Procida, presentazione del libro “Non ne sapevo niente” di Anna Maria Zoppi

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 Nel libro l’autrice intraprende un viaggio attraverso i ricordi della sua gioventù: dagli anni del liceo artistico fino a quelli della concretizzazione (della) sua carriera di pittrice, fotografa e scrittrice. Anni giovanili vissuti in un paese, Casal di Principe, con le sue forti contraddizioni.

 

 

Lunedì 4 luglio alle ore 18:00 si terrà la presentazione del libro autobiografico di Anna Maria Zoppi al GM Bar di Procida. Dialogheranno con l’autrice: l’ avv. Michele Coronella; la dott.ssa Giuliana Sorà, membro DDCLINIC foundation; il dott. Aurelio Cerciello, sociologo; Stefano Petrucci, esperto in marketing e fotografo. Modera l’evento la prof.ssa Lucia Cerullo, presidente Ass. Rise Up. Saluti istituzionali delle autorità locali. Il libro dal titolo Non ne sapevo niente, Basilisco Editore 2021, è acquistabile su Amazon, Feltrinelli e Unilibro.

Anna Maria Zoppi – oltre ad essere una bravissima scrittrice e fotografa – è una pittrice di talento, prolifica e versatile, che si è sempre confrontata quotidianamente con la sua brillante ed inesauribile immaginazione. Nasce a Casal di Principe, dove attualmente vive e lavora.  Dopo aver intrapreso gli studi presso il Liceo artistico di Aversa e l’Accademia di fotografia e cinematografia di Roma, inizia a perfezionarsi in diversi istituti d’arte, conseguendo premi e riconoscimenti ovunque. Artista internazionale, le sue numerose opere sono esposte in tante collezioni pubbliche e private, musei, chiese e santuari, case d’asta, in Italia e all’estero. Ha partecipato attivamente alla vita artistica italiana, riscuotendo ovunque un grande successo di pubblico e di critica. Una donna che ha sempre cercato in tutti modi di riabilitare la dignità del proprio territorio, Casal di Principe, tanto martoriato da episodi delittuosi e vecchie cronache giudiziarie. La sua arte, tuttavia, con le sue policromie e fantasie, con quella creatività che sa far sognare anche gli altri, ci proietta in inimmaginabili ed imprevedibili spazi cosmici, come afferma lo scrittore e critico d’arte Ermanno Di Sandro. La fotografia, invece, ci offre l’opportunità di acquisire scatti di memorie o frammenti di realtà, di cogliere l’attimo, fermare il tempo, focalizzare l’attenzione sui dettagli, anche quelli minuscoli, e che con istantaneità e immediatezza, stimola la sua voglia di emozionare gli altri, ma soprattutto se stessa, come ci conferma l’autrice e docente Roberta Recchia.

Il suo primo libro ci rivela, invece, un momento particolare della sua vita: il distacco dalla cara figura paterna, che per quanto naturale possa essere, si rivela sempre doloroso e angosciante, soprattutto quando è preceduto da malattie e lunghe sofferenze. A riguardo, l’ autrice intraprende un viaggio attraverso i ricordi della sua gioventù: dagli anni del liceo artistico a quelli della sua carriera di fotografa professionista, fino a quella di pittrice ed artista. Gli anni giovanili, tuttavia, sono quelli vissuti un paese, dicevamo, con un aumento del fenomeno camorristico che porterà ad instaurare una vera e propria dittatura militare, come ebbe a definirla don Peppe Diana, martire di camorra, ucciso nella sua chiesa il 19 marzo del 1994. Grazie alla protezione ferrea messa in campo dal suo papà/eroe, Anna Maria che non sapeva niente di tutto questo, trascorreva giorni felici, descrivendo in maniera appassionata i costumi e le tradizioni, spesso alquanto bizzarre, della sua terra.

Anche se il tema del dolore – spiega lo scrittore Gianni Solino – accompagna gran parte della narrazione, il libro può essere definito come una storia d’amore: amore per i suoi genitori e per la famiglia, amore per la sua terra orgogliosa e, soprattutto, amore per la sua arte che la costringerà, come sanno fare solo le vere passioni, ad impegnarsi ed a sacrificarsi per raggiungere importanti traguardi in Italia e nel mondo. Un libro, insomma, molto intenso, ricco d’ arte, di sentimenti genuini, di bontà d’animo e di insegnamenti non solo artistici ma di vita.