazione. In attesa di un riscontro ufficiale da parte degli organi competenti, resta alta l’attenzione su una situazione che potrebbe avere riflessi significativi sul funzionamento e sulla credibilità dell’Ente.
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