In vent’anni qui sono stati pochissimi i pubblici amministratori finiti nei guai con la giustizia.
Probabilmente nella provincia a oriente del capoluogo partenopeo ( decine di comuni e mezzo milione di abitanti ) il caso più clamoroso di giustizia mancata è quello di Casalnuovo, quando nel 2007 vengono sequestrati interi rioni abusivi sorti dai suoli agricoli. La vicenda fa il giro del mondo. Ne parlano anche i principali giornali francesi, inglesi, americani. Ma alla fine l’inchiesta partorisce il più classico dei topolini. Nonostante i politici del posto si permettono il lusso di sfottere i cronisti de Il Mattino dichiarando di non essersi accorti di niente perché i palazzi fuorilegge alti fino a sette piani « erano stati coperti dai cespugli » nessuno di loro finisce sotto processo. Se la cavano a buon mercato tutti, anche il sindaco dell’epoca, che pronuncia pure una frase di scherno nei confronti dei suoi concittadini « rei » di non aver visto bene i palazzoni « evidentemente perché non avevano gli occhiali ». Le cronache di inchieste mozzate nell’hinterland a est di Napoli portano qualche anno dopo, nel 2011, all’arresto di un assessore, che tra l’altro nella vita di tutti i giorni faceva il poliziotto, e di un consigliere comunale di Pomigliano filmati dai carabinieri mentre artigliano una tangente dal titolare della ditta che si occupava del trasporto dei rifiuti organici. Mesi dopo i due tangentisti sono condannati a pene lievi. Non sono andati in carcere. Sulla vicenda c’è sempre stato il pesante sospetto che i pubblici amministratori corrotti avessero goduto di una serie di complicità. Nessuna indagine suppletiva però. Niente di niente. Nel 2013 invece vengono condannati per concussione il sindaco, un medico dell’asl, e il vicesindaco di Brusciano, entrambi in carica nel 2004. E nel dicembre dello stesso anno finisce in manette il sindaco di Sant’Anastasia, anche lui medico e anche lui colto sul fatto per una tangente di 15mila euro. Quindi nel 2015 termina in carcere l’assessore all’urbanistica del comune di Nola per una storia di presunti intrecci tra edilizia e camorra. In questo caso però è la Dda di Napoli a occuparsi della faccenda. Infine, quest’anno, viene condannato per voto di scambio un ex consigliere comunale di maggioranza del comune di Acerra, eletto nel 2012. Per il resto la vita scorre più che tranquilla da venti anni esatti in tanti comuni della provincia orientale, nel cosiddetto Nolano. Per cui la domanda sorge spontanea: è una terra di onesti o di impuniti ?









