Il Premio “R.Pappalardo”: “festa di colori e di poesia” all’I.C. “P. Angela “di San Gennarello

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Il Premio “R.Pappalardo”: “festa di colori e di poesia” all’I.C. “P. Angela “di San Gennarello

Il 30 maggio sono stati premiati gli alunni dell’I.C. “Piero Angela” risultati vincitori nella seconda edizione del Premio “Raffaele Pappalardo” il cui tema è la riflessione, fatta con le parole e con i colori, sui problemi del nostro tempo che stanno cancellando la pace e la serenità, e strappando alla vita bambini e persone indifese. Il tema è felicemente definito da una frase stampata sulla locandina della manifestazione:” Il mondo nuovo che sia migliore, che dia a tutti gli uomini lavoro, ai giovani un futuro, ai vecchi la sicurezza.”

 Penso che Raffaele Pappalardo, nel mondo di luce in cui certamente si trova, sia contento di come lo stanno ricordando i docenti e i ragazzi dell’Istituto di San Gennarello. Raccontano che nel 1915, mentre si accingeva a partire per il fronte, dove le armi austriache lo uccisero, il giovane avvocato abbia detto all’ amico Silvio Cola che lo aveva accompagnato alla stazione, “Ti affido la mia memoria”. Alla manifestazione del  30 maggio erano presenti i membri della giuria: la signora Consiglia Giugliano Ambrosio, che ha promosso l’istituzione del Premio e ha generosamente contribuito ai “donativi” per i vincitori, il parroco don Raffaele Rianna, il sottoscritto. E poiché qualcuno scherzosamente sottolineava il fatto che io sono di Ottaviano, sono stato costretto, scherzosamente, a ricordare che anni fa ho fornito il concreto aiuto di notizie e di documenti all’Associazione “Agape” che stava scrivendo la storia di San Gennarello, poi pubblicata. Ospite d’onore era, anche quest’anno, l’Assessore Regionale al Turismo prof. Felice Casucci, la cui famiglia era imparentata con quella dei Pappalardo: con i ragazzi premiati egli ha intrecciato colloqui che rivelavano la sua attenzione, l’intensa simpatia per i giovanissimi protagonisti, la percezione del fascino del “luogo” che richiamava memorie di famiglia: il prof. Casucci, insomma, non si è limitato a “ornare” la manifestazione con la sua presenza e con il suo nome, ma ha “vissuto” la sua partecipazione con visibile emozione. Dei ragazzi presenti in sala i docenti – e in particolare, la prof.ssa Alterio, memoria storica dell’Istituto -e don Raffaele Rianna mi hanno “disegnato” il profilo culturale che mi era stato già suggerito dagli scritti e dai colori: e non mi sono meravigliato quando mi hanno detto che un ragazzo scrive versi anche all’improvviso, se la Musa lo ispira . Ora posso dire che quest’anno è diventato realtà l’augurio che formulammo l’anno scorso, che il “premio” consentisse ai ragazzi di conoscere la storia della comunità, dei luoghi, dei personaggi, dei mestieri e degli eventi, e di capire che ognuno di essi porta dentro di sé i segni preziosi di questo patrimonio. Le opere esaminate dalla giuria hanno rivelato, negli scritti, che notevole e solida è nei ragazzi la capacità di “ricercare” le parole necessarie per esprimere la forza dell’emozione e di costruire proposizioni che “dicano” cose definitive nella condanna delle guerre che oggi portano morte e distruzione tra le famiglie indifese, negli ospedali, tra i bambini. E’ utile ricordare, in questi tempi in cui quando si parla di scuola molti storcono la bocca, che i ragazzi hanno conseguito certi risultati grazie al lavoro organico e attento dei docenti e della Dirigente, prof.ssa Iolanda Nappi. Sono stato particolarmente colpito, “leggendo” i disegni, dalla capacità dei ragazzi di coordinare correttamente sul foglio il rosso, il blu, l’azzurro e il verde, sia nel definire gli spazi riservati ad essi, sia nel variarne l’intensità. Pur inserito nel contesto di un tema che trattava di guerra e di morte, in nessun disegno il rosso è apparso come colore della strage e del sangue versato dalle armi, ma è risultato sempre il colore della vita, dell’ardore dei sentimenti. Dell’entusiasmo. Così come il verde caldo e luminoso ha “suggerito” solo l’immagine della speranza. L’anno venturo i ragazzi ispireranno agli adulti altre emozioni e nuovi modi di “sentire”. Sono certo che i docenti e la Dirigente prof.ssa Nappi continueranno a sviluppare il progetto che hanno promosso e che riguarda non solo il Premio, ma tutte le attività dell’Istituto. Ad maiora, semper.