Il disegno di legge sul reato di femminicidio è stato approvato all’unanimità dal Senato, ora è tutto nelle mani della Camera
Il femminicidio entra come reato autonomo nel codice penale. Il disegno di legge è stato approvato all’unanimità dal Senato con 161 presenti e 161 sì e un applauso scoppiato in camera.
Ora il tutto passa alla Camera per l’approvazione definitiva, sperando in un voto altrettanto positivo.
La premier Meloni si ritiene soddisfatta di tale risultato: “l’Italia è tra le prime nazioni a percorrere questa strada, che siamo convinti possa contribuire a combattere una piaga intollerabile”.
Si ricordano le tante, troppe vittime di femminicidio in Italia: ricordiamo Melania Rea, 29 anni, uccisa per mano di suo marito; Martina Carbonaro, 14 anni, uccisa dal suo ex fidanzato; Giulia Cecchettin, 22 anni, uccisa da chi diceva di amarla; Giulia Tramontano, 29 anni, uccisa dal suo fidanzato.
Il reato ora verrà definito in modo più ampio, come un atto di odio o discriminazione verso una donna in quanto tale o come conseguenza di un rifiuto ad avere o continuare una relazione effettiva. Ora verrà punito con l’ergastolo.
Molti sono stati i dibattiti e gli emendamenti in merito al ddl. Per esempio si è estesa l’applicabilità della legge anche a chi si percepisce come donna, anche se non lo è anagraficamente.
I correttivi si estenderanno anche alle aggravanti previste per lo stalking, le lesioni o i maltrattamenti in famiglia.
Ci saranno anche aiuti effettivi per gli orfani di femminicidio, infatti sono stati stanziati per loro 10 milioni di euro.
D’ora in poi questi aiuti varranno per tutti i minori privati della madre se uccisa in quanto donna, anche se il colpevole non aveva un legame affettivo con lei, né in quel momento né precedentemente.
Questo si estende anche ai figli di donne sopravvissute a tentativi di femminicidio ma che sono rimaste gravemente ferite a tal punto da non poter più occuparsi dei figli.
Il centrosinistra, nonostante il sì, non nasconde dei dubbi e delle critiche alla legge.
In particolare, Pd, Avs e M5s denunciano l’assenza di interventi per rinforzare la prevenzione e investimenti per far avvenire un cambio culturale.



