Messa solenne, riti di benedizione, processione e sfilata degli animali: il culto di Sant’Antuono torna con tutta la forza dell’antica tradizione sommese.
Il rito, la festa. I colori della pace e dell’allegria, i suoni, i sapori e i profumi della nostra terra. Il tutto in una location d’eccezione: il centro storico, il borgo antico Casamale, la bella e suggestiva terra murata. Dopo ben 25 anni di assenza ieri, 17 gennaio, il culto di Sant’Antuono con tutti i suoi riti sacri e non ha colorato di festa e di pace il borgo antico e i suoi residenti. L’entusiasmo dei giovani del posto, l’impegno delle antiche paranze, le risorse delle numerose associazioni culturali e musicali e l’incontenibile energia del nuovo pastore, Padre Costanzo Nganga, hanno reso possibile la realizzazione di una bella e significativa manifestazione, permeata dai riti sacri dell’antica tradizione sommese.
Tra le stradine dei suggestivi vicoli del borgo, oltre al passaggio della statua del santo,accompagnato dalla musica della banda musicale della città, hanno sfilato tanti, tantissimi animali. Gatti, cani, cavalli, poni, galline, tartarughe, pappagalli, uccelli, papere con i look più svariati e sorprendenti. Fiocchi, nastri, fiori, merletti, occhiali , cappellini, piume e non solo per ambire alla coppa. E poi la magia del fuoco e della danza popolare,la danza della nostra terra, la danza che si fa audace, sfrontata, liberatoria, che segue e si fa inseguire dal ritmo irresistibile della tammorra.
Intorno al tradizionale “fucarazzo” di Sant’Antuono, sulla bella piazzetta della Collegiata, il passato e il presente si sono ritrovati in modo mirabile, tracciando il sentiero per un futuro di speranza e di pace.



