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Sant’Anastasia al voto/Mario Gifuni (Fdi, Lega): «Contro di noi un esercito fatto di clientele e meriti calpestati».

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Sala del Metropolitan sold-out per il candidato sindaco di Lega e Fratelli d’Italia, Mario Gifuni che ieri – martedì 7 maggio – ha presentato i suoi candidati e illustrato il programma. Con lui, per sostenerlo, Carmela Rescigno (candidata alle europee con Fdi nella circoscrizione Sud nonché responsabile nazionale nel partito della Meloni del dipartimento Sanità) e Aurelio Tommasetti, Rettore dell’Università degli Studi di Salerno, anch’egli in lista per il parlamento di Bruxelles con la Lega di Salvini.

Ed è stato il candidato sindaco, subito dopo la presentazione dei candidati delle sue due liste, a ringraziare dal palco sia la Rescigno, sia Tommasetti per essergli stato accanto contro i tentativi di «scippo» dei simboli di partito. «Li devo ringraziare – ha detto Gifuni – Carmela Rescigno ha creduto in noi schierandosi insieme ai vertici provinciali e regionali del partito anche quando, permettetemi una stoccata ma ci sta tutta, il consigliere napoletano Marco Nonno, un “fascista a trucco”, si è presentato in un incontro elettorale con persone che vanno contro Fratelli d’Italia. Se fosse stato uomo serio e di partito, ve lo dice uno che lo ha pure votato in passato, non lo avrebbe fatto. Per questo non merita il mio rispetto né quello degli anastasiani. È andato a sostenere una persona che si nasconde in una lista civica e che fa il fascista tra i comunisti, dietro un’insalata di simboli civici». «Grazie anche a Tommasetti – ha aggiunto Gifuni – per essere intervenuto, insieme al ministro Salvini, quando qualcuno inviava strane lettere per farci togliere il simbolo».

Hanno poi preso la parola per un breve saluto, i due ospiti candidati alle elezioni europee, altro appuntamento importante di domenica 26 maggio, insieme alle amministrative.

«Noi abbiamo sempre creduto in Mario Gifuni – ha detto la dirigente di Fratelli d’Italia – sappiamo che la sua è una politica sana, al servizio della comunità. Votare per Fdi, anche alle europee, significa votare per il Sud Italia e con la Lega faremo una battaglia comune, di sovranità popolare».

«Sono sedici eroi i candidati della Lega e ho il piacere di conoscere molti di loro – ha detto il rettore Tommasetti nelle ultime settimane bersaglio di polemiche proprio per il suo ruolo e la sua scelta di candidarsi – ho trascorso parte della mia adolescenza a Cercola, dunque non solo conosco bene il territorio ma sono legatissimo a queste terre. E sono orgoglioso di correre con il simbolo della Lega, Salvini ha saputo riconoscere il merito e saprà fare molto per il Sud. Le polemiche? Io sono un uomo libero, se mi fossi candidato, per esempio, con il Pd o più a sinistra – ammesso che esista ancora qualcosa più a sinistra – mi avrebbero applaudito, invece è successo un putiferio e mi hanno trattato come fossi l’Anticristo. La mia battaglia è per il Mezzogiorno, per la nostra agricoltura, per i trasporti, per le infrastrutture, per l’occupazione giovanile che non sia quella dei corsi di formazione farlocchi ma lavoro vero, dignitoso. Mi candido per essere punto di riferimento delle nostre Università e dei nostri centri di ricerca. Dicevo che conosco il territorio, ma conosco anche Mario Gifuni che è attento amministratore, saprà – e noi ci saremo – intercettare fondi europei anche per la ricchezza di questo territorio: il Santuario di Madonna dell’Arco».

 

LA PAROLA AL CANDIDATO SINDACO, Mario Gifuni.

FAMILISMO&NEPOTISMO. «Negli ultimi cinque anni un “caudillo” ha reso i cittadini sudditi del bisogno. Noi li vogliamo liberi, vogliamo creare lavoro vero, vogliamo il merito a Palazzo Siano. Basta con le raccomandazioni, basta con il nepotismo e con il familismo, occorrono amministratori capaci che non facciano crescere la spesa pubblica, i soldi vanno investiti nei servizi e nelle scuole. Le risorse ci sono, basta saperle utilizzare».

