Home Generali Somma Vesuviana, le frizioni politiche si consumano nel voto, Raia e Scala...

Somma Vesuviana, le frizioni politiche si consumano nel voto, Raia e Scala (Insieme per Somma) dicono no all’Agenzia Locale di Sviluppo Area Nolana

532
0
CONDIVIDI

Dismessa la convenzione con la Centrale Unica di Committenza che fino a ieri legava Somma Vesuviana a Pomigliano d’Arco (comune capofila), la maggioranza vota per dare mandato al responsabile di posizione di verificare i vantaggi dell’adesione alla Agenzia di Sviluppo dei Comuni dell’Area Nolana. I consiglieri Maria Rosaria Raia e Andrea Scala votano no all’atto di indirizzo, insieme a parte della opposizione. 

Un consiglio comunale ricco di «carne al fuoco» quello di ieri a Somma Vesuviana. Si attendeva soprattutto l’atteggiamento in aula del gruppo Insieme per Somma, quello che conta tre (o due?) consiglieri comunali e che meno di un mese fa, contestualmente alle dimissioni dell’ex assessore Giovanni Salierno, annunciava di voler valutare atto per atto prima del voto, scegliendo poi in autonomia pur restando tra le fila della maggioranza. Ebbene, nell’assise di ieri sera, del gruppo Insieme erano in aula soltanto i consiglieri Maria Rosaria Raia e Andrea Scala, assente invece Domenico Beneduce. E la differenza rispetto alle sedute consiliari da un anno a questa parte, si è vista. In particolare sul punto che prevedeva il voto sul recesso della convenzione che legava- fino a ieri – il Comune di Somma Vesuviana ai comuni di Pomigliano d’Arco (capofila), Sant’Anastasia, Somma Vesuviana, Pollena Trocchia e Castello di Cisterna nella Cuc (Centrale Unica di Committenza). La Cuc, è bene specificarlo per chi non abbia confidenza con gli acronimi e i termini tecnici che attengono la materia, ha il compito di gestire, per esempio, le gare ad evidenza pubblica di comuni consorziati, razionalizzando la spesa, evitando sprechi di risorse e nelle intenzioni anche quello di prevenire il rischio di «infiltrazioni». A dire il vero i consiglieri di Insieme si sono astenuti sul recesso, (la minoranza si è invece divisa, astenuti Piscitelli, Parisi, Allocca, Granato, Di Mauro e Di Pilato, contrario Rianna), mettendosi invece di traverso sul punto immediatamente successivo – quello che, come il recesso, doveva discutersi a fine consiglio ma che è stato invece anticipato subito dopo le interrogazioni per espressa richiesta della consigliera Raia – ossia l’atto di indirizzo con il quale si dà mandato al responsabile di posizione organizzativa di verificare un’eventuale adesione all’Agenzia Locale di Sviluppo dei Comuni dell’Area Nolana S.C.p.A., società alla quale già appartengono diversi comuni limitrofi.

Di fatto, una comunicazione del dirigente del settore tecnico del comune di Pomigliano d’Arco mette nero su bianco «L’impossibilità del Comune capofila di far fronte all’espletamento delle procedure». Una difficoltà, così parrebbe almeno dalle parole del dirigente di Pomigliano (ndr, l’ingegnere Ciro Cusano) riportate nella stessa delibera con la quale il consiglio comunale ha votato il recesso, data dalla adesione alla Cuc di altri due comuni e dalla cronica carenza di personale. Su queste motivazioni si è accesa la discussione tra Vincenzo Piscitelli e Peppe Nocerino, il primo ribadendo di non aver sufficienti atti a disposizione per comprendere le ipotetiche «vere» motivazioni del recesso, il secondo replicando punto su punto e accusando il collega di minoranza di aver solo un atteggiamento di «rottura» immotivato.

Ora, questa era la «scelta» o la necessità, che dir si voglia ma l’indirizzo politico che arriva subito dopo sta nell’individuazione di un’altra centrale di committenza. E il mandato alla verifica di una soltanto, l’Agenzia Locale di Sviluppo dei Comuni dell’Area Nolana, è stato oggetto delle prime contestazioni del gruppo Insieme, appunto.

Tant’è, la consigliera Maria Rosaria Raia ha ricordato di aver proposto già a luglio la possibilità di valutare l’adesione alla SUA (stazione unica appaltante) di Napoli e di non aver più – da allora – avuto riscontri sulla proposta. «Per quanto ci riguarda, questo è un atto preconfezionato, quindi annunciamo il voto contrario».

A replicare, sempre il consigliere Nocerino che, in merito alla SUA di Napoli, ha avuto modo di dire: «Se non vogliamo passare dalla padella alla brace, quella è una brace», incalzando la Raia e affermando che la sua proposta non sarebbe stata messa da parte ma valutata alla stregua delle altre.

Insomma, il punto sul quale sia i consiglieri di Insieme, sia il consigliere Piscitelli hanno incalzato sta tutto in una domanda: il mandato di verificare l’opportunità o la possibilità che dir si voglia, di adesione all’Agenzia di Sviluppo dei Comuni dell’Area Nolana che ha tra l’altro già manifestato l’interesse ad assumere per conto del comune di Somma l’attività di Centrale Unica di Committenza, è già di fatto una decisione che esclude altre valutazioni e diverse possibilità? Secondo Raia, Scala e Piscitelli, si, in caso contrario si sarebbe dato mandato di valutare più possibilità, non una soltanto. Secondo Nocerino, Molaro, Feola, no.

«L’atto di indirizzo – ha rimarcato la consigliera Luisa Carmen Feola – che arriva dalla nostra convinzione che ciò possa essere un vantaggio nell’ente, non è incontestabile. Il dirigente può, carte alla mano, capire se la nostra richiesta è produttiva o meno per l’ente».

«Io constato che le risposte da me chieste a luglio le si aveva già da tempo, ma che nonostante abbia avuto contatti sia con il sindaco, sia con il consigliere Nocerino, non ne sono stata informata» – ha ribattuto la Raia.

Ed è stato poi Piscitelli a chiedere di rinviare il punto all’ordine del giorno perché i consiglieri di minoranza potessero acquisire maggiori informazioni, la proposta – messa ai voti dal presidente Sommese – è stata bocciata con tredici voti contrari, otto favorevoli e l’astensione di Antonio Granato. Stesso scenario di voto sull’atto di indirizzo: tredici voti della maggioranza a favore, otto contrari tra cui Raia e Scala, Granato astenuto.