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lunedì, Ottobre 18, 2021

Somma Vesuviana, il neosindaco Di Sarno: «Nella mia giunta solo menti pensanti che abbiano voglia di lavorare»

Salvatore Di Sarno

L’intervista che segue risale a ieri mattina, lunedì 26 giugno. Sono passate solo poche ore dai festeggiamenti per la vittoria di Salvatore Di Sarno sul competitor Celestino Allocca e ancora il web si riempie di polemiche, di accuse, di veleni, di video, di fake che dileggiano l’avversario arrivato secondo al ballottaggio con la distanza di poche centinaia di voti. È il sindaco eletto a mettere un freno a tutto ciò. «Ora basta – dice Salvatore Di Sarno – Celestino è un amico prima che un avversario, gli voglio un gran bene e se ci siamo trovati su fronti opposti per scelte politiche diverse, la stima e il rispetto restano, si calmino gli animi».

 

La proclamazione e poi il primo consiglio comunale non sono distanti, stai già pensando alla giunta?

«Ci lavorerò nei prossimi giorni. I sette assessori saranno scelti tra professionisti esperti nei settori di riferimento, saranno menti pensanti che non dovranno venire a scaldare la sedia e non saranno “parenti o amici” di qualcuno. Ovviamente sarà rispettata la parità di genere».

Nel tuo ultimo comizio a Rione Trieste avevi lanciato d’impulso una proposta, prospettando un assessorato alla Legalità e dicendo che l’avresti offerto al dottore Giuseppe Bianco o all’imprenditore- un tempo già vicesindaco di Ferdinando Allocca – Luigi Mele. Ne hai ancora intenzione? L’hai poi proposto di persona a uno dei due?

«La mia intenzione era lanciare un segnale al Pd e ai rappresentanti di quelle liste che – per le vicende che hanno preceduto la campagna elettorale – non hanno partecipato alla competizione. Finora nessuno dei due ha risposto all’appello. Glielo chiederò di persona. In caso di rifiuto troverò un profilo adatto a detenere la delicata delega alla legalità, magari un collega che abbia fatto parte delle forze dell’ordine».

Di cosa ha bisogno Somma Vesuviana sul fronte legalità? Nella prima conferenza stampa hai parlato di telecamere su tutto il territorio comunale, per sapere sempre chi entra ed esce dalla città. La questione privacy?

«Quella è superabile con le nuove tecnologie, le registrazioni vengono fatte su chip e, dopo essere state controllate, sono eliminate. Occorre un senso di presenza sul territorio e, non ultimo, un controllo accurato degli atti amministrativi sul fronte della trasparenza».

Su quella vicenda che risale a prima della competizione, fatta di minacce anonime, mancata presentazione di tre liste, lettere consegnate in Prefettura e poi contraddette da messaggi personali consegnati ai carabinieri e quant’altro, bagarre mediatica senza precedenti a Somma Vesuviana, ci sono ancora indagini in corso. Non è indagato però il comandante della locale stazione dell’Arma – ora trasferito ad altri incarichi su sua richiesta-  Raimondo Semprevivo, tirato in ballo anch’egli, per presunti e mai dimostrati «inviti» rivolti ad un candidato nel desistere dalla competizione. Tu cosa pensi sia accaduto davvero e come accoglieresti l’eventuale ritorno a Somma Vesuviana del sottufficiale dei carabinieri?

«Non posso che attendere gli esiti delle indagini, ricordando che la responsabilità penale è personale. Sull’operato del comandante Semprevivo, quello che in tanti anni ho avuto modo di conoscere, non ho alcuna remora e, nel momento in cui la questione dovesse risolversi, non vedo perché non possa tornare a fare il suo dovere a Somma Vesuviana. Ma è una decisione sulla quale, naturalmente, io non ho alcun potere».

Naturalmente. Lo hai invece, perché è la legge a concedertelo, sulla formazione della giunta comunale in totale autonomia. Ci sarà nel tuo esecutivo qualche esponente del Pd?

