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Sant’Anastasia, seconda petizione contro il dirottamento dei fondi RFI. Di Perna: «Revochino la delibera, daranno dignità non solo al quartiere ma al loro agire politico».

È la seconda petizione promossa dai movimenti Alleanza per Sant’Anastasia, Arcobaleno e I Cittadini Prima di Tutto, indirizzata alla RFI direzione generale di Napoli e alla sezione Controllo della Corte dei Conti. Dopo la diffida delle Ferrovie recapitata in Comune ancora nessun dietrofront da parte dell’amministrazione. L’ex vicesindaco Armando Di Perna chiede: «La revoca sia messa oggi ai voti in Consiglio Comunale, la proporrà la capogruppo Veruska Zucconi».

Agli inizi di dicembre scorso un’altra petizione era già stata firmata da moltissimi cittadini e indirizzata sia alla RFI che alla Corte dei Conti, oltre che al segretario generale del Comune di Sant’Anastasia, ai responsabili degli uffici Ragioneria e Lavori Pubblici e al collegio dei revisori dei conti. Il documento, al quale le Ferrovie hanno risposto, dando ragione a chi sostiene che non possono essere dirottati fondi senza incorrere in difformità rispetto al protocollo d’intesa, chiedeva la revoca della delibera di giunta comunale 366 del 2015, ratificata con delibera di consiglio comunale 57/2015. Ieri, nel quartiere Ponte di Ferro – Starza, ossia il rione interessato al quale, secondo il parere dei movimenti che hanno promosso l’incontro, sono stati «scippati» i fondi che l’amministrazione ha voluto dirottare sulla riqualificazione di via Marconi, nel centro città, una seconda petizione è stata proposta ai cittadini che hanno, già in molti, firmato. Anche questo documento sarà inoltrato agli stessi destinatari.

Nel consiglio comunale convocato per le 11 di stamane, la capogruppo di Alleanza per Sant’Anastasia, Veruska Zucconi, chiederà di mettere ai voti la revoca delle delibere con cui i fondi erogati quale ristoro per il passaggio del ponte dell’alta velocità da RFI, sono in parte (novantamila euro) dirottati sulla riqualificazione dei marciapiedi di via Marconi.

Intanto i dettagli della vicenda li ha ripercorsi, per i residenti del quartiere, l’ex vicesindaco con delega al Bilancio, Armando Di Perna: «La questione ha inizio nei primi anni Duemila, quando la Direzione Investimenti Sud Italia di Ferrovie dello Stato propone il passaggio della Tav lungo il territorio anastasiano, con una duplice sfortuna: sarebbe passata accanto ad una scuola e soprattutto senza la fermata che avrebbe potuto creare  sviluppo.  A fronte di questa iattura, viene deliberato un ristoro materiale ed uno economico. Quello materiale sarà rappresentato dalla costruzione di una scuola a poche centinaia di metri, quello economico da fondi tali da poter realizzare una viabilità alternativa e riqualificare la zona interessata». «Dopo tante bozze di protocollo d’intesa, quello definitivo viene siglato nel 2010 dall’amministrazione Esposito – continua Di Perna – ed è molto vantaggioso per il Comune, oltre ad indicare le opere da realizzare con tali fondi: la creazione di una seconda scuola materna per esempio, a completamento della cittadella scolastica, giacché sappiamo tutti molto bene in quali condizioni siano costretti a frequentare la scuola materna i bimbi del quartiere, ossia in una struttura completamente inadeguata nella quale, prima di lasciare il mio incarico sono riuscito a fare qualche intervento ma che, ritengo, dovrebbe essere semplicemente demolita e considerata inidonea ad ospitare più di cento bambini; il resto dei fondi deve servire, da protocollo d’intesa, a riqualificare l’area, realizzare il passaggio pedonale e rimettere a nuovo tutte le traverse di via Pomigliano fino all’incrocio con via Coscialonga Qui tutte le strade da riqualificare. Insomma, tutto chiaro, conciso e siglato con tanto di firma da un protocollo registrato e controfirmato».

Ma non è andata così. «Nel 2015 accade qualcosa che mai avrei immaginato e in nessun caso avrei sottoscritto – continua Di Perna – a novembre il sindaco Abete, consigliato da chissà quale mente eccelsa, approva una delibera di giunta con la quale si decide di ricorrere a quei fondi destinati al quartiere Starza Ponte di Ferro per sopperire alla perdita di un finanziamento (ndr, all’epoca ancora in forse) per via Marconi. Noi proponiamo la prima petizione da RFI ci rispondono che hanno già provveduto a diffidare in merito il Comune ma, cosa paradossale, un mese dopo l’assessore ai Lavori Pubblici risponde ad un’interrogazione della consigliera Zucconi confermando la volontà di dirottare i fondi. Tutto ciò senza aver speso, in due anni, nemmeno un euro per il quartiere interessato. Via Marconi si deve fare, ma provvedano con un mutuo e lascino stare questo rione già ampiamente penalizzato, dove ci sono imprenditori come Piccolo, Gifuni, Ciccarelli, Beneduce, Palumbo, D’Auria e molti altri che sopperiscono ogni giorno alle mancanze dell’amministrazione e danno lavoro a centinaia di persone, dove ci sono mamme che al mattino devono accompagnare i bimbi a scuola tra le pozzanghere: vengano a dirlo a loro che la priorità è via Marconi».

Infine, l’appello: «Ai consiglieri di maggioranza e alle altre opposizioni – dice Di Perna – vorrei dire che in maniera legittima e democratica sarà proposta la revoca di questa delibera illegittima: la votino e diano un po’ di dignità non solo a questo quartiere ma al loro impegno politico. Dopodiché si inizino subito i lavori, i progetti ci sono e i fondi sono nelle casse del Comune, non capisco cosa si aspetti».

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