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L’episodio nella clinica Lourdes di Massa di Somma. L’ausiliare ora sta bene, ma ha rischiato grosso. La titolare: ” Può capitare a tutti “. 

Raffaele Grillo, 53 anni, di Ercolano, è un ausiliare addetto alle pulizie della clinica privata convenzionata Lourdes di Massa di Somma, una grossa struttura sanitaria abbarbicata sulla pendice del cratere del Vesuvio. Fin qui tutto normale, tutto tranquillo. Ma un bel giorno la caposala di Raffaele gli intima di lasciare ramazza e secchio per andare ad espletare mansioni da infermiere, cioè non sue, assistendo un paziente allettato. Del resto il personale è poco ma i pazienti aspettano. Ne scaturisce un diverbio tra l’ausiliare e la caposala. Raffaele tenta di far capire che lui è un addetto alle pulizie, non un infermiere. Lo scontro tra i due però si fa acceso. La caposala non ne vuole sapere.  Succede il patatrac: Raffaele si sente male. Si accascia a terra. Viene subito ricoverato. La diagnosi è impietosa: ischemia cardiaca. E’ un pre-infarto. Il suo cuore si è fermato per un attimo. Ma le cure sono state efficaci. E il 53enne ora sta bene. Ma non può ancora tornare al lavoro. Subito dopo quest’episodio, ieri mattina, i suoi colleghi hanno scioperato e sono scesi in piazza. ” Non siamo macchine: siamo esseri umani  “, hanno scritto sullo striscione esibito nel corteo giunto fino al municipio. ” I lavoratori della sanità privata convenzionata – ha commentato Lenina Castaldo, della Cgil Funzione Pubblica  – versano in una condizione di sfruttamento inaccettabile: orari di lavoro eccessivi, prolungati, stipendi non erogati, condizioni contrattuali e salariali ignobili “. In municipio i manifestanti sono stati ricevuti dal sindaco di Massa di Somma, Antonio Zeno. Qui hanno trovato anche la loro titolare, la proprietaria della clinica, Antonella Liguori. Che con una naturalezza disarmante dà la sua versione dei fatti: ” Stanno esagerando: quello che è successo a Grillo può capitare a chiunque “.