La Tiberina, azienda umbra che opera per l’indotto Fiat, conta a Pomigliano 110 addetti e realizza cassoni di ferro. 50 di questi operai sono lavoratori interinali, presi in affitto dalle agenzie. A loro, ai saldatori di metalli, l’azienda ha tolto il ticket-latte, indennità prevista per disintossicare in modo naturale, con il latte appunto, gli operai soggetti ai fumi delle saldature. Il ticket latte è di 1 euro e 50 centesimi al giorno per ogni lavoratore. Ma agli interinali è stato tolto di colpo, senza nessun avviso. La Fiom e la Uil l’altro giorno hanno quindi indetto uno sciopero con presidio davanti alla fabbrica, a cui però non hanno aderito tutti i dipendenti: il solito segnale della paura delle maestranze napoletane di prendere posizione in modo deciso. Secondo indiscrezioni la scelta della Tiberina di togliere il ticket latte ai saldatori interinale ( indennità che ammonta a circa 30 euro al mese ) deriva da un cambio di gestione alla guida dell’impianto metalmeccanico. Nuova gestione che esigerebbe un accordo scritto sulle indennità da riconoscere ai lavoratori impiegati nello stabilimento ubicato nell’area del consorzio Sole di Pomigliano.



