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Somma Vesuviana, il preside del Majorana: «In questa scuola si fa scuola»

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Qualche giorno fa in uno dei laboratori dell’Iti Majorana viene avvistato un topo. In tempo reale il topo viene immortalato in un video che diventa virale sui social e sui gruppi whatsapp. Ovviamente, alcuni alunni delle classi prime non entrano a scuola adducendo come motivazione la presenza di topi e di escrementi lungo tutto l’esteso edificio che ospita l’iti Majorana. Gli studenti e i genitori si rivolgono al preside che avvia subito le dovute verifiche i cui risultati portano alla conclusione della presenza di «un topolino di campagna, un caso unico e che tutto è stato pulito e risolto». Ma i giorni passano e  gli studenti, come pure qualche genitore non sembra convinto del caso unico, per cui si chiede anche l’intervento dei carabinieri e si invita il preside a provvedere al più presto ad una derattizzazione. Nel mentre, si dà il via alle procedure, il preside non si lascia scappare l’occasione, attraverso una lunga circolare indirizzata ad alunni e genitori, di bacchettare chi pensa di strumentalizzare ogni occasione per saltare le lezioni o per mirare alla cosiddetta “pausa didattica”. IL preside ci va giù pesante sottolineando più volte che «al Majorana si fa scuola per cui, nell’interpretare la volontà di tutti, saranno ammessi solo gli alunni che siano in linea con questo principio».

Il dirigente in questione ha firmato la circolare in cui precisa la sua posizione irremovibile dopo che gli alunni, già in similvacanza dai primi di novembre (tra allerte meteo, roditori, fialette e sostanze irritanti), hanno avvisato di aver proclamato un periodo di pausa didattica e/o autogestione. Non vogliamo certo qui deprecare anni e anni di lotta studentesca e l’autogestione è diversa dall’occupazione. Avrebbe cioè il senso di gestirsi da soli i programmi scolastici, restando a scuola. Dimostrare la propria maturità, che sarebbe pure una bella cosa. La notizia è che deve essere autorizzata dal preside, per iscritto. Ma non pare che il dirigente Cotroneo sia, per così dire, disponibile. Nella circolare interna, il preside sottolinea: «Invito tutte le componenti scolastiche a contribuire al buon nome della scuola attraverso i fatti ed invito gli alunni a comportarsi responsabilmente come hanno sempre fatto, e dissociarsi da una volontà di pochi di “tirare a campare fino a Natale” mettendo a soqquadro la scuola una volta con allerta meteo, poi con le fialette, il topolino, la pulizia, adesso con la pausa didattica e con l’occupazione. In questa scuola si fa scuola. Per cui nell’interpretare la volontà di tutti saranno ammessi solo gli alunni che siano in linea con questo principio».

Ma cosa è accaduto davvero al Majorana? Dalle notizie in nostro possesso pare che, il 30 novembre scorso, un topolino di campagna abbia avuto accesso ad un laboratorio di informatica e sia diventato il protagonista di un video girato da alcuni alunni che hanno poi provveduto a diffondere le immagini sui social. Quel giorno stesso il preside ha contattato il medico della scuola per informarsi sul comportamento da adottare. Il medico ha ravvisato la necessità di effettuare una derattizzazione con successiva pulizia dei locali. Nell’attesa dell’intervento di una ditta specializzata, il preside ha chiesto al personale di posizionare delle trappole, segnatamente della colla per topolini, e successivamente ha fatto pulire il laboratorio. Il 3 dicembre la ditta specializzata è intervenuta, il giorno dopo sono state ritirate anche le esche con la colla e infine si è continuata la pulizia della scuola. Il 4 dicembre, gli studenti ricevuti dal preside hanno manifestato la pretesa di una aggiuntiva disinfestazione. Richiesta alla quale il dirigente ha replicato attenendosi alla normativa: la disinfestazione, quella che per intenderci si effettua dopo l’utilizzo della scuola da parte di terzi (per esempio se la stessa viene utilizzata quale seggio elettorale) è cosa ben diversa dalla derattizzazione e dalla successiva pulizia. In ogni caso, il preside ha ceduto per non incidere sul diritto allo studio, programmando una disinfestazione per venerdì 7 dicembre, considerando che il sabato (giorno dell’Immacolata) i ragazzi sarebbero comunque rimasti a casa. Ieri Cotroneo ha ricevuto pure una delegazione di genitori per far presente i provvedimenti adottati, ha chiamato il medico della scuola, l’Asl di Somma Vesuviana e pure l’unità di prevenzione collettiva di Marigliano. Tutti hanno confermato la correttezza della procedura, per cui i genitori sono stati tranquillizzati e a loro è stato consentito un sopralluogo della scuola.

Il responsabile di tutto ciò, stando alla circolare del preside, non è certo il topolino (che di sicuro non è accettabile zampetti in una scuola), bensì un contesto più articolato che in molte scuole – non solo al Majorana – viene messo in essere da inizio novembre. Si è iniziato con l’allerta meteo (le scuole furono chiuse ma, alla fine, il sole splendeva alto), poi toccò a vandali incappucciati e ignoti che il 20 novembre spruzzarono sostanze maleodoranti nella scuola costringendo alla pulizia di pareti e pavimenti con idropulitrice. «Contribuirono alla pulizia, in verità – precisa il preside – anche studenti maggiorenni». Il 21 novembre la scuola restò chiusa, con rientro parziale il giorno successivo. Il 27 novembre ci si trovò costretti a richiedere di nuovo l’intervento del medico competente per verificare le condizioni di praticabilità. Infine, il topolino. E il controllo dei genitori in merito alla pulizia. «Ora i rappresentanti d’istituto fanno presente che gli alunni vogliono entrare in pausa didattica o autogestione – dice Cotroneo – io ho solo potuto far presente che il collegio docenti si è dichiarato contrario all’unanimità ad un’ipotesi del genere e a qualsiasi altra attività che non sia quella prevista dallo studio».