Stoccata del M5S per il lievitare dei gettoni relativi alle commissioni consiliari: «Il limite di 10 gettoni al mese fissato nel regolamento comunale è andato a farsi benedire». Vittorio De Filippo (Fratelli d’Italia): «Tutti i consiglieri dovrebbero prestare più attenzione in questo momento di crisi».
Nel periodo gennaio – giugno 2016 la partecipazione dei consiglieri comunali a sedute di assise e commissioni è costata complessivamente venticinquemilasettecentosettantuno (25.771) euro (importo lordo). La somma stanziata per l’intero anno ammonta a 75mila euro. La polemica sui gettoni troppo «costosi» sta montando sui social e ha avuto asilo anche in consiglio comunale. «Ho invitato l’assise, nell’ultima seduta, a porre attenzione in merito – spiega il consigliere Vittorio De Filippo (FdI) perché allo stato si corre veramente il rischio di dover ricorrere ad una variazione di bilancio per poterci permettere di pagare questi gettoni. Per quel che mi riguarda, nel 2014 ho rinunciato alle indennità chiedendone la devoluzione ad attività di interesse generale e solidale ma ho anche, quale presidente della commissione speciale, sollecitato la modifica del regolamento di consiglio comunale stabilendo un tetto massimo di dieci sedute di commissione e di consiglio per le quali si può percepire la relativa indennità: il provvedimento è stato approvato in consiglio. Ora, al di là di speculazioni e demagogie di sorta, il tema è importante e deve impegnare tutti i consiglieri giacché la cittadinanza potrebbe non condividere, soprattutto in questo momento di crisi e difficoltà economica».
Man forte alla polemica l’hanno data anche i grillini che, sulla pagina facebook sommese del Movimento, scrivono: «Durante il Consiglio Comunale del 22 settembre, abbiamo appreso che i nostri Consiglieri comunali ci costano talmente tanto che si paventa la possibilità di effettuare una Variazione di Bilancio per poterceli permettere. Come nostro solito, pubblichiamo l’elenco dei compensi percepiti dai singoli Consiglieri. Alla guida, solidamente in testa da inizio consiliatura, il PD! Il partito del Premier Renzi convoca una commissione trasparenza al giorno, di questo passo con tutta questa trasparenza il Comune diventerà invisibile! A ruota seguono Svolta Popolare e Progetto Somma. Ricordiamo che il limite di 10 gettoni al mese fissato nel regolamento comunale (circa 300 euro al mese) è andato a farsi benedire».
L’argomento è di quelli che si prestano facilmente a speculazioni e dietrologie demagogiche sui social ma pensiamo che ai cittadini basterebbe sapere che tutte le riunioni alle quali partecipano i consiglieri comunali siano quanto meno produttive. Però, è ovvio, il binomio soldi/politica fa sempre discutere. Intanto, abbiamo chiesto un parere al sindaco sulla querelle in atto, un sindaco che – va sottolineato – emolumenti non ne prende fin dall’insediamento: Piccolo ha infatti rinunciato sin dal primo istante allo stipendio da primo cittadino. (ndr: fino al 31 gennaio 2015. Da gennaio di quest’anno Piccolo ha ripreso a percepire gli emolumenti ma non quelli del mese in corso che, uniti a quelli cui ha rinunciato anche l’assessore Luigi Coppola, sono serviti a coprire i costi delle luminarie per la festa patronale). «Cominciamo col dire che trovo l’argomento abbastanza sterile – commenta il sindaco – noi non facciamo altro che applicare la normativa e i costi lievitano perché, oltre ai gettoni di presenza, se i consiglieri in questione sono dipendenti il Comune deve ovviamente “indennizzare” il datore di lavoro». Il concetto è di facile comprensione: se c’è un consigliere che si assenta dal lavoro per una commissione o per un consiglio comunale, l’ente deve coprire i costi. «Innanzitutto non è detto che si debba ricorrere ad una variazione di bilancio – prosegue Piccolo – e poi non mi pare che, salvo qualche caso di commissioni che si riuniscono almeno una o due volte alla settimana e comunque producono, si travalichi un normale lavoro amministrativo o si evidenzino anomalie».
In ogni caso c’è chi in maggioranza invoca chiarezza in merito ed è proprio il consigliere delegato al bilancio. «I costi erano e sono previsti nel bilancio 2016 – dice Peppe Nocerino – avevamo dato prima un taglio e poi un tetto massimo ma al 31 luglio ciò che avevamo messo in bilancio è già stato speso. La mia riflessione in consiglio comunale l’hanno sentita tutti: se si sono esauriti i fondi per le commissioni che noi, comunque, avevamo tagliato, dove sono i risultati? Perché il lavoro delle commissioni non porta argomenti in consiglio comunale? È bene ricordare che una commissione consiliare può chiedere la convocazione di un’assise e nessuna volta mi risulta che commissioni molto costose abbiano fatto tali convocazioni. In ogni caso vedremo perché presto dovranno relazionare in consiglio comunale sul lavoro svolto».
Seri controlli li chiede pure Giuseppe Auriemma (Pd): «Il presidente del consiglio comunale deve vigilare sui lavori effettivi delle commissioni e chiedersi, per esempio, se il contributo al consigliere vale anche se la commissione non raggiunge il numero legale e la seduta è nulla. Le sedute retribuite vanno ridotte a dieci al mese, come già indicate dal regolamento e, un appello che rivolgo ai miei colleghi, bisogna coniugare responsabilità e partecipazione attiva, necessaria per una buona vita amministrativa e democratica. La riduzione dei costi della politica è obiettivo da perseguire in ogni punto della vita amministrativa e democratica e se è auspicabile che i consiglieri siano presenti ed attivi ai lavori di assise e commissioni, creano e sollevano dubbi le cifre della retribuzione ricevuta da taluni».
Vediamole queste cifre (lorde), consigliere per consigliere, percepite come liquidazione dei gettoni di presenza e commissioni per il periodo gennaio – giugno 2016.
Giuseppe Auriemma (1.399, 67 euro); Preziosa Barone (1.659, 80); Costantino Beneduce (1.106,66); Giovanni Bianco (878,60); Giuseppe Cimmino (520, 29); Raffaele D’Avino (2.407,83); Crescenzo De Falco (4.490,23); Annarita Di Palma (227,71); Giuseppe Di Palma (455,39); Lucia Di Pilato (910,87); Giandomenico Di Sarno (163,04); Salvatore Di Sarno (4.262,77); Antonio Granato (2.147,44); Salvatore Granato (293,06); Nunzio Iorio (748,89); Antonietta Lieto (487,79); Annalisa Marigliano (650, 43); Antonio Mocerino (227,43); Giuseppe Nocerino (748,43); Umberto Parisi (651,29); Vincenzo Piscitelli (1.139,19); Giuseppe Sommese (195,06);
I costi lievitano soprattutto quando si deve provvedere all’impegno spesa per rimborsare i datori di lavoro: nella relativa determina i rimborsi (calcolati dal 1 gennaio al 31 dicembre 2016) ammontano a 3.400 euro (per consigliere Crescenzo De Falco – Sogeca sas), 3.000 euro (per l’assessore Clelia D’Avino – CID Software Studio Spa), 3.000 euro (per il consigliere Raffaele D’Avino – GORI Spa), 10.000 euro (per la consigliera Preziosa Barone – Cem Spa – Casa di Cura Santa Maria del Pozzo).



