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Bonifiche sospette ad Acerra: la polizia municipale sequestra una ditta incaricata dal Comune di eliminare una discarica

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Ieri un’azienda è stata incaricata dal Comune di Acerra con un affidamento diretto di bonificare una grossa discarica abusiva, in parte già incendiata, ubicata a ridosso del centro, in via Seminario, un’arteria semiperiferica. Ma c’è stato un colpo di scena davvero singolare. La ditta, una volta giunta sul posto e dopo aver iniziato le operazioni di bonifica, si è vista sequestrare i mezzi dalla polizia municipale. Secondo quanto fatto trapelare da un gruppo di ambientalisti non aveva l’autorizzazione governativa per rimuovere l’amianto. Il pericoloso minerale è stato trovato sotto la coltre dei vari rifiuti accatastati illegalmente dai “soliti” scaricatori di turno, criminali senza scrupoli. Intanto, dopo aver sequestrato i mezzi dell’impresa incaricata di bonificare il sito, i caschi bianchi hanno anche delimitato la stessa discarica, una mossa preventiva per consentirne la messa in sicurezza. Sarà poi la procura di Nola a dover sbrogliare la matassa di questa vicenda paradossale. La ditta, un’impresa di Casoria, era stata incaricata dal Comune di rimuovere i rifiuti da una grossa discarica abusiva scoperta nelle immediate vicinanze del centro e a poca distanza dai campi coltivati della zona, nei pressi del cimitero. Ma una volta sul posto, mentre i suoi mezzi stavano togliendo i rifiuti, sono state rinvenute alcune quantità di amianto, sotto forma di eternit, un materiale che deve essere maneggiato con molta cautela. Ma sempre secondo quanto fatto emergere dagli ambientalisti la ditta incaricata  avrebbe portato via anche l’amianto utilizzando un “ragno”, una presa meccanica sostenuta dal braccio mobile di una gru piazzata su un camion. L’asportazione dell’eternit con questo strumento inadeguato non è però passata inosservata. Gli ambientalisti del territorio, che in precedenza avevano segnalato alle autorità competenti la presenza della discarica, hanno avvertito la polizia municipale della rimozione sospetta, effettuata senza caratterizzare separando preliminarmente i vari tipi di rifiuti. E’ stata una cittadina residente nell’area, Tiziana Amoruso, a mobilitarsi insieme al leader ecologista del territorio, Alessandro Cannavacciuolo. Poco prima delle 19 sul posto c’era una pattuglia dei caschi bianchi. I vigili urbani, sollecitati dai cittadini accorsi anche loro sul luogo delle operazioni, hanno quindi constatato l’assenza di autorizzazioni al trattamento dell’eternit da parte della ditta incaricata dal Comune. Risultato: i lavori di bonifica sono proseguiti e alla fine sono stati sequestrati i mezzi dell’azienda. L’eternit è però stato rimosso solo in parte. Una certa quantità è rimasta a terra. < Già un anno fa – racconta Cannavacciuolo – abbiamo segnalato con l’associazione Volontari Antiroghi la presenza diffusa di amianto nella zona ma il Comune ha incaricato per la bonifica ditte non autorizzate a trattarlo e smaltirlo >. Non è la prima volta che accadono situazioni analoghe. L’anno scorso un’altra azienda era intervenuta in modo del tutto fuori norma, nella zona occidentale del territorio.