«Se fosse una mente pensante, ben venga quale valore aggiunto. Di sicuro sto valutando il coinvolgimento di componenti della società civile».

Cosa ha la «società civile» di meglio rispetto alla politica?

«Chiariamo, avrò una giunta politica. Se ci fossero tecnici validi nella nostra comunità cittadina e anche qualcuno che arrivi da oltre i confini sommesi a dare il proprio contributo, nessun problema. La mia è un’apertura a trecentosessanta gradi rispetto alla politica, alla società civile e ai tecnici preparati del territorio».

C’è una delega che ti sta particolarmente a cuore, che vorrai tenere per te o assegnare ad un esperto che possa fare la differenza?

«A me stanno particolarmente a cuore le politiche sociali, cerco perciò chi sappia avere cura di questo settore. Ma vorrò anche nella mia squadra un team che si occupi di intercettare fondi comunitari e sovracomunali: i fondi sono pochi e sono risorse che non possiamo consentirci di perdere».

Castello d’Alagno: Università o Ufficio Tecnico? La tua idea o quella del consigliere Nocerino?

«Siamo perfettamente d’accordo sulla questione: un ufficio che si occupi di fondi strutturali, con giovani che vogliano investire su sé stessi e sulle proprie competenze. Quel castello bisognerà innanzitutto aprirlo e presto, per pensare subito ad un connubio di sinergie pubbliche e private che ci consenta di insediarvi un corso universitario, giovani che lavorino su progetti per il territorio e quant’altro troveremo adeguato».

Le priorità per il borgo Casamale?

«Ho trovato eccezionale l’idea lanciata dal mio competitor Allocca e non ho alcun problema a sposarla: il nostro centro storico va inserito nella lista dei siti italiani del patrimonio mondiale Unesco. Il nostro borgo è già un vanto ma deve diventarlo sotto ogni aspetto: occorre un censimento, bisogna confrontarsi con i proprietari delle case e delle associazioni. L’Ente starà loro accanto, ma il sommerso deve emergere, dobbiamo liberarci dai fattori negativi. Dieci persone in un «basso» non ci possono stare, e lo dico con tutto il rispetto per chi ci vive: si tratta di persone che aiutano sicuramente l’economia della nostra città perché qui vivono e lavorano. Per normalizzare questa situazione ci vorrà tempo, ma intanto dobbiamo affrontare un’altra questione importante: il Casamale ha problemi di staticità, strutturali. L’Ufficio Tecnico dovrà verificare e poi occorrerà capire cosa fare dei parcheggi. Quello dietro le Torri e quello di via Casaraia».

Ecco, parliamo del parcheggio di Casaraia.

«È una struttura che secondo me configura un danno erariale e inoltre ci sono problemi di accesso e di viabilità circostante. Quello è un esempio di soldi buttati. Parleremo con chi vive in quella zona, capiremo se sono interessati ai posti auto, magari per la sosta notturna. Verificheremo se sia possibile installare una rampa o una sorta di carrello elevatore. Il parcheggio dietro le Torri va messo invece a regime, va pensata una convenzione con i cittadini, ma in base al reddito e con le dovute differenze. Chi ha una Ferrari non può aspettarsi le stesse agevolazioni di chi possiede una 500. Lì accanto ci sono ristoranti, ecco le auto dei clienti potrebbero trovare posto lì piuttosto che sui marciapiedi. Studieremo un piano di viabilità».

Torniamo alla giunta. Hai intenzione di chiedere a consiglieri eletti di farne parte?

«Sì, proporrò deleghe a chi ha competenze specifiche».

Per esempio ai tributi?

«Ai tributi mi piacerebbe una donna in giunta, penso ad una esponente di “Siamo Sommesi”».

Istruzione, cultura. Che profilo deve avere l’assessore al quale affiderai queste deleghe?

«Una persona preparata, che conosca bene il territorio e le caratteristiche peculiari della cultura sommese. Penso ci sia qualcuno con queste doti».

