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Acerra, progetto governativo di inclusione sociale: sostegno mensile da 80 a 400 euro

Lotta alla povertà: le domande per la Carta potranno essere presentate a partire dal 2 settembre.

 

Il programma del governo risale a tre anni fa e ora è stato concretizzato su una scala nazionale che include praticamente tutti i comuni italiani o quasi. Anche il comune di Acerra, uno dei territori più poveri del Mezzogiorno, e quindi del Paese, ha appena pubblicato il bando di partecipazione al progetto Sia. Nel 2013 aveva preso il via la sperimentazione del Sostegno per l’Inclusione Attiva (SIA), la cosiddetta Social Card Sperimentale, un progetto di lotta alla povertà basato sulla partecipazione diretta dei beneficiari.  Il SIA Non è solo un sostegno economico alle famiglie che si trovano in condizione di particolare di bisogno, ma un progetto ben più ampio di inclusione sociale attiva: lavorativa per gli adulti, scolastica per i bambini, sociale e sanitaria per tutta la famiglia. L’ammontare mensile del contributo economico ai beneficiari è modulato sulla base della numerosità del nucleo familiare e può arrivare fino a circa 400 euro mensili per le famiglie con 5 o più componenti. Il “SIA” si affianca così alla misura di sostegno individuata con la Carta Acquisti, che continuerà comunque a funzionare. Le misure complessive previste dalla sperimentazione puntano a costruire percorsi d’inclusione sociale attiva in grado di coinvolgere l’intera rete degli attori sociali, a partire dai beneficiari. I comuni e gli ambiti territoriali, infatti, hanno associato al trasferimento monetario un progetto personalizzato di intervento dal carattere multidimensionale che ha coinvolto tutti i componenti della famiglia, con particolare attenzione ai minorenni. Sono state centrali le azioni volte a migliorare le possibilità di reimpiego per gli adulti, cioè percorsi di ricerca attiva del lavoro, ma anche la performance scolastica e la tutela della salute dei bambini e dei ragazzi. Il target di riferimento è infatti la lotta alla povertà minorile a partire dalle famiglie in cui chi lavorava ha perso il posto di lavoro e non ha più diritto a sussidi. Le caratteristiche dei nuclei familiari sono state individuate in accordo con le città interessate, mentre l’Inps è l’ente attuatore del progetto per la concessione dei contributi economici e predispone, a questo scopo, gli strumenti telematici per lo scambio dei flussi informativi con i comuni coinvolti. I servizi sociali dei comuni coinvolti coordinano a loro volta l’attività complessiva della rete rappresentata anche dai servizi per l’impiego, i servizi sanitari e la scuola. La sperimentazione si colloca in un più generale processo di definizione di una misura di contrasto alla povertà assoluta quale livello essenziale da riconoscere sull’intero territorio nazionale e riprende l’orientamento strategico della raccomandazione della Commissione Europea sull’inclusione attiva che prevede, accanto al sostegno al reddito, altri due pilastri: mercati del lavoro inclusivi e accesso a servizi sociali di qualità. L’erogazione del beneficio economico avviene tramite una carta di pagamento elettronico, che può essere utilizzata per acquistare generi alimentari, prodotti farmaceutici e parafarmaceutici e per pagare le bollette domestiche di luce e gas. La carta è completamente gratuita e funziona come le normali carte di pagamento elettroniche in circolazione nel nostro Paese. Principale differenza è che le spese, invece che essere addebitate al titolare della Carta, sono addebitate e saldate direttamente dallo Stato entro i limiti stabiliti dal programma. Sulla Carta sono accreditate mensilmente, a seconda del numero i componenti il nucleo familiare, le seguenti somme: 1 membro € 80, 2 membri € 160, 3 membri € 240, 4 membri € 330, 5 membri o più € 400. La Carta può essere utilizzata per effettuare i propri acquisti in tutti i negozi alimentari abilitati al circuito Mastercard. Con la Carta si potranno anche avere sconti nei negozi convenzionati che sostengono il programma.  Per utilizzare correttamente la Carta è sufficiente seguire delle semplici regole: deve essere usata solo dal titolare, firmata nello spazio sul retro e non deve essere ceduta ad altri;  ogni Carta ha un codice personale, il PIN, che verrà inviato a casa. Il titolare dovrà assicurarsi che rimanga segreto. Si consiglia pertanto di non scriverlo sulla Carta e non conservarlo insieme ai propri documenti o alla Carta stessa; potrà essere utilizzata solo nei negozi alimentari, farmacie e parafarmacie abilitati al circuito MasterCard e negli uffici postali per pagare bollette elettriche e di fornitura gas;  l’utilizzo della Carta è gratuito, non deve essere pagata alcuna commissione;  sulla Carta è indicato il periodo di validità, ma se a seguito di controlli effettuati dopo il suo rilascio i suoi requisiti dovessero risultare non conformi a quelli richiesti, la carta potrà essere sospesa o disattivata; non è possibile prelevare contanti o ricaricare la Carta. Il titolare può consultare saldo e lista movimenti presso gli uffici postali, gli sportelli automatici ATM Postamat e sul sito delle Poste; l’operatività della carta richiede la digitazione del PIN per l’utilizzo presso gli sportelli automatici (ATM) Postamat e negli uffici postali. Presso gli esercizi convenzionati abilitati MasterCard l’autorizzazione al pagamento può essere data mediante la digitazione del PIN o l’apposizione della firma sullo scontrino da parte del titolare; in caso di smarrimento o furto, si può chiedere il blocco della Carta telefonando al numero verde gratuito 800.902.122 (se in Italia) o al numero 0039.049.2100.149 (se all’estero). L’operatore comunicherà il “numero di blocco”. In seguito, sarà necessario presentare una denuncia all’Autorità Giudiziaria o di pubblica sicurezza e, entro due giorni lavorativi bancari dalla telefonata, rivolgersi ad un ufficio postale fornendo il “numero di blocco” e una copia della denuncia. Presso lo stesso ufficio si potrà richiedere una nuova Carta sulla quale sarà accreditato il saldo della Carta bloccata;  in caso di Carta smagnetizzata o difettosa è necessario rivolgersi presso gli uffici postali abilitati. La richiesta del beneficio dovrà essere presentata da un componente del nucleo familiare al protocollo del comune a partire dal 2 settembre 2016 (tutte le domande pervenute prima della data del 2 settembre 2016 non sono valide) mediante la compilazione di un modulo (predisposto dall’Inps, scaricabile dal sito internet dell’Ente o disponibile presso l’URP), con allegato un documento di riconoscimento, con il quale, oltre a richiedere il beneficio si dichiara il possesso di alcuni requisiti necessari per l’accesso al programma. Eccoli.  Requisiti familiari: presenza di almeno un componente di minore età o di un figlio disabile, ovvero donna in stato di gravidanza accertata. Requisiti economici: ISEE familiare inferiore ai 3.000 euro. Valutazione del bisogno: da effettuare mediante una scala di valutazione multidimensionale che tiene conto dei carichi familiari, della situazione economica e della situazione lavorativa, in base alla quale il nucleo familiare richiedente deve ottenere un punteggio uguale o superiore a 45.I requisiti di accesso saranno verificati sulla base dell’ISEE in corso di validità.

 

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