Nuovi avvisi di garanzia per l’inchiesta Concorsopoli, quella che nel 2019 portò agli arresti dell’ex sindaco Lello Abete, dell’ex segretario comunale Egizio Lombardi, dell’imprenditore titolare dell’agenzia selezioni & concorsi Alessandro Montuori e dell’ex consigliere comunale Pasquale Iorio la cui deposizione contribuì ad incastrare tutti gli altri.
Quell’inchiesta sfociò in un processo conclusosi con le condanne a 10 anni per l’ex sindaco, ad otto anni per l’ex segretario, a sei anni per Iorio e Montuori. Questo nel primo grado di giudizio seguito poi da un concordato in Appello. Il 7 febbraio scorso, i pubblici ministeri Antonella Vitagliano e Luca Pisciotta hanno fatto partire altri avvisi di garanzia, venti in tutto. Tra i venti ci sono nuovamente l’ex sindaco Abete, l’ex segretario comunale, l’ex consigliere e l’imprenditore, si aggiungono però una parente dell’ex primo cittadino, professionisti di Sant’Anastasia, persone di San Giuseppe Vesuviano, del nolano e dell’agro nocerino sarnese. Per questi venti la Procura di Nola potrà chiedere il rinvio a giudizio o l’archiviazione. Tra gli indagati, chi avrebbe versato quindicimila euro per poter vincere il concorso di istruttore tecnico di categoria C, chi aveva versato l’anticipo di diecimila euro su un totale di 30mila per lo stesso concorso, un professionista di Sant’Anastasia che secondo i giudici avrebbe esercitato pressioni sull’ex sindaco pe far vincere il concorso ad un altro concorrente, pure lui indagato, chi avrebbe versato diciottomila euro per vincere il concorso di istruttore amministrativo, chi ha pagato 20mila euro solo per risultare idoneo. Che i pm non si sarebbero accontentati dell’inchiesta conclusasi con le condanne dei principali “attori” era chiaro fin dal principio e se questa Concorsopoli bis pesca nelle rosa delle persone coinvolte tra San Giuseppe Vesuviano e l’agro nocerino, non è detto che le prossime mosse della Procura non riguardino chi nelle deposizioni era stato tirato in ballo tra Cercola, Somma Vesuviana, Cardito. A Sant’Anastasia, il commissario prefettizio annullò tutte le procedure concorsuali, dunque nessuno tra i vincitori o gli idonei ha potuto ottenere quello per cui aveva pagato.



