La Corte d’Assise di Napoli ha deciso l’ergastolo per Gegè D’Atri, mandante degli omicidi Tafuro e Liguori e ritenente vicino al clan Cuccaro. L’esecutore materiale, il killer, Nicola Zucaro, era già stato condannato lo scorso luglio. Anche per lui fine pena mai. Hanno espresso soddisfazione gli avvocati della famiglia Tafuro, Felice Iovino ed Erasmo Fuschillo.
Tafuro e Liguori furono vittime di una trappola scattata il 15 febbraio 2016, barbaramente uccisi in un piano studiato in ogni dettaglio. Eugenio D’Atri e Nicola Zucaro andarono in via Olivella per ucciderli e Domenico Altieri, poi divenuto collaboratore di giustizia, si prestò al loro piano spietato che finì con il massacro dei due giovani titolari del centro scommesse di Somma Vesuviana. Fu un video con le sequenze registrate dalle telecamere di sorveglianza accese, lungo il percorso che portò Francesco e Domenico alla morte, a smentire la ricostruzione che Domenico Altieri, nel tentativo di scagionarsi dall’accusa di omicidio, fornì ai carabinieri ed al magistrato dopo essere stato preso. La sequenza é nitida: si vede lo scooter di Altieri fare strada alle vittime. E si vede anche l’auto con a bordo Eugenio D’Atri e Nicola Zucaro che arriva nella strada di campagna alla periferia di Saviano dove poi giungeranno anche Francesco e Domenico. Pochi secondi e poi la morte, un agguato senza scampo. Tafuro e Liguori dovevano morire. Così era stato già deciso da chi non aveva nessuna intenzione di saldare i debiti di gioco accumulato nel centro scommesse. A luglio ci furono le condanne. L’ergastolo per Zucaro, dodici anni per Altieri. Per D’Atri il processo conclusosi ieri con la condanna all’ergastolo era iniziato a settembre scorso, ma l’uomo era già in carcere D’Atri per un altro mandato che lo accusava di associazione di stampo camorristico. Nella sua escalation criminale si è reso responsabile di estorsioni a commercianti di Somma Vesuviana con altri pregiudicati già arrestati nel corso dell’operazione Blusky. «Gegè» stava tentando la sua personale scalata per la conquista del territorio di Somma Vesuviana, appoggiandosi a Nicola Zucaro, fratello di Diego, ergastolano già legato al clan Sarno. Zucaro finì in manette già nel 2009, arrestato dal maresciallo Raimondo Semprevivo, per estorsione ad esercenti del territorio.
Qui la ricostruzione:



