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Psicosi terrorismo nei centri commerciali, parla il manager di Alleanza 3.0 Campania: “I nostri negozi sono sicuri”

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Intervista a Vladimiro Rapini. Sotto i riflettori le misure di prevenzione nei luoghi pubblici.  

La psicosi terrorismo che lunedì ha dilagato nel centro commerciale le Porte di Napoli e i protocolli di sicurezza dopo gli attentati in Francia e in Belgio. Visto quello che è successo l’altro giorno anche nel Napoletano ci s’interroga sul tema. Una risposta la dà Vladimiro Rapini, responsabile di Coop Alleanza 3.0 in Campania.

Cosa è successo lunedì mattina alle Porte di Napoli?
“E’ un evento che si è verificato casualmente ma che ci ha dato la possibilità di testare le nostre procedure: un pulsante è stato pigiato per caso. Il piano di evacuazione è partito ma i clienti sono stati avvisati. Le persone sono uscite, anche la galleria è stata avvisata. In cinque minuti erano tutti fuori”.

Cos’è il tasto di evacuazione?
“E’ un tasto che funziona come quello anti incendio: l’allarme per un incendio scatta in maniera automatica quando vengono rilevati dei fumi. Il tasto di evacuazione si preme quando ce un allarme bomba. Si trova dove si fanno gli annunci, in cassa centrale”.

Perché lunedì è stato attivato?
“Può essere stato anche stato un urto ad attivarlo. Comunque nessuno ha parlato di bomba. C’è stata solo una banalissima richiesta di uscire”.

Però questo fatto casuale ha innescato la paura nelle persone…
“In questo momento è comprensibile”.

Come pensate di esservi comportati durante l’allarme involontario?
“Nel momento in cui è partita questa comunicazione vocale il presidio di sicurezza è andato alla cassa centrale. Nessuno si è accorto che era stato pigiato involontariamente il tasto. Era stata data l’informazione dell’evacuazione anche nella galleria, dopo tre minuti che era scattato il comando vocale dell’Ipercoop. Il tasto attiva automaticamente una voce che invita a lasciare il carrello della spesa e a uscire dalla struttura. Nemmeno una settimana fa avevamo fatto questa prova senza clienti. Poi è capitata questa situazione con i clienti. Lo ripeto: in cinque minuti erano tutti fuori. E le forze dell’ordine erano lì fuori. Sono entrate in due minuti”.

Come si stanno predisponendo i centri commerciali al rischio terrorismo?
“Abbiamo trenta pagine di manuale in cui vengono specificati gli eventi di crisi. L’evacuazione è avvenuta in sinergia tra l’ipermercato e la galleria dei negozi. Noi  comunque abbiamo già delle procedure molto dettagliate per gestire questi eventi. Abbiamo sistemi di sicurezza che ci consentono di monitorare persona per persona tutto quello che entra e che esce dal punto vendita. Sicuramente sono strumenti che servono per tutelare il patrimonio ma servono anche per garantire la sicurezza di tutti. Quindi sono sistemi in grado di vedere se qualcuno vuole lasciare qualcosa, una borsa, uno zaino, una valigetta. Da noi chiunque entra con la busta deve imbustarla per cui la sicurezza ne prende sempre visione. Noi ci avvaliamo di una società specializzata. Sono circa 30 professionisti  della sicurezza nei tre iper della Campania. Mediamente per ogni iper ci sono sempre quattro-cinque persone dedicate. Poi le gallerie commerciali hanno anche altre persone e altri strumenti per controllare. L’unica cosa che non possiamo fare è perquisire le persone. Per il resto facciamo di tutto”.