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Somma Vesuviana, cerimonia di donazione del patrimonio librario di Raffaele Indolfi (1944 – 2018)

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Giovedì 16 maggio alle ore 17:00, presso l’ aula magna del Liceo Scientifico – Classico E. Torricelli in via Sant’Aloia, si svolgerà la cerimonia di consegna del patrimonio librario del compianto giornalista Raffaele Indolfi.

 

Nato a Somma Vesuviana nel 1944, iniziò la sua attività da giornalista con l’Avanti! per poi passare a Diario, il quotidiano napoletano che durò il tempo di un lampo, ma produsse tanti professionisti che hanno saputo farsi largo nel giornalismo. Nel 1982 divenne giornalista professionista e  poco dopo fu assunto al Mattino. Fu cronista e, successivamente, inviato speciale del prestigioso quotidiano napoletano, occupandosi dei principali eventi di politica, di cronaca nera e  giudiziaria, di vicende di terrorismo e di mafia; addentrandosi oltretutto nelle difficili inchieste sulla stagione stragista degli attentati alla stazione di Bologna, di Cosa Nostra a Capaci e via D’Amelio. Diplomato al Liceo Classico Armando Diaz di Ottaviano, aveva acquisito una profonda formazione umanistica: a tal riguardo, evidente era la sua passione per le lettere classiche e per la storia dell’antica Roma. In gioventù aveva svolto anche tanta attività politica, restando sempre fedele agli ideali del Socialismo del leader concittadino Prof. Francesco De Martino. Era deluso per la situazione politica e il degrado morale in cui versava il suo paese natio.

Sornione, ironico, acuto, sempre con il sigaro tra le labbra,: Indolfi era un fine intellettuale. Si era trasferito a Roma insieme alla sua compagna, Ida Molaro, anche lei giornalista, a Mediaset. Nella sua casa di Somma trascorreva il suo scarso tempo libero – riferisce il prof. Pasquale Malva – tra cataste ammonticchiate di libri di ogni genere, che commentava con il suo solito sarcasmo sulla panchina di fronte casa sua. Gli stessi libri che saranno donati dalla famiglia al Liceo di Somma Vesuviana e posizionati in una apposita sezione della Biblioteca interna. Raffaele Indolfi ci lasciò per sempre in un giorno freddo di marzo, lontano da Somma Vesuviana, proprio a Roma, dov’era stato ricoverato. Era salito di corsa su un ultimo treno, quello senza ritorno. Non poteva andarsene diversamente: i treni –  come afferma il prof. Ciro Raia – furono un’altra sua passione. Ne aveva presi a centinaia per il suo lavoro da giornalista e ne aveva pure collezionati anche a centinaia per quella fortissima passione per il modellismo ferroviario, che l’ha da sempre accompagnato.

 

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