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Somma Vesuviana, qualche anticipazione del libro dedicato alla “Confraternita di Santa Maria della Neve”

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Alessandro Masulli, nel libro  dedicato alla Confraternita di Santa Maria della Neve,  con le sue spiegazioni di natura giuridiche e storiche conduce i lettori nelle prime organizzazioni di culto, di devozione, di carità e di volontariato.

 

Le confraternite da sempre hanno rappresentato la prima forma associativa ecclesiale con cui i laici si sono riuniti insieme per svolgere attività di culto e carità. Anche se oggi sono state superate da nuove  associazioni, le confraternite rimangono  ancora valide e tanto apportano alla nostra società in termini di carità e di bene. Sotto il profilo giuridico si tratta di un fenomeno di volontariato, con la connotazione della motivazione di fede e religione. Sotto il profilo giuridico – canonico, invece,  sono associazioni pubbliche di fedeli, costituite con un decreto di erezione canonica del Vescovo della Diocesi. Solo l’autorità, che le ha riconosciute, ha il potere di modificarle o sopprimerle. Attesta il canone 707 del CIC (Codice di Diritto Canonico) del 1917: Le associazioni di fedeli erette per l’esercizio di qualche opera di pietà e di carità si chiamano pie unioni; esse, se costituite come corpo organico, si chiamano sodalizi; i sodalizi eretti anche ad incremento del culto pubblico si chiamano col nome particolare di confraternite. Nel termine confraternita è esplicitato il significato: con – fraternità: la carità si vive tra fratelli. Del resto la comunità cristiana è per sua natura una fraternità (cfr. Gv17,11). Nel tempo assumono diverse denominazioni: congrega, compagnia, sodalizio, congregazione, confraternitas, fraterie, confraterie, Misericordie, consorzi, sodalitium, gilda, schola, etc. Chi si iscrive a una confraternita, è spinto dal desiderio di intraprendere un cammino di santificazione diverso da quello dei chierici e dei religiosi: si rimane nello stato di vita laicale, ma si persegue uno scopo simile: vivere le virtù evangeliche e praticare la carità.

Le confraternite di Somma Vesuviana sono ancora oggi testimonianza del costante impegno nella vita religiosa del paese. Dal XV al XVIII secolo si diffondono sul nostro territorio in un continuo crescendo di sviluppo e di entusiasmo. Lo storico Francesco Sacco nel Dizionario geografico, istorico, fisico del 1796 riporta testualmente: …inoltre essa Città (Somma) ha otto Confraternite Laicali sotto i titoli del Sagramento, dell’Immacolata Concezione, del Rosario, del Carmine, di Santa Maria della Neve, di Santa Caterina, di Santa Maria dé Battenti, e dé Morti. Le confraternite sommesi svilupparono un autentico fervore religioso. Esempio fu la Congrega di Santa Caterina, sotto il titolo del SS. Sacramento, eretta nel luogo detto Borgo in una chiesa contigua alla parrocchia di San Giorgio Martire, che disponeva di un ospedale con tre letti e un ospitaliero, dove si assistevano i poveri e gli infermi con una sezione per i preti, una per gli uomini e una per le donne. Forniva maritaggi per le figliole povere della città con tre once d’oro. L’Arciconfraternita del SS. Sacramento aveva, invece, il privilegio di custodire l’Eucarestia, di portare a sue spese il SS. Viatico per gli infermi e fornire i fondi, anch’essa, per i maritaggi.

I fratelli ammalati erano visitati e assistiti,  in caso di povertà venivano soccorsi con tutte le spese necessarie in adempimento alla carità tra fratelli. La confraternita del SS. Rosario, sotto il campanile della Chiesa di San Domenico, aveva l’ufficio di far festa in ogni principio d’anno a Gesù Bambino e solennizzava la festività del SS. Rosario nella prima domenica di ottobre. Le confraternite sommesi subirono anche dei fenomeni di suddivisione in classi sociali, come ad esempio quella dell’Immacolata di Santa Maria del Pozzo e della Pio Laical Monte della Morte e Pietà, in cui gli iscritti in origine erano soltanto persone appartenenti al ceto nobile. E’ probabile, quasi certamente, che il motivo principale per cui molte persone entravano nelle Confraternite fosse quello di garantirsi principalmente una buona morte  e conseguentemente tutti i suffragi stabiliti per norma statutaria. Queste associazioni, oltre ad avere una grande importanza nella storia della nostra comunità, rappresentano un esempio ancora ragguardevole di religiosità e fede, ereditato dal nostro passato.