A poche ore dalla nomina un altro dirigente, l’architetto Rossi che è già responsabile tecnico al municipio di Massa di Somma, ha rassegnato le dimissioni. Tre dirigenti “falciati” in in pochi mesi.
Le nostre nonne consiglierebbero agli amministratori di spargere un po’ di sale negli uffici Lavori Pubblici o magari di chiamare uno dei sacerdoti locali con il turibolo dell’incenso, insomma qualsiasi cosa pur di evitare la “maledizione Lavori Pubblici”.
Ci si può scherzare su, ma i fatti sono di quelli seri: l’ultimo responsabile, Rossi appunto, ha addotto motivi personali per le dimissioni. Così Somma Vesuviana resta senza una figura stabile per il delicato e complesso settore dove in pochi mesi si sono susseguiti due dirigenti. Il primo, l’ingegnere Pasquale Molaro, indicato da Noi Sud, fu nominato dirigente a gennaio 2015. Due settimane più tardi, esponenti politici dell’opposizione sollevarono dubbi sui titoli da lui posseduti e sul regolare svolgimento del concorso. Fuori uno, dimissioni.
Dopo venne Catauro. Lui fu coinvolto nello scandalo delle tangenti al Comune di San Giorgio a Cremano lo scorso ottobre e finì ai domiciliari con l’ipotesi di associazione a delinquere finalizzata alla concussione e alla turbativa d’asta. Fuori due, e ci mancherebbe.
L’amministrazione Piccolo ha fatto passare parecchi mesi prima di procedere alla nomina. Nulla da fare, qui la nomina e qui le dimissioni. Fuori anche Russo
Un giallo? Un noir? Forse più una commedia.