Il piano di insediamento produttivo di via Pizzone Cassante, l’unico varato in città e nei mesi in cui facevi funzioni da sindaco dopo la scomparsa di Ferdinando Allocca, porta la tua firma.

«Bisognerà alleggerirlo».

Cosa intendi?

«Salvaguardare gli insediamenti urbani, prevedere aree dove ci siano agevolazioni per chi vuole investire».

Parli di zone tax free?

«Se la legge lo consente, assolutamente sì. Penseremo anche a via Colle, lì dove il sindaco Piccolo ha dato – diciamo così- un’impronta, ci sono però problemi di viabilità. Ci aspetta un lavoro immane».

Intendi coinvolgere l’opposizione nelle scelte?

«In quelle importanti per la città, sicuramente. Ma, sempre con il massimo rispetto di ciascuno, c’è una maggioranza di governo che decide».

Il prossimo anno ci sono le elezioni politiche. La tua coalizione ha una connotazione di centrosinistra, tu un po’ di meno. Credi ci sia la possibilità che pezzi importanti della tua compagine confluiscano sotto una sigla, magari il Pd? E tu?

«Lascerò a tutti i miei amici di coalizione la libertà di valutare le proprie scelte. Io farò le mie. La nostra coalizione è eterogenea, ci sono persone di sinistra, di destra, di centro. Rispetterò chi vorrà compiere scelte diverse da quelle mie. Sai bene che nasco democristiano».

La campagna elettorale è finita. E per te è finita con una vittoria. C’è qualcosa che vorresti dire al tuo competitor, Celestino Allocca?

«Io non ho mai visto Celestino come avversario, sempre come un amico. Ci siamo trovati su fronti opposti per scelte politiche diverse, ma non ho mai perso il rispetto e la stima della persona. Nelle ultime settimane avrei voluto chiamarlo tante volte per dirgli di calmare i suoi supporter e forse anche a lui sarà balenata la stessa idea. Siamo stati presi dalla foga, ci siamo per così dire un po’ alienati. Ma credo che nessuno tra noi due abbia mai voluto offendere l’altro. Ho sentito che potrebbe prendere in considerazione l’idea di dimettersi, so che la mia richiesta potrebbe non contare nulla per lui, ma voglio lo stesso chiedergli di non farlo, di non abbandonare Somma Vesuviana. In questa città ha investito molto, moralmente e fisicamente, ha lottato tanto e rappresenta una consistente fetta di cittadini che ha votato per lui. Spero che resti a fare una sana opposizione e che questa avventura possa rafforzare il nostro rapporto».

Le tue sono belle parole. Ma i tuoi sostenitori, ieri sera (ndr, domenica 25 giugno), nel festeggiare la vittoria urlavano: «Ha vinto la legalità». Dall’altra parte c’erano delinquenti?

«No, assolutamente no. Non l’ho mai detto. La legalità e la trasparenza sono mie priorità ma se posso aver detto involontariamente qualcosa che abbia potuto offendere gli avversari, me ne scuso».

Eppure il popolo dei social pare aver frainteso.

«Gli animi si devono calmare, intanto è un punto di partenza. Io ho vinto, è vero. Ma devo dimostrare qualcosa. Adesso è tutto bello, va tutto bene, ma è ora di rimboccarsi le maniche e tendo una mano a Celestino chiedendogli una sana collaborazione istituzionale. Spero voglia accettare. Il giorno del suo compleanno, il 22 giugno scorso, ho detto in una intervista che gli voglio un gran bene. Era vero allora ed è vero adesso, basta con le polemiche. Lo dico soprattutto ai miei. Per chi vince non è onorevole rimarcare la sconfitta altrui, non può piacermi un atteggiamento simile e chi mi conosce bene lo sa».

Il turismo? La risorsa precipua di Somma Vesuviana della quale tutti parlano e che nessuno riesce a incrementare?

