Riceviamo e pubblichiamo una riflessione dell’associazione civica NeanAstasis sul Puc.
Abbiamo avuto notizia, tramite il network Facebook, che alcuni consiglieri comunali, accogliendo, a loro dire, le istanze di cittadini e operatori economici, abbiano chiesto all’Amministrazione Comunale un incontro pubblico per illustrare tali istanze e proposte che, a loro dire, non sembrano recepite dal redigente Piano Urbanistico. Simile proposta risuona alquanto strana considerando i lunghi anni trascorsi, nel più assoluto silenzio e disinteresse pubblico di gran parte dei consiglieri comunali, degli operatori economici e della cittadinanza in genere, dall’anno dell’incarico per la redazione del Piano (2010) ad oggi.
In tutti questi anni la sola nostra associazione, in assoluta solitudine, si è confrontata con le varie proposte preliminari che venivano via via elaborate e rese pubbliche, ha preso parte agli incontri di urbanistica partecipata, organizzata dalla dott.ssa Scafuto, da cui sono stati sempre assenti i consiglieri comunali e rappresentanti politici, infine ha organizzato a febbraio 2017 un incontro pubblico con la partecipazione dell’Amministrazione Comunale (sindaco e assessore all’urbanistica) e partiti politici con l’illustrazione delle anomalie e incongruenze del piano urbanistico redatto dallo studio Benevolo. In quella occasione, l’Amministrazione Comunale comunicò che aveva intenzione di intraprendere un contenzioso legale con lo studio Benevolo e di affidare la revisione del Piano a tecnici comunali, cosa effettivamente avvenuta.
In quella occasione e, successivamente con una missiva indirizzata al Sindaco, chiedemmo la disponibilità ad un ulteriore incontro pubblico affinché l’Amministrazione Comunale entrasse nel merito del Piano e illustrasse quali fossero le sue idee di sviluppo del nostro paese.
D’allora l’Amministrazione Comunale è rimasta silente, rifiutando qualsiasi ulteriore incontro pubblico sul tema.
Oggi apprendiamo dell’iniziativa menzionata in premessa. Purtroppo non vale, in questa occasione, il detto “meglio tardi che mai”, siamo fuori tempo massimo. Entro il 31 marzo scade il termine ultimo, già prorogato, per l’adozione del Piano, da cui decorrono i 60 giorni per eventuali osservazioni da parte di cittadini e associazioni ed i successivi 60 per l’esame. Arriveremo, quindi, in piena campagna elettorale per il rinnovo delle cariche comunali (consiglieri e sindaco). Periodo di certo il meno adatto per un sereno svolgimento di questi importantissimi adempimenti, considerando anche il lunghissimo tempo trascorso dall’anno 2010 di incarico di redazione del Piano. L’iniziativa di questi consiglieri si può comprendere o con il fine di far trascorrere il termine del 31 marzo con l’obiettivo non dichiarato di far subentrare un commissario ad acta per la redazione del Piano (eventualità che costituirebbe un vero smacco per la classe politica anastasiana) o con la speranza, non sappiamo quanto fondata, su una ulteriore proroga regionale, alquanto sostanziosa per superare sia il periodo elettorale sia d’assestamento dell’amministrazione comunale subentrante, per la l’adozione del nuovo PUC.
Detto questo, vorremmo sottolineare alcune questioni di fondo che ci hanno lasciato e ci lasciano tuttora perplessi per come è stato gestito l’intero iter istruttorio del PUC, dalla sua nascita ad oggi.
Durante l’amministrazione Esposito, gli incontri pubblici sul PUC sono stati polarizzati dalla sua ossessione ad eludere la legge che ha istituito la zona rossa. In quel periodo presiedeva il consiglio comunale l’attuale sindaco Abete. E’possibile che solo dopo aver pagato profumatamente lo studio Benevolo ci sia accorti che quel PUC fosse incompleto e/o deficitario?
Inoltre, con la decisione di impugnare il lavoro fatto dallo studio Benevolo, perché il sindaco Abete non ha chiarito alla comunità i punti del PUC che non lo vedevano d’accordo e quello che invece condivideva?
Il PUC è il documento più importante per una comunità ma anche quello che, purtroppo, solletica molti appetiti. Proprio per questo la sua stesura ed approvazione richiederebbe la massima partecipazione e trasparenza per tenere lontani interessi di parte.
Se si smarriscono questi principi, non pensiamo che si faccia un buon servizio alle future generazioni che abiteranno il nostro territorio.
Associazione Civica neAnastasis



