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Papponi di tutt’Italia…unitevi!

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Il grido all’unità per coloro che accompagnano le prostitute sul luogo di “lavoro” è stato lanciato dagli avvocati Nicola Quaranta, Ascanio Amenduni e Nino Ghiro, che difendono Gianpaolo Tarantini, Massimiliano Verdoscia, Peter Faraone e Sabina Began nel processo che li vede imputati in quanto procacciatori di escort per il sollazzo sessuale di Berlusconi, quando era presidente del consiglio.

In sintesi, per i principi del foro, è illegittimo punire chi “aiuta, favorisce implementa l’esercizio della libertà sessuale”, in quanto si è liberi di esercitare la prostituzione in forma imprenditoriale dal momento che l’attività risiede nei propri diritti inviolabili.

Anzi, secondo gli avvocati le prostitute sono assolutamente discriminate perché non possono avvalersi di chi le ingaggi, le segnali o le pubblicizzi. Costoro, infatti, secondo l’attuale codice sarebbero perseguiti penalmente.

La teoria ha un suo fascino, non c’è che dire. Immaginate quanti papponi verrebbero alla luce se non ci fosse più il reato di induzione alla prostituzione; immaginate in quanto poco tempo le prostitute, felici del proprio lavoro, riuscirebbero a risollevare il PIL lavorando anche di sabato e nei festivi. Altro che Amsterdam; immaginate quante cooperative di prostitute potrebbero sorgere e quanta disoccupazione combattere.

E allora sì! Papponi di tutta Italia unitevi e colonizzateci, il territorio è fertile e la repressione sessuale ormai non si tiene più. L’associazione, il movimento, la camera del lavoro, però, dovrà avere un rappresentante istituzionale noto e apprezzato per i grossi meriti e risultati ottenuti in questo settore. Indovinate un po’?