«Somma deve entrare nel circuito regionale. Abbiamo nostre opere d’arte confinate a Nola, la Villa Augustea, il Castello d’Alagno, Santa Maria del Pozzo, la Collegiata…ci sarà una sinergia con la Regione Campania tentando di valorizzare un percorso, anche religioso oltre che culturale, che comprenda Madonna dell’Arco, Pompei, Ottaviano. Per ottenere ciò va migliorata la viabilità e vanno incentivati gli investimenti, prevedendo attività compatibili con il Parco Nazionale del Vesuvio».

Parliamo della macchina amministrativa. Come ti comporterai con i funzionari al momento in servizio? Hai intenzione di continuare la «tradizione», per la verità non solo sommese, secondo la quale le nomine diventano merce di scambio per i partiti?

«Non devono essere merce di scambio, se lavorano bene e sono validi non vedo perché non debbano rimanere al loro posto. Valuteremo secondo un unico criterio, oltre a quelli previsti dalla normativa in materia: il lavoro. Se non danno quello per cui li paghiamo, si potrà pensare magari a riposizionamenti».

Qual è il settore da potenziare?

«Tutta la macchina comunale andrebbe svecchiata. L’organico dei vigili urbani, di sicuro. Somma Vesuviana è una città di circa 40mila abitanti, deve poter contare su tre turni, compreso uno notturno. Valuteremo la possibilità di concorsi, e non solo in questo settore».

Riceverai personalmente i cittadini?

«Anche, poi ci sarà l’impegno giornaliero di tutti i miei collaboratori che dovranno essere presenti, a rotazione, nella casa comunale per essere in contatto con i cittadini».

Riqualificazione delle periferie: da dove comincerai?

«Su 32 kmq di territorio non si possono fare interventi a pioggia, ma occorre avere le idee chiare. Il segretario del Psi, Nencini, che ho incontrato di recente, ha la delega di governo alle aree disagiate. Presenteremo un progetto serio per creare le fognature in quanti più rioni è possibile. In via del Cenacolo, per esempio, in alcune zone di Rione Trieste, a Malatesta. Con i pochi soldi che abbiamo i progetti si possono fare, ma non per tutte le aree. Dunque dovremo intercettare finanziamenti».

La tua amministrazione durerà cinque anni?

«Se no che mi sarei candidato a fare? Sia chiaro, sono pronto ad andare via subito se qualcosa non dovesse andare, perché non diventerò mai schiavo di nessuno».

Credo di aver posto, il giorno dopo le elezioni, la stessa domanda ai tuoi predecessori. La risposta era simile, eppure a Somma Vesuviana si è votato ogni due anni. Ora comincerà la giostra…le rose di nomi, le proposte per gli assessorati…auguri, Salvatore. Mi dici come eviterai che si torni al voto se non tra cinque anni?

«La guida è forte ed è la mia. Sono io ad assumermi tutti gli oneri e a prendermi tutti i problemi. Avrò un buon team che si confronterà. Io sono certo che riusciremo a ridare luce a Somma Vesuviana, a riaccendere la speranza di questa città. C’è da lavorare tanto e non basta uno schiocco di dita. Cominceremo con il capire come stanno le finanze, ripartiremo dal bilancio del Comune. Vedremo cosa si può fare, subito».

Una cosa che farai subito me la dici?

«Ho notato che le strisce pedonali realizzate tre mesi fa non ci sono già più. Questo vuol dire che la vernice non era adeguata e non va bene così. Se noi paghiamo profumatamente le ditte dobbiamo poi avere la possibilità di pretendere servizi e se questi non sono idonei ci saranno penali. Bisogna rispettare i cittadini che pagano le tasse, i soldi sono loro».

Vuoi fare una promessa alla città?

«Di solito i politici sono tacciati di fare false promesse, in campagna elettorale».

Già, ma la campagna elettorale è finita. Puoi farne una vera.

«Assicuro il mio impegno quotidiano e costante. Se occorre ci sarò anche di notte. La prima cosa della quale mi occuperò sarà rifare la segnaletica orizzontale, subito dopo verificheremo la staticità di tutti gli edifici scolastici».

Daniela Spadaro
Giornalista professionista
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