I TAGLI. «La macchina amministrativa di Sant’Anastasia conta oggi nove funzionari, noi li ridurremo a quattro, con un risparmio di 75mila euro che utilizzeremo per il baratto amministrativo. Le persone che hanno dei debiti con il Comune potranno pagarli tramite lavori socialmente utili, per esempio il controllo degli sversamenti abusivi o fuori dalle scuole al posto dei “nonni civici”. Recupereremo l’evasione in maniera efficiente e non daremo prebende. La differenza tra noi e loro è che noi sappiamo come i soldi pubblici vadano utilizzati solo per la comunità. Con i soldi degli altri, dei cittadini, è troppo facile».

IO ERO CON LORO PER DIFENDERE I CITTADINI. Questo passaggio del candidato sindaco è la risposta alle accuse, quasi quotidiane anche prima della campagna elettorale, circa la sua decisione di non dimettersi dalla carica di presidente del consiglio comunale, pur essendo nei fatti molto lontano dalle posizioni del sindaco e della sua maggioranza. «Ci sono decine e decine di documenti, regolarmente protocollati, che testimoniano le mie posizioni distinte e distanti, ho sempre scritto quel che avveniva. Sono rimasto al mio posto perché è lì che i cittadini mi hanno voluto con il loro voto, in caso contrario avrei lasciato campo libero ad un esercito di “riservisti” che erano pronti a calarsi nei panni di amministratori pur avendo perso. La dimostrazione la vediamo adesso, con sette liste che hanno intruppato di tutto e di più. Non è così che si fa, per serietà e per rispetto degli elettori».

I FUNZIONARI DEVONO ESSERE AL SERVIZIO DEI CITTADINI. «Se all’urbanistica, per esempio, c’è un funzionario capace e arriva un imprenditore che vuole investire sul territorio per creare lavoro e ricchezza, chiedendo un permesso a costruire, devono volerci al massimo due mesi per la pratica. Se invece c’è un cretino, se si perde nelle maglie della legge diventando un mero burocrate e bloccando i procedimenti, non fa un buon servizio alla città. I funzionari devono essere al servizio dei cittadini e non dei politici, chiamati soltanto a dare indirizzi e controllare».

I FINANZIAMENTI. «Il Comune ha perso i finanziamenti per via Arco perché mancavano i decreti attuativi, l’amministrazione non ha saputo seguire i procedimenti, il tutto a spese delle casse comunali, con soldi che potevano servire a ristrutturare le scuole dove vanno i nostri figli. Nelle scuole anastasiane non c’è sicurezza, poi arrivano tutti quando accade, o poteva accadere, una tragedia. Bisogna prevenire, non arrivare dopo».

CIMITERO E CONNIVENZE (?). «La società che gestisce il cimitero comunale ha realizzato soltanto quello per cui ha incassato, nessuno si è preso la briga di controllare. Soltanto io ho messo nero su bianco scrivendo al funzionario competente e all’assessore, dopo aver verificato che il contratto non viene rispettato. Ho fatto quel che potevo, non è che fosse possibile andare al Comune ogni mattina con il fucile. Nessuno mi ha risposto, nessuno ha chiesto verifiche serie, nessuno ha controllato. Allora mi nasce il dubbio di una connivenza con la ditta».

IL PUC. «Il vicesindaco Aprea ha raccontato molto sul Piano Urbanistico Comunale, ma noi vogliamo sapere tutto, vogliamo sapere i nomi di chi le voleva dare “pizzini”. Oggi il Puc è fermo dal Segretario Generale. Prima ancora era fermo in ragioneria, ma io ho scritto chiedendo perché, dunque è stato semplicemente “trasferito” da una scrivania all’altra. Sapete perché è fermo? Perché devono poter dire agli imprenditori interessati che così com’è non lo attueranno mai, se no perdono voti. Noi vogliamo che il Puc badi agli interessi del paese: è il sindaco che ha scelto l’ufficio di piano, è lui il maggiore responsabile, è lui che dava indirizzi all’assessore, non possono adesso fare campagna elettorale promettendo cose che non potranno essere date perché noi non lo permetteremo.

