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Il concorso letterario vede la presenza di una giuria importante, composta da scrittori e giornalisti con presidente Alessandro Quasimodo, attore, autore, regista teatrale nonché figlio del poeta premio Nobel morto a Napoli nel 1968.

L’opera di Ciro Raia che concorre alla seconda edizione del premio, vinto lo scorso anno da Daniela Musini con il suo «I 100 piaceri di D’Annunzio» è «Il paese di Asso di Bastone» (2010) edito da Guida. Ne ha scritti tanti, di libri, il professore Raia che spazia sapientemente dalla storia alla narrativa, fino alle biografie. Ma «Il paese di Asso di Bastone» è la testimonianza dell’amore per la sua terra, Somma Vesuviana.  «Asso di Bastone» non è un brigante o un camorrista come il soprannome evocativo potrebbe far pensare d’acchito: è suo padre che un giorno – come racconta l’autore – fu colpito da una lieve ischemia mentre giocava a carte, continuando a ripetere «Asso di bastone..devi rispondere a coppe…cala l’asso di bastone». Il soprannome, tra la cerchia più intima di amici e parenti, nacque così. È da suo padre, dunque, che parte la storia, allargandosi ad una serie di vicende ispirate al reale, a tradizioni popolari, a personaggi che ancora oggi sono nella memoria cittadina. Tratteggia, Raia, pure personaggi immancabili: il politico corrotto, il prete che si immischia più nelle vicende umane che in quelle divine, gli amici traditori. Il tutto ha sullo sfondo squarci della storia italiana, dal ventennio fascista alla guerra, dal terremoto dell’83 alla strage del Rapido 904 in cui morirono alcuni cittadini di Somma Vesuviana.

Il poeta Salvatore Quasimodo, premio Nobel per la Letteratura

C’è anche un altro scrittore napoletano nella rosa dei finalisti: Sergio Califano, giornalista e autore di «Bella Estate», recente successo editoriale. Concorre, Califano, con il suo ultimo lavoro: «Cinema all’aperto». Con loro, Nicola Mastronardi, Giuliana Donzello, Marco Milani, Rolando Rizzo, Maria Claudia Dominguez, Luigi Veiro Zabeo, Ludovica De Nava, Guido Maschera.