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Balordi armati con pistole e coltelli, le strade della città sempre più a rischio, soprattutto nelle ore della movida. 

Escalation di violenza in città. Ha fatto «rumore» il caso del quindicenne accoltellato in via Roma pochi giorni fa ma, prima e dopo l’episodio, altre aggressioni si sono consumate. Una delle più singolari risale a circa tre settimane fa quando una coppietta di ventenni, che si era attardata in via Santa Maria a Castello a tarda sera, precipita in un incubo di cui il ragazzo sta ancora scontando le conseguenze. All’auto parcheggiata si affianca uno scooter scuro con due persone a bordo, il volto coperto da casco integrale. Il passeggero scende dal ciclomotore e in mano ha una pistola che sbatte contro il finestrino del guidatore. In auto i due ragazzi hanno paura, lui cerca di mettere in moto ma, prima che possa scappare, il vetro va in frantumi e il giovane viene colpito con violenza alla tempia sinistra. Il ventenne conserva la lucidità e parte, mentre il sangue gli scorre sul volto. Una volta giunto a casa chiede aiuto al papà che lo accompagna al pronto soccorso del Cardarelli dove viene visitato. Uscirà di lì la sera stessa con un referto che parla di sette giorni di prognosi. Il giorno dopo va a denunciare il fatto ai carabinieri – presentando denuncia – querela contro ignoti e precisando di non essere in grado di descrivere i rapinatori che avevano il volto completamente schermato, ma si dice certissimo che fossero giovani. Il gravissimo episodio, riconducibile ad una tentata rapina e lesioni aggravate, ha dei recentissimi risvolti: il giovane, medicato al Cardarelli a metà giugno, continua a sentire fastidio alla regione temporale, tra l’orecchio e la tempia sinistra precisamente, ossia nel punto dove pensava di essere stato ferito dallo sfondamento del vetro. I fastidi vanno avanti parecchi giorni, sul punto preciso dove era stata eseguita una sutura si forma un rigonfiamento, il ragazzo non riesce a poggiare la testa sul cuscino, non riesce più a masticare, è sempre pervaso da un senso di debolezza. Giovedì 8 luglio il papà, preoccupato, lo accompagna da un chirurgo della zona vesuviana, per una visita privata. Il medico lo visita e, incredibilmente, si accorge che la ferita era stata suturata dai sanitari del pronto soccorso senza che si accorgessero che all’interno c’era un corpo metallico: un bossolo di una pistola a canna corta, per la precisione. Tornato dai carabinieri per integrare la denuncia, il giovane racconta che non si era accorto fosse stato sparato un colpo visto il rumore del vetro in frantumi, ma di aver sentito solo un forte fruscio all’orecchio sinistro e di aver avvertito i vetri cadere sul viso e sulla spalla. Non più tentata rapina, ma tentato omicidio.

A prescindere dalla peculiarità dell’episodio, è innegabile che Somma Vesuviana sia divenuta terra di rischi, soprattutto per i giovani, considerando – e parliamo soltanto dei fatti regolarmente denunciati – che soli due giorni dopo dall’aggressione a mano armata a Santa Maria a Castello, un ragazzo è stato aggredito da un coetaneo con un giravite, in via Venezia. Un minore, come è noto, è stato accoltellato in via Roma e- ove non fosse sufficiente per rendere il quadro della situazione – l’ultima denuncia in ordine di tempo risale ad oggi, i fatti alla notte scorsa: quattro ragazzi che avevano trascorso la serata in un locale di Sant’Anastasia tornano verso Somma. Sono le 2, 40 quando si trovano in via Spirito Santo e un’auto scura taglia loro la strada costringendoli a fermarsi. Contemporaneamente uno scooter affianca l’auto, a bordo ci sono due persone e una di loro ha in mano una pistola che ordinano a tutti di scendere dall’auto. La voce, poi descritta ai carabinieri, appartiene di certo ad un italiano che si esprime in dialetto stretto. Il ragazzo alla guida prova comunque a scappare, tenta una velocissima manovra e accelera proseguendo per via Napoli, via Colonnello Aliperta, via Mercato Vecchio. Dietro l’auto i due a bordo dello scooter li inseguono, fino in pieno centro cittadino quando finalmente rinunciano.

La movida e la ritrovata «libertà» post lockdown dei giovani sta diventando assai rischiosa a Somma Vesuviana, tant’è che un nutrito numero di genitori ha annunciato di volersi costituire in comitato per far sentire la propria voce e chiedere con più forza controlli e provvedimenti.