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Sicurezza: sfilata dei carri di Carnevale vietata ad Acerra e a Casalnuovo

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Saranno state le direttive contenute nel decreto sicurezza oppure sarà stata la stretta imposta dopo i fatti di piazza San Carlo, a Torino, quando nel giugno del 2017 morì una persona e altre 1526 rimasero ferite per una tremenda ressa generata dalla folle spruzzata di uno spray al peperoncino, durante la visione su maxischermo di una finale di coppa dei campioni della Juventus. Certo è che in questi giorni le sfilate dei carri di Carnevale stanno attraversando una fase difficile. Ad Acerra e a Casalnuovo sono state vietate dalla polizia municipale. Qui infatti per motivi diversi, che però sono riconducibili alla stessa necessità di tutelare la sicurezza pubblica, sono state revocate, domenica. Non si sa se si potranno tenere domenica prossima. E’ poco probabile. Ad Acerra, 60mila abitanti, la sfilata dei carri allegorici è saltata perché i trattori che avrebbero dovuto trainarli sono risultati ai controlli privi del certificato di collaudo del rimorchio. Si tratta di un importante certificato che rilascia la Motorizzazione dopo aver rilevato l’idoneità dell’attrezzo. Il certificato costa 3800 euro. Invece a Casalnuovo, 50mila abitanti, la questione appare più complessa. Qui il comandante della polizia locale ha negato il permesso agli organizzatori della sfilata perché sostiene che abbiano presentato troppo tardi la richiesta di autorizzazione a utilizzare le strade cittadine, in tempi troppo stretti per organizzare un adeguato sistema di sicurezza sul percorso della sfilata. Ora però monta, inesorabile, la polemica. Rabbia che si mescola a dubbi. I carri allegorici ad Acerra sfilano da anni per le strade trainati quasi sempre dagli stessi trattori. C’è chi dunque si chiede legittimamente come mai sia stato consentito in tutte le precedenti edizioni del Carnevale il rilascio dell’autorizzazione al traino di quelle imponenti strutture. << I possessori dei trattori – risponde l’assessore alla polizia municipale, Vincenzo Iorio – presentavano un’autocertificazione >>. In pratica ad Acerra finora sono andati, come si dice a Napoli, “a fiducia”. << Comunque se gli organizzatori non presenteranno i collaudi dei rimorchi la sfilata non si potrà fare nemmeno domenica prossima >>, annuncia Iorio. Parole notevoli. Da queste parti infatti il Carnevale frutta danari. Il Comune di Acerra quest’anno ha deliberato una spesa di 40mila euro da erogare ai vari comitati che mettono in piazza carri e maschere. Gli stessi comitati che ogni anno hanno pure chiesto soldi agli sponsor locali: commercianti, aziende, professionisti. << Per il regolamento questo non si può fare >>, risponde ancora l’assessore Iorio. Niente sponsor dunque. Davvero un bel pastrocchio. Più complicata è la situazione nella confinante Casalnuovo. Qui il comandante della municipale, Fulvio Testaverde, ha negato l’autorizzazione alla sfilata “autofinanziata” dei carri all’associazione << La Città Che…>>, dell’ex presidente PD del consiglio comunale, silurato di recente dalla maggioranza, Giovanni Nappi. Motivo: troppo poco tempo per organizzare un sistema di sicurezza adeguato sui cinque chilometri di percorso cittadino. La comunicazione di inizio attività, la “Scia”, è stata inoltrata dall’associazione di Nappi il 20 febbraio per la sfilata da effettuare domenica, 24 febbraio, intanto revocata. << Ho presentato – spiega però l’esponente democrat – la richiesta di autorizzazione con una mail certificata il 3 febbraio. Nessuno ha risposto. Quindi è arrivato il diniego del comandante, il 20 febbraio, quando ho comunicato la “SCIA”. Ma per le risposte alla SCIA non è competente la polizia municipale… >>. Testaverde però afferma che la legge << non stabilisce con esattezza i tempi per l’invio della comunicazione di inizio attività >>. Ma ora Nappi lamenta un danno di circa 10mila euro. In ogni caso sia Testaverde che il sindaco Massimo Pelliccia negano che << la decisione di vietare la sfilata dei carri sia stata concordata >>.