
Una riunione con coordinatori provinciali e regionali, alla presenza di molti esponenti del centrodestra sommese, ha fatto nascere l’ipotesi delle primarie. Ma il commissario cittadino Antonio Granato spiega: «Non ci sarebbe il tempo, in ogni caso il confronto è aperto con tutti ma il simbolo potrebbe andare solo a chi in questi anni ha lavorato sotto l’egida del partito». Granato si è detto tra l’altro disponibile ad una candidatura. «Sarebbe logico, dopo il ballottaggio del 2014» – dice. E Salvatore Di Sarno, già vicesindaco di Ferdinando Allocca, spiega: «Intorno al mio nome e a Svolta Popolare ci si sta aggregando per un progetto politico, io sono disponibile a rappresentarlo». Domani, intanto, il congresso dell’Udc alle 18, 30, al Summarte.

Celestino Allocca è candidato sindaco, ha per ora con sé due liste, Allocca per Somma (Lista Cuore) e «Noi Liberi». Avrebbe voluto con sé il simbolo di Forza Italia. «Più di ogni altro» – dice. «Con quel simbolo ho iniziato a fare politica, sarebbe stato importante per me come lo era per mio padre, rappresenta tutte le battaglie vinte, è il sogno che ha rappresentato ed ha un valore affettivo quanto politico – continua Allocca – ci sono tanti ricordi ad esso legati, anche l’ultimo meno piacevole ma comunque importante: lo scippo». Si riferisce Allocca, alla penultima campagna elettorale del padre, quando il simbolo con il quale lui aveva sempre fatto il pienone di voti, fu assegnato all’avversaria consigliera regionale Paola Raia. «La telefonata che ci informava arrivò a mezzanotte – ricorda – papà mi disse che a quel punto avremmo fatto come i tanti campioni ai quali tolgono il numero 10: “Ci mettiamo il 10 sotto la casacca e andiamo avanti perché siamo nati in quella casa e la rispettiamo, continuiamo a servire la città con gli stessi valori”. Ebbene io ho ringraziato tutti, da Luigi e Armando Cesaro a Paolo Russo, ho detto loro che ero a quella riunione per amore e poi mi sono rivolto ai figli politici di mio padre che erano in quella stanza e ho detto loro che stavamo solo perdendo tempo, perché noi una casa ce l’abbiamo già e si chiama Somma Vesuviana. I colori ce li dipingiamo noi. Ho ringraziato e sono tornato a Somma Vesuviana, a far politica tra la gente come faccio da quindici anni, con Somma nel cuore».

Le primarie, stando alle reazioni degli interessati, non si faranno. Il sindaco uscente, Pasquale Piccolo, ha confermato che vorrebbe al suo fianco il simbolo di Forza Italia ma dice anche: «Le primarie saranno rappresentate dal primo turno elettorale, dopo ci si potrebbe unire». Ha pronte già tre liste, Piccolo. La quarta è in «lavorazione». Aspirano all’investitura da candidati sindaci anche altri due esponenti del centro destra. Antonio Granato è il commissario cittadino di Forza Italia ed è lui a confermare che «per le primarie non c’è tempo». Ma dice anche che sarebbe proprio lui, lo sfidante di Piccolo nel 2014, il candidato naturale e si professa disponibile. «Il simbolo di Forza Italia potrebbe andare solo a chi ha lavorato sotto la sua egida negli ultimi anni, Piccolo è stato un avversario, leale ma pur sempre avversario. Con gli altri c’è confronto e dialogo».

Salvatore Di Sarno è pronto a scendere in campo da protagonista ed è lui a confermarlo. «Non ho partecipato a quella riunione» – dice. Il simbolo di Forza Italia? «Io ho quello di Svolta Popolare, ma certo che lo vorrei con me, però per un progetto serio come quello al quale stiamo lavorando e che si sta stringendo intorno al mio nome. Sono disponibile a scendere in campo, non mi tirerò indietro».
Simboli a parte, c’è nell’area di centrodestra una profusione di aspiranti candidati alla carica di sindaco. E domani si scioglierà forse qualche nodo anche al centro, con il congresso Udc che vedrà il passaggio di consegne dalla commissaria cittadina Carmela Maiello al nuovo segretario Luigi Molaro con la benedizione di Iacolare e De Mita. C’è poi anche chi, come Salvatore Rianna, starebbe aggregando intorno al suo nome un po’ di moderati e una parte dell’area di sinistra, magari anche con il simbolo Dema.

Si attendono le decisioni in casa Pd, intento al #cantieresomma, e M5S impegnato nella campagna «Aiutaci a mandarli a casa».



