Il consigliere Lello D’Avino (Progetto Somma): «Una grande opportunità di rilancio, un passo importante per il futuro». Il consigliere di opposizione Vittorio De Filippo (Fratelli d’Italia): «Ho votato sì, auspicando che non diventi un contenitore vuoto e un’opportunità solo per pochi».
Al GAL (gruppo di azione locale) Vesuvio Verde hanno già aderito, prima di Somma Vesuviana, i comuni di San Giuseppe Vesuviano, Terzigno, Pollena Trocchia e ad illustrare la delibera in consiglio – presentando lo schema di statuto nell’ambito del programma di sviluppo rurale della Campania (PSR) 2014/2020 – comunale è stata l’assessore all’agricoltura e alle attività produttive, Simona Cerbone.
Vesuvio Verde ha innanzitutto una priorità: quella di attuare il Piano di Sviluppo Locale. Non ha scopo di lucro e durerà fino al 2030, anno nel quale i vari obiettivi stabiliti dovranno essere raggiunti. «I Comuni (ci sono anche Terzigno, Sant’Anastasia, Massa di Somma e Ottaviano. ndr) – dice l’assessore Cerbone – dovranno predisporre un Piano per: attuare strategie territoriali di sviluppo locale integrate e multisettoriali per una crescita intelligente e sostenibile dell’unione; favorire l’inclusione sociale di gruppi di persone svantaggiate, abitanti delle aree rurali, e agire per il miglioramento della qualità della vita; sostenere lo sviluppo socio-culturale ed economico delle aree rurali valorizzando il patrimonio storico, culturale, architettonico e paesaggistico; stimolare la diversificazione delle economie locali, lo sviluppo e l’innovazione delle filiere e dei sistemi produttivi locali (agroalimentare, artigianale, manifatturiero). Toccherà al consorzio programmare e svolgere le attività, promuovere la concertazione tra imprenditori ed enti pubblici e privati, incentivare attività di formazione, informazione, orientamento e supporto».
Con deliberazione del Consiglio di Amministrazione (composto da almeno cinque soci con consiglieri in carica per tre anni e rieleggibili e un presidente che potrà espletare un solo mandato) il consorzio potrà assumere ed approvare piani, programmi e progetti esecutivi, conferire incarichi professionali per lo svolgimento delle attività necessarie per lo sviluppo delle aree rurali; partecipare a gare, richiedere provvidenze, agevolazioni, incentivi e finanziamenti erogati da istituzioni, enti pubblici o privati comunitari, nazionali e regionali; promuovere altri consorzi, aderire a nuove reti, istituire comitati tecnico-scientifici ed osservatori socio-economici. Vi potranno aderire soggetti pubblici e privati e i soci fondatori verseranno una quota di adesione, sarà gestito da una struttura tecnico-amministrativa basata su idonee professionalità.
«L’assessore Cerbone ed io – dice il consigliere Lello D’Avino – abbiamo ritenuto fin dall’inizio importante aderire al consorzio e collaborare in questa prima fase con gli altri comuni e con l’ente Parco nazionale del Vesuvio. Il GAL rappresenta una grande opportunità di rilancio dello sviluppo socio-economico delle aree rurali di Somma Vesuviana, un’occasione che non potevamo perdere, per la nostra città e per l’ambito di intervento. L’amministrazione Piccolo e le forze politiche di minoranza hanno mostrato l’intenzione e la volontà di portare avanti un progetto realmente a favore delle attività agricole e produttive locali. Questo è un passo importante per il futuro».
«Ho votato favorevolmente la proposta di adesione al GAL, consorzio tra Comuni e privati, quale strumento per intercettare fondi in materia di agricoltura, perché ritengo che potenzialmente sia una valida opportunità di sviluppo per la nostra città e per l’intero territorio vesuviano – commenta il consigliere di opposizione Vittorio De Flippo – ho, tuttavia, evidenziato come il GAL, allo stato e senza una scrupolosa attenzione in fase di costruzione e di crescita, può diventare un contenitore vuoto ed una opportunità di crescita per pochi e non per la collettività. È bene favorire ed incentivare la partecipazione dei privati, degli operatori del settore ed anche della cultura per rispondere alle effettive esigenze e reali prospettive di crescita del nostro territorio. Contestualmente, sarebbe opportuno limitare l’ingerenza del pubblico, affinché il tutto non si risolva, così come tante volte in passato, in un inutile e sterile strumento politico».



