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Somma Vesuviana, le dipendenze patologiche: un seminario sui centri diurni

Salvatore Esposito
Salvatore Esposito

Tenutosi ieri al convento dei Padri Trinitari e promosso da Il Pioppo Onlus – Fattoria Sociale e Rete Mediterraneo Sociale, il primo seminario regionale sul tema «Strutture diurne e servizi a bassa soglia nel contrasto alle dipendenze patologiche». L’incontro ha inaugurato il ciclo di seminari di Parco Mediterraneo, con la presenza e i contributi di don Tonino Palmese (vicario episcopale alla carità), Stefano Vecchio (direttore dipendenze patologiche Asl Na1), Riccardo de Facci (vicepresidente del coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza), Luigi Stella (presidente nazionale SITD), Ciro D’Ambra (referente Asl Na 3 Sud per Time Out), Fabio Giuliani (Libera), Rosario Stornaiuolo (Federconsumatori), Alfredo Garzi (Cgil).

Oltre diecimila consumatori di cocaina, cannabis e alcool in Campania, più di tremila gli alcolisti, circa cinquecento soltanto nel territorio dell’Asl Na3, oltre milleduecento i cittadini con disturbo da gioco d’azzardo, poco più di duecento nell’area di competenza della Na3: sono i dati del sistema informativo dipendenze (Sid) al dicembre 2015 in carico ai servizi dipendenze patologiche. Uno scenario che dimostra la necessità dei centri diurni e ieri, a Somma Vesuviana, con il primo seminario regionale che inaugura il ciclo di incontri di Parco Mediterraneo, si è fatto il punto della situazione. Il Centro Diurno “Time Out”, lo sportello per le dipendenze patologiche di Somma Vesuviana che fa parte dell’Associazione Il Pioppo Onlus della rete Mediterraneo Sociale, è l’unica struttura intermedia del territorio dell’Asl Napoli 3 Sud, ed è ancora in attesa dell’espletamento dell’avviso pubblico per l’affidamento, avviso pubblico con scadenza dei termini di presentazione al 15 dicembre 2015. «Con l’Asl Na3 manteniamo un dialogo rispettoso – dice Salvatore Esposito, presidente di Mediterraneo Sociale – sottolineando che la struttura diurna ha un peso notevole sulle reti sociali, sanitarie, formative e in più fa risparmiare: sul carcere, sui trattamenti residenziali, sui ricoveri nei servizi specialistici nella salute mentale». Più difficile, oggi, intercettare e curare le dipendenze visti gli stili di consumo che coinvolgono persone diverse: indigenti, migranti, giovani, ma anche madri di famiglia, impiegati, professionisti, non sempre disposti ad andare in comunità o al SerT. Si tratta dunque di intercettare queste persone e di dar loro delle risposte più flessibili, perché non sono tutti disposti ad andare in comunità o al Ser.T. e a conclamare una patologia. «Si tratta di lavorare sull’incontro con la persona ed attuare una rivoluzione copernicana: non più solo le relazioni di cura ma soprattutto la cura per le relazioni» sostiene Esposito.

dsc07960Il lavoro continua quotidianamente ma si è in attesa dell’avviso pubblico di affidamento che confermi il sostegno. Il centro diurno Time Out continua a funzionare benché la proroga sia scaduta il 31 dicembre 2015. «Chiediamo che l’Asl completi l’avviso pubblico, chiuda la procedura di assegnazione del servizio a chiunque se lo meriti, nel segno della stabilizzazione della struttura diurna sul territorio, in questo senso è arrivata una risposta positiva dal direttore sanitario, Luigi Caterino» – prosegue Esposito.

E il convegno di ieri è stato occasione per riflettere sulle innovative modalità di accoglimento della domanda di quanti soffrono per le vecchie e nuove dipendenze. Il primo seminario regionale organizzato da una storica realtà come il Pioppo con l’appoggio della rete Mediterraneo Sociale della quale fa parte, a sostegno appunto del Centro Diurno Time Out valutata come “economicamente svantaggiosa” dall’ASL Na 3 Sud, benché sia l’unica struttura intermedia del territorio.

 

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