Volute dal sindaco Iervolino, definite obbrobriose dall’assessore alla cultura della giunta Pone, infine rimosse da Carmine Esposito le statue che dovrebbero nelle intenzioni evocare i miracoli della Vergine dell’Arco saranno sistemate nella cinta del Santuario per volontà del priore Alessio Romano.
Le statue fino a qualche tempo fa installate in piazza Arco, fonte di polemiche per le critiche di politici e cittadini, hanno trovato casa: il sindaco Lello Abete e la sua giunta, con una delibera, le hanno destinate agli spazi del Santuario di Madonna dell’Arco, su richiesta del priore, padre Alessio Romano. Saranno posizionate tra il convento e la casa del pellegrino.
Hanno una lunga storia, quelle opere: volute dal sindaco Enzo Iervolino e installate in piazza Arco poco prima della scadenza del suo secondo mandato, sono firmate dall’artista di Loppiano Roberto Cipollone e furono pagate, grazie ad un finanziamento regionale, poco più di 70 mila euro. Su quattro piedistalli erano sistemati un piede, in ricordo del miracolo di Aurelia del Prete, un braccio raffigurante un ex voto, una testa e un’installazione dove spiccava una palla, a ricordare quella scagliata da un giocatore sul quadro della Vergine, il primo miracolo che dette origine al culto. Ma sulla «bellezza» delle opere si sono sprecate negli anni ironie e invettive tra i cittadini che, per la maggior parte, le consideravano non solo brutte ma ridicole e per nulla evocative del culto della Madonna dell’Arco. Il fascino che può esercitare un’opera d’arte è sempre soggettivo, ovviamente. Le polemiche si trasferirono dalla strada alla politica già durante l’amministrazione del sindaco Carmine Pone, quando l’allora assessore alla cultura, Luigi De Simone, ebbe a definirli «obbrobri architettonici». A farle rimuovere fu però il sindaco Carmine Esposito e le statue sono rimaste fino ad oggi accantonate a Palazzo Siano. Ora hanno trovato casa in Santuario, evidentemente apprezzate almeno dal priore attuale giacché uno dei suoi predecessori, nell’epoca in cui furono sistemate, ebbe per le suddette opere parole che non si possono certo considerare di elogio. Rimane però un interrogativo: niente più statue e sono (quasi) tutti contenti, ma che ne sarà di piazza Arco? Si può pensare a una fontana, a delle aiuole, a qualcosa che ricordi, di fatto, una piazza vera? «Abbiamo delle idee per una riqualificazione sicuramente necessaria» – dice il sindaco Abete. Ma per ora non c’è alcun progetto definito. I «gazebo» bianchi, inutilizzati da quasi due anni, sono intanto disponibili per gli esercenti del luogo che vogliano fruirne: la giunta ha infatti approvato il progetto di sponsorizzazione con l’obiettivo di affidarli in concessione a sponsor da individuare in piccole e medie aziende che ruotano intorno a piazza Arco, mirando eventualmente anche ad ottenere introiti per il Comune.