LA CITAZIONE DI PAOLO BORSELLINO. «Questo paese oggi è omertoso, piegato su se stesso, noi vogliamo che viva. Chi ha paura muore tutti i giorni, chi non ha paura muore una volta sola. E io non ho paura. Abbiamo dalla nostra parte onestà e capacità, noi non abbiamo mai raccomandato nessuno, perché pensiamo che la raccomandazione sia un sintomo di debolezza e renda schiavi. Vogliamo che i cittadini non abbiano paura, non abbiamo più bisogno di prebende».

NON FATE QUELLA GARA. «Qui abbiamo la Tari più cara d’Italia. Un servizio di igiene urbana che ci costa cinque milioni di euro, 36 dipendenti per la raccolta e nove per lo spazzamento, la gara va in scadenza il 13 luglio. Noi chiediamo che si invochi dal prefetto una proroga perché ci sembra giusto che chiunque vinca le elezioni possa dare indirizzi».

NO TASSE PER CHI CREA LAVORO. «Nel nostro programma c’è la fiscalità di vantaggio. Per i prossimi cinque anni gli imprenditori che assumeranno personale non pagheranno tasse comunali. Il nostro obiettivo è dare un segno di discontinuità con il passato, basta con i cattivi amministratori che pensano a piazzare gli amici degli amici nella ditta di igiene urbana, questi costi ricadono sulla nostra Tari».

MARCHETTE ELETTORALI CON I SOLDI DEI CITTADINI. «Sono sempre rimasto umile, un cittadino, mai arrogante. Da presidente del consiglio comunale avrei potuto avere una stanza, un cellulare, uno staff, non li ho voluti. Già paghiamo novantamila euro per lo staff del sindaco, abbiamo finanziato persone che ora sono armate contro di noi. Una vergogna che nelle liste del sindaco si trovino staffisti candidati che fanno campagna elettorale con i soldi dei cittadini. Ma su questa vicenda vorrei ci accompagnassero gli organi sovracomunali, per una battaglia di legalità contro questi “dinosauri”. Interverrà intanto il Ministro dell’Interno, sarà al nostro fianco. Altre marchette con i soldi dei contribuenti sono state fatte nel sorteggio degli scrutatori perché sono diventati talmente arroganti da essere senza vergogna: hanno scelto i nomi più comodi per loro, alcuni che fanno parte anche del servizio civile e che dunque sono “premiati” due volte».

IL SANTUARIO. «Il Santuario di Madonna dell’Arco è il nostro “petrolio”, ma in questi anni non è stato valorizzato. Dinanzi al sagrato, per esempio, passano ancora tir e mezzi pesanti, noi metteremo in campo il progetto di una viabilità alternativa. E faremo in modo da invogliare imprenditori che vogliano investire sull’area ex Fag abbandonata, con parcheggi di interscambio, alberghi, attività produttive, solo così si incentiva seriamente il turismo, non quello “mordi e fuggi”».

IL LAVORO. «A Sant’Anastasia ci sono cinquemila disoccupati, il dieci per cento della popolazione. Il lavoro si crea soltanto facendo investire gli imprenditori e non dicendo “portami il curriculum”. I curricula diventano carta da macero, noi ai cittadini diremo sempre la verità: creeremo condizioni perché si investa e ci siano posti di lavoro. A noi i clienti non servono, servono cittadini liberi dal bisogno che sappiano giudicare e si rendano conto delle vere risposte che occorrono alla comunità».

NO AFFISSIONE SELVAGGIA. «Chiedo ai miei candidati di non partecipare alla corsa all’affissione selvaggia di manifesti elettorali. Siamo diversi, dimostriamolo usando solo gli spazi che ci sono stati assegnati».

SPARTA CONTRO GENGIS KHAN. «I nostri trentadue candidati sono pretoriani che combattono contro l’esercito di Gengis Khan, un esercito fatto di clientele e di merito calpestato.