Maglie false del Napoli e di Geolier, blitz della Finanza nel Vesuviano

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PORTICI – Producevano capi d’abbigliamento contraffatti raffiguranti calciatori del Napoli e il rapper Geolier all’interno di un laboratorio nascosto. È quanto scoperto dalla Guardia di Finanza di Napoli nel corso di un’operazione finalizzata alla repressione del commercio illecito di merce falsa.

L’attività investigativa ha condotto i militari della Compagnia di Portici all’individuazione di un opificio clandestino utilizzato per la produzione su larga scala di articoli destinati al mercato parallelo. L’obiettivo, secondo gli inquirenti, era quello di rifornire grossisti e rivenditori attraverso una filiera completamente irregolare.

All’interno della struttura, estesa per circa cento metri quadrati, i finanzieri hanno trovato attrezzature professionali per la lavorazione tessile, materiali semilavorati e centinaia di prodotti già ultimati. Gran parte della merce riportava immagini e riferimenti a personaggi molto popolari tra i giovani e i tifosi azzurri, tra cui alcuni giocatori della SSC Napoli e il rapper napoletano Geolier.

Nel corso del blitz sono stati identificati anche cinque lavoratori che stavano operando all’interno del laboratorio senza alcuna forma di regolare assunzione. Gli accertamenti sono stati estesi sia alle condizioni di impiego sia alla provenienza dei materiali utilizzati per la realizzazione dei prodotti.

L’operazione si è conclusa con il sequestro dell’intero opificio, delle attrezzature utilizzate per la produzione e di oltre 1.300 capi ritenuti contraffatti. Il valore complessivo della merce è ora al vaglio degli investigatori.

Due persone, indicate come gestori dell’attività, sono state denunciate all’autorità giudiziaria. Dovranno rispondere, a vario titolo, di reati legati alla contraffazione e alla ricettazione.

L’indagine si inserisce nelle attività di contrasto ai fenomeni dell’abusivismo commerciale e della violazione dei diritti di proprietà industriale, settori sui quali la Guardia di Finanza continua a mantenere alta l’attenzione in tutta l’area metropolitana di Napoli.

Si ricorda che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che gli indagati devono considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

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