Solo pochi anni fa alcuni partiti politici avevano grandi difficoltà a trovare persone disposte a candidarsi come consigliere comunale nelle elezioni amministrative.
Molte volte gli schieramenti politici, pur di partecipare alla competizione elettorale, presentavano liste incomplete. Adesso c’è una vera inflazione. In alcuni casi si parla dell’invasione degli aspiranti consiglieri.
Nelle ultime elezioni amministrative, a Somma Vesuviana, a proporsi sono state più di 500 persone. Questo non è accaduto solo in provincia di Napoli, ma in molte parti d’Italia. Il grande interesse, manifestato dalle persone che si offrono per la gestione della vita pubblica non trova adeguate risposte nella classe politica dirigente. Infatti, diminuiscono, o addirittura sono quasi inesistenti, le iniziative attivate dagli enti locali per favorire l’allargamento della base democratica. Non si eleggono più le consulte e i comitati di quartiere. Perfino le deleghe agli esterni vengono concesse con il contagocce. Lo stesso accade anche nei partiti politici, dove non si organizzano dibattiti, comizi e discussioni.
Un altro aspetto da considerare è che il numero degli aspiranti consiglieri negli ultimi anni è raddoppiato o quadruplicato, mentre quello dei votanti è dimezzato o si è ridotto di un quarto. Dall’esame di questi dati si evince che è aumentata enormemente la dimensione privata nella politica a danno di quella pubblica. Inoltre, la sfiducia nelle istituzioni cresce parallelamente al numero delle persone che si candidano. I politologi più volte si sono interrogati sul cambiamento della politica e sulle modalità della partecipazione dei cittadini alla cosa pubblica. Alcuni aspetti sono del tutto evidenti. Fino a poco tempo fa, specialmente nei partiti di sinistra, destinati a decenni di opposizione, la persona che si candidava alle elezioni non aveva particolari tornaconti. Infatti, perfino gli emolumenti guadagnati per la partecipazione nell’amministrazione venivano divisi o addirittura congelati dal partito di appartenenza. Inoltre, non è un mistero che molti di questi candidati siano stati penalizzati per la manifestazione del loro credo politico, specialmente nel periodo in cui i sindaci spadroneggiavano controllando le assunzioni, la gestione degli appalti e molti aspetti della vita pubblica e privata. Nel corso degli anni qualcosa è cambiato, ma la qualità della politica è peggiorata.
Numerosi cittadini si propongono alle elezioni perché oggi conviene essere consigliere comunale quando in Comune si decidono gli appalti, quando c’è una modifica dei piani urbanistici, oppure quando si devono definire regolamenti e convenzioni. Niente male sono anche gli stipendi delle cariche istituzionali. Tutto ruota intorno al business e si crea affollamento perché sono in tanti a voler partecipare alla spartizione della torta. La gestione della cosa pubblica da decenni viene anche condizionata da famiglie storiche, con un congruo pacchetto di voti, capaci di fare cartello, di far eleggere propri rappresentanti e di condizionare la maggioranza. Questo meccanismo perverso poche volte è stato spezzato. Quando sono stati eletti sindaci e giunte liberi da condizionamenti il paese ne ha sempre guadagnato.
(fonte foto: rete internet)



