In queste ore circola su un sito per annunci immobiliari la vendita del prestigioso complesso conventuale dei Padri Trinitari in via Gino Auriemma: una costruzione, incastonata tra le antiche mura aragonesi, con secoli di storia e fascino architettonico. La capacità sarebbe quella di assicurare una destinazione degna del suo pregio e della storia che ne fa uno degli edifici più belli e importanti di Somma Vesuviana.
Il convento e la chiesa dei Padri Trinitari, di cui abbiamo ampiamente trattato la storia in un articolo precedente, sono attualmente di proprietà della Provincia Italiana dell’Ordine degli Scalzi della SS. Trinità con sede in Roma. https://www.ilmediano.com/somma-vesuviana-il-convento-e-la-chiesa-del-mastio-aragonese-tra-storia-e-curiosita/
L’ intestazione e i dati identificativi si desumono dalla visura storica per immobile nel Catasto dei fabbricati del Municipio di Somma Vesuviana. La chiesa è riportata nel catasto al foglio 31, particella C, cat. E/7; mentre il convento e i terreni al foglio 31, particella 227, sub 7. A tal riguardo, per tale indagine, mi sono avvalso dell’aiuto del geom. Salvatore Febbraro, tecnico dell’Ufficio Patrimonio del Municipio di Somma Vesuviana. Bisogna ricordare agli attenti lettori che l’Ordine della Santissima Trinità nel 1928, nella persona di Padre Fortunato Aprea, ministro dei conventi napoletani – Trinità degli Spagnoli e S. Maria delle Grazie al Trivio – aveva avviato una propria trattativa con gli Istituti Riuniti di Educazione Professionale Femminile (2° Gruppo delle Opere Pie di Napoli), proprietari dello stabile, per la cessione a titolo d’enfiteusi perpetua affrancabile. Ottenuto il permesso dal Definitorio Provinciale e Generale, con atto del 2 agosto del 1929 del notaio Ambrogio Tavassi di Napoli, Padre Fortunato Aprea dell’O.SS.T. rilevò lo stabile con giardino annesso. Il 30 marzo del 1930, tra il tripudio di tutta la popolazione sommese, accompagnati dai propri Superiori, circa una trentina di Aspiranti Trinitari, provenienti dal Collegio del Trivio di Napoli, si stabilirono con grande gioia nel nuovo complesso [P. Bernardino Fratini, Provincia di San Giovanni de Matha dell’Ordine della SS. Trinità, Roma 1990].
Successivamente, dalla affrancazione enfiteutica si passò alla proprietà totale. Bisogna aggiungere una curiosità: con atto a rogito del Notaio Giovanni Cesaro del 28 novembre 1983, rep.10268, registrato a Napoli il 12 dicembre 1983 al n° 16968/B, la sopracitata Provincia italiana effettuò una proposta di donazione a favore della Provincia della Natività della Besta Maria Vergine dell’Ordine della SS. Trinità con sede in Napoli alla via Fontanelle al Trivio dell’immobile con terreni, connessi diritti accessori, dipendenze e pertinenze. La citata proposta di donazione, purtroppo, non fu mai accettata dalla Provincia napoletana, non producendo così alcun effetto in ordine al trasferimento della proprietà, che conseguentemente rimase della Provincia italiana.
Il convento, comunque, si sviluppa su quattro piani fuori terra ed ha accesso da via Ferrante d’Aragona, da via Gino Auriemma attraverso un varco carrabile che porta direttamente nel cortile interno del convento ed è così composto: piano terra con ampio atrio d’ingresso, locale adibito a sale macchine ascensore, quattro salette per ricevimento ospiti, un corpo scala deposito, una saletta con l’accesso all’attigua chiesa, una sala conferenze con servizi, dei locali cantina, dei locali caldaia e due porticati; primo piano con cinque vani adibiti a sala soggiorno, sala lettura, sala Tv, refettorio, cucina con dispensa, un ampio corridoio, due bagni co quattro servizi, quattro locali adibiti a biblioteca, archivio, deposito, sala soggiorno, ampio corridoio voltato, sala conferenze e tre locali servizio; secondo piano con una sala soggiorno, tre camere senza servizi interni, sei camere con servizi interni, quattro locali adibiti a biblioteca, archivio, deposito, sala soggiorno, altra biblioteca, cinque camere con servizi interni e due locali servizi; terzo piano con quindici camere da letto senza servizi interni, due camere da letto con servizi interni, cinque bagni comuni, tre stanze docce, una sala soggiorno, una sala cappella con stanzini sagrestia. Il giardino ha una superficie di circa mq 7.200, all’ interno del quale si trova un campetto di calcio con spogliatoi, una piccola cappella e dei locali deposito. L’ intero complesso chiesa – convento – giardino confina, dicevamo, con via Gino Auriemma, via Giudecca, vico Cuonzolo, via Ferrante d’ Aragona.
L’edificio è storico e identitario: quante partite di pallone in quel campo di calcio, quanti incontri, convegni, momenti di preghiera e la consuetudinaria pratica delle Quarantore. La speranza è legata ad un futuro fatto di cultura e socialità. Indispensabile, a questo punto, coinvolgere il territorio per trovarne la destinazione migliore. Quando siamo venuti a conoscenza della decisione dell’Ordine di mettere in vendita la struttura, tanti cittadini hanno provato un forte dispiacere. Adesso l’unica cosa da sperare è che l’edificio possa avere il futuro migliore e continuare la sua importante storia a servizio della comunità e del territorio. Il riscontro con le più importanti forze economiche del territorio, potrebbe essere una grande occasione. La capacità sarebbe quella di assicurare una destinazione degna del suo pregio e della storia che ne fa uno degli edifici più belli e importanti di Somma Vesuviana.







