Parte del tormentato plesso scolastico è stato riservato al commissariato di polizia.
E’ una storia tribolata quella della “scuola più bella del mondo”, l’elementare più antica e centrale di Acerra, soprannominata così perché nei suoi spazi antistanti furono girate alcune scene dell’omonimo film comico interpretato da Christian De Sica e Rocco Papaleo. Intanto, dieci anni dopo l’ “infinita” chiusura dell’istituto, un palazzo enorme, per problemi strutturali e ad appena dieci mesi di distanza dalla sua tanto agognata riapertura è spuntato un altro episodio davvero sconcertante: la dirigente, vale a dire, nel gergo più comune, la “preside”, ha lasciato la sua stanza ed allestito il suo ufficio alla meglio. Dove ? Nel corridoio. Proprio così, la professoressa Isabella Bonfiglio ha fatto fagotto è si accomodata nel luogo più inadeguato ad accogliere un ufficio. Sostiene che i vigili urbani hanno “sfrattato” dalla loro stanza i suoi due impiegati amministrativi, per ordine del Comune. Obiettivo della municipalità: fare posto al costruendo commissariato di polizia, previsto dal Comune all’interno di una parte rilevante dell’edificio scolastico di piazzale Renella. “E siccome il lavoro dei miei impiegati è fondamentale ai fini della gestione della scuola e della sua stessa sopravvivenza – racconta la preside – ho preferito lasciare il mio ufficio per cederlo a loro. Io poi mi sono sistemata come ho potuto nel corridoio”. La professoressa sostiene che la requisizione di 22 aule della sua scuola per far posto al commissariato danneggi gravemente il diritto allo studio dei 900 alunni iscritti, parte dei quali sono costretti a fare lezione in un plesso distaccato, quello di via Diaz, di proprietà della Chiesa locale e “per il quale – afferma – si paga pure una retta annuale di affitto”. I problemi che elenca la dirigente sono molti. “C’è anche una questione – aggiunge Bonfiglio – di mancanza dei laboratori didattici dovuta al fatto che una consistente fetta del plesso centrale è stata riservata al commissariato. Se avessimo potuto utilizzare tutta l’ala che il Comune ha requisito togliendola alla scuola i nostri problemi legati ai plessi distaccati e alla didattica sarebbero finiti da un pezzo. Peraltro trovo del tutto incompatibile la presenza di un commissariato di polizia in una scuola elementare”. C’è poi il nodo delle norme anti Covid. “La mancanza di aule – spiega ancora la preside – ci costringe a fare salti mortali utilizzando il sistema delle rotazioni pur di assicurare ai nostri bambini un minimo di difesa dal contagio”. Dulcis in fundo, il problema delle iscrizioni in vista della riapertura di settembre. “Sono stata purtroppo costretta a respingere molte richieste di iscrizione a causa della carenza di spazi – spiega la dirigente – del resto è noto ai noi dirigenti scolastici di Acerra il fatto che il Comune ci abbia esortato a non accettare un numero di iscritti superiore agli spazi concessi”. Ma nella delibera di giunta comunale sulla redistribuzione degli spazi scolastici di Acerra, risalente all’agosto 2020, poco prima della riapertura dopo un decennio della scuola di piazzale Renella, è scritto sostanzialmente che il Comune aveva comunque chiesto al dirigente scolastico che aveva preceduto la professoressa Bonfiglio gli spazi che voleva utilizzare per la scuola. Quindi, si legge ancora, sulla base delle indicazioni del dirigente è stato possibile procedere al dimensionamento. “Ma al mio arrivo, a settembre – conclude Bonfiglio – ho trovato una scuola del tutto insufficiente”. Interpellato sull’argomento il sindaco, Raffaele Lettieri, non ha rilasciato dichiarazioni.

