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Sant’Anastasia, Iervolino chiude la campagna elettorale con Maraio e Ruotolo: «Dopo di me solo cattiva amministrazione»

Solo tre degli sfidanti in campo hanno riempito – chi più, chi meno – le piazze anastasiane ieri sera. Il candidato del centrosinistra Enzo Iervolino, in piazza IV Novembre, ha fatto dell’orgoglio di bandiera il suo mantra. L’unico tra i quattro sfidanti ad essersi accompagnato ai «big», prima Provenzano ed Amendola nei giorni scorsi, ma anche i vertici del Pd napoletano Mancuso e Sarracino. Ieri sera, il segretario nazionale del Psi, Enzo Maraio (consigliere regionale uscente) e il giornalista d’inchiesta, nonché senatore, Sandro Ruotolo.

Non che servano i big per vincere, tante realtà lo insegnano. Tant’è, quello che si vuol far passare è che la coalizione di centrosinistra ha più opportunità di farsi ascoltare dalle istituzioni, regionali e nazionali. Messaggio giusto o sbagliato – giacché le istituzioni sono tali per definizione e tale sarà anche il prossimo sindaco chiunque sia – la compagine di Iervolino, già sindaco di Sant’Anastasia dal 1997 al 2007 ha anche un’altra necessità: quella di non far passare il messaggio lanciato in ogni piazza in cui ha sostato una degli avversari, l’outsider Rosalba Punzo che ha chiuso la sua campagna elettorale l’altra sera. Nell’occasione, il suo capolista Carmine Esposito, incitando al voto disgiunto tutti gli «scontenti» che non avessero gradito la candidatura di Iervolino e sottolineando che quello della Punzo (tesserata Pd, già candidata alle politiche con Romano Prodi e capolista delle primarie nel 20027) è comunque un profilo rappresentativo del centrosinistra. E se nella piazza della Punzo i «panni sporchi» di famiglia li ha lavati in pubblico Esposito (Krol), in quella di Iervolino è toccato ai rappresentanti degli unici partiti della coalizione: Marco Castaldo per il Psi e Antonio Pone, candidato e segretario cittadino di partito per il Pd. Sciorinando non solo il bucato della «appartenenza alla bandiera», ma andando diritti sulle vicende giudiziarie che negli ultimi anni hanno fatto arrivare Sant’Anastasia sulle prime pagine nazionali.

Castaldo ha plaudito ad un centrosinistra finalmente unito dopo anni e ha parlato di «intollerabile assuefazione a comportamenti che nulla hanno a che fare con la legalità», paragonando i due principali avversari, i già ex sindaci Carmine Pone e Carmine Esposito, ai titoli di due film «già visti». Per Pone in verità ha scelto il titolo di una nota trasmissione tv e non di una pellicola: «Chi l’ha visto?». «Non c’è un solo atto degno di rilievo che rechi la sua firma» ha detto Castaldo. Per Esposito, ha riservato il titolo «Il grande bluff»: «Solo fandonie e i suoi mantra – zona rossa, Amav, cimitero – sappiamo tutti come è andata a finire».

Il segretario Pd, Antonio Pone ne ha avuto per ciascuno degli avversari di Iervolino: «Tra i tre, c’è una ex presidente del consiglio comunale (ndr, Rosalba Punzo) che si presenta arbitrariamente come candidata di un centrosinistra e appartenente al Pd ma, in questi anni, nessuno di noi l’ha mai vista condividere le nostre battaglie. Tra l’altro, invitando al voto disgiunto, offende i suoi stessi candidati che ci hanno messo la faccia». «Dall’altro lato – ha proseguito Pone andando dritto sul candidato sindaco Carmine Esposito – c’è il protagonista principale non solo di una vicenda giudiziaria che ha già portato al commissariamento ma è lo stesso protagonista di ben tre candidature, due personali e una per interposta persona». Per l’ultimo degli sfidanti, Carmine Pone, anche lui ha rispolverato un titolo, ma dalla letteratura oltre che dalla filmografia, da Stevenson precisamente: «Lo strano caso del dottor Jekyll e di mr Hyde». «C’è un candidato – ha detto – che ripropone in gran parte la squadra del sindaco uscente mentre, dai palchi, ne condanna l’operato».

