Questa mattina la scritta sul muro del campetto di Rione Trieste è stata ripulita. Sul posto era presente anche la Polizia municipale che ha provveduto ad effettuare un sopralluogo nell’area pubblica e ad annotare tutte le criticità e i pericoli presenti nel campetto.
È bastata la mediazione del maresciallo Raimondo Semprevivo, già comandante della locale stazione di Somma per nove anni e conoscitore del territorio, per invitare i giovanissimi “vandali”, poco meno che adolescenti, a ripristinare e ripulire i luoghi pubblici imbrattati. In stretta collaborazione con il comandante e i colleghi di Somma Vesuviana, l’ex comandante oggi al comando della stazione di Afragola, ha collaborato nell’identificare i giovani e a parlare con qualche genitore. Uno noto imprenditore locale si è reso disponibile a provvedere alla pulizia e anche a convincere a far venire sul posto alcuni ragazzi per rimediare alla loro bravata. Sul posto è intervenuta anche la Polizia Municipale per verificare l’effettivo ripristino dei luoghi e nel corso del sopralluogo sono stati rilevati e annotati i numerosi punti critici e pericolosi dell’area pubblica. Dunque, il ripristino dei luoghi c’è stato ma l’emergenza educativa, ampiamente diffusa sul territorio sommese, resta ed è anche molto seria. I responsabili dell’atto di inciviltà hanno destato maggiormente scalpore perché subito dopo aver imbrattato il luogo pubblico si sono fotografati in atteggiamento di sfida e, come se imitassero uno degli antieroi di Gomorra, hanno annunciato di non aver paura di nulla. La foto e il commento hanno fatto il giro dei social e del web e hanno suscitato l’ira e l’indignazione dell’intera città. I responsabili, ai quali è stata prospettata la punizione legale, devono essersi ricreduti sul non aver paura e stamattina alcuni hanno ripulito la scritta, o meglio l’atto di inciviltà. D’altra parte, molti ragazzi sono volti noti del quartiere , alcuni non frequentano più la scuola, altri lavoricchiano e altri ancora frequentano a stento la scuola. Tutti ragazzi apparentemente sfrontati e prepotenti ma probabilmente, presi uno alla volta, fragili e insicuri. Non spetta a noi, però, esprimere giudizi, ma auspichiamo che i giovani del gesto incivile abbiano capito la lezione e che vogliano realmente far rivivere il loro quartiere comportandosi in modo civile ed educato. Oggi questi giovanissimi sanno di essersi esposti troppo e che gli adulti e le forze dell’ordine li terranno particolarmente d’occhio. Ai genitori il compito di aiutarli a cambiare mentalità, di dirottarli verso strade spensierate e sicure. All’amministrazione il dovere di offrire nuovi spazi , centri sportivi e aggregativi, aree sicure e protette che aiutino i giovani a crescere sereni.