E dopo gli interventi di Maraio e Ruotolo, il palco è stato per il candidato sindaco che ha tratti letto il suo intervento e a tratti parlato a braccio, per 42 minuti. Di programmi, per lo più. Ma non solo. «Il programma non è il Vangelo (non che qualcuno l’avesse pensato) ma può e deve migliorare attraverso il dialogo con i cittadini – ha esordito Iervolino – negli ultimi tredici anni la città è rimasta ferma, ha perso treni ed occasioni ma ha grandi potenzialità e ha bisogno di una forte scossa. Il Comune deve essere percepito come amico dei cittadini, dalla loro parte, noi non ci sentiamo migliori di altri ma vogliamo punti fermi e valori dai quali non si può prescindere: competenza, onestà e responsabilità». Dunque, l’adesione alla rete «Città Sane», la legalità «come vivere quotidiano» perché «gli amministratori devono dare il buon esempio». La sottoscrizione del codice etico comportamentale della rete «Avviso Pubblico», i consigli di quartiere (e i consigli comunali itineranti), la diretta streaming delle sedute di assemblea pubblica, il bilancio partecipato. E ancora, opportunità per i giovani, ascolto, Forum dei giovani, consiglio comunale dei ragazzi, Urp, Informagiovani, un moderno sito web per il Comune, una adeguata caserma per l’Arma dei carabinieri, spazi pubblici di qualità, l’educazione sanitaria inserita nei programmi scolastici, un assessorato alla Salute, l’educazione ad una appropriata cultura alimentare, l’accesso allo sport per tutti i cittadini, un costante monitoraggio urbano dell’aria e una forte alleanza con università, Arpac e centri di ricerca. «Se quest’autunno dovesse aggravarsi l’emergenza Covid – ha assicurato il candidato sindaco Iervolino – abbiamo già pronto un piano di interventi e strategie per supportare le fasce deboli». Inoltre, controllo sugli sversamenti abusivi, incentivi per la nascita di cooperative agricole. «L’individualismo non premia ma limita la crescita delle realtà imprenditoriali».  Un nuovo piano di viabilità, ma dopo il varo del Piano Urbanistico Comunale che laddove toccasse a Iervolino il governo della città, passerebbe prima per altri vagli e un altro iter. Così, mentre i suoi avversari, come più volte dichiarato, tenderebbero ad accorciare i tempi, il candidato del centrosinistra (o comunque del centrosinistra che ne espone le bandiere), dice: «Non si può prescindere dal Puc, ma il nostro modus operandi prevede la partecipazione alle scelte di cittadini, associazioni, imprenditori, forze politiche, assicurando la massima trasparenza e gli interessi di tutti, nessuno escluso». Poi, particolare rilevanza alla lotta contro le barriere architettoniche. «Ogni riqualificazione andrà concordata con l’assessorato che si occuperà dei Peba». Proseguendo: un asilo nido comunale, un dialogo da recuperare con le realtà associative, nuove scuole (una in via Romani, la media alla Starza), il recupero delle iniziative da lui messe in campo ormai oltre quindici anni or sono: scuola di musica, di teatro, premio di poesia, festival internazionale degli scacchi, gemellaggi.

Più o meno in chiusura, Iervolino si è soffermato sulle vicende giudiziarie che – ha detto – «Hanno infangato la reputazione e il buon nome della comunità». «Abbiamo votato nel 2019, ricordo ancora il corteo festoso, poi è finito tutto in un attimo per un ciclone giudiziario ancora più violento e grave del precedente. Fatto sta che due sindaci, uno nel 2013 e l’altro nel 2019, con una vicenda che è quasi una nemesi storica, sono stati costretti a dimettersi per reati contro la pubblica amministrazione. Oggi chi vuole cambiare ha una possibilità, gli altri candidati li conoscete, i responsabili di tutto quello che è accaduto nel nostro paese sono sparsi nelle loro liste, Esposito da una parte e lo zoccolo duro di Abete con Pone. Noi rappresentiamo le uniche forze politiche che in questi anni hanno continuato a fare politica tra la gente, abbiamo chiari riferimenti laici e civili, la sinistra riformista e democratica e la dottrina sociale della chiesa». Infine, ha voluto ringraziare, l’ex sindaco Iervolino e riaspirante tale, i «compagni che hanno lavorato per mantenere vivi i nostri valori: Antonio Dobellini, il compianto e sempre presente Giovanni Barone, Antonio De Simone, Raffaele Coccia».

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