Riceviamo e pubblichiamo la richiesta di precisazione del Presidente della Pomigliano Danza all’articolo «Pomigliano Danza, per 8mila euro pignorato il conto della fondazione». Segue la risposta del giornalista Pino Neri
Gentile direttore,
Sul suo giornale, è apparso un articolo, «Pomigliano Danza, per 8mila euro pignorato il conto della fondazione» a firma di Pino Neri che contiene molteplici notizie inesatte e ricostruzioni monche che ledono gravemente l’immagine dell’associazione Pomigliano Danza della quale sono presidente da poco più di un anno.
Ero e sono convinto che un giornalista obiettivo, prima di proporre ad un giornale la pubblicazione di un articolo del genere, non dovrebbe soffermarsi all’ascolto di un’unica fonte – in questo caso un consigliere di opposizione – ma ascoltare pure la controparte interessata, non fosse altro per evitare brutte figure e – più importante ancora – offrire ai lettori un’informazione corretta.
Detto ciò, appare chiaro fin dalle prime righe, che il giornalista in questione non è molto informato: la Pomigliano Danza non è assolutamente una Fondazione bensì un’associazione culturale. Non ha, come il signor Pino Neri scrive, “alcune decine di iscritti” ma quasi 150. Ci spiace per i calcoli sbagliati ma gli ultimi dati, quelli relativi alla conclusione dell’anno accademico 2017 – 2018, ci consegnano risultati eccellenti grazie alle iniziative messe in campo e ai successi ottenuti nei vari concorsi in territorio campano e fuori (come per esempio a Civitavecchia), e grazie anche al nuovo assetto artistico e a personale qualificato e di valore. Ripeto, quasi 150 iscritti: un dato che al giorno d’oggi, vista anche la spietata concorrenza presente sul territorio è un numero rilevante, significativo e destinato ad aumentare negli anni a venire.
Sempre nel parziale articolo a firma del signor Pino Neri, la Pomigliano Danza viene “dipinta” come una struttura simile ad una semplice palestra. Ora, i casi sono due, lascio a lei la scelta: è malafede o mancanza di informazioni? Perché, gentile direttore, la Pomigliano Danza ha a sua disposizione circa mille metri quadri, con quattro grandi sale e servizi per piccoli e grandi utenti. Una struttura apprezzata da tanti e invidiata da altrettanti, lodata dalla grande étoile Carla Fracci, da Anbeta, da Kledi, da Mauro Mosconi e da molti altri nomi di gran livello del panorama nazionale della danza.
Profitto della sua cortesia per rassicurare il signor giornalista Pino Neri in merito alle attività: le nostre non sono state sospese, lavoriamo anzi con passione e serenità per la realizzazione dello spettacolo di fine anno che si terrà ad inizio giugno al Teatro Cilea.
Mi consento inoltre, andando oltre ciò che mi compete, di far rilevare un’altra grave falsità da evidenziare nel suddetto articolo: il giornalista parla di “ostruzionismo e veti da parte della maggioranza” riguardo ad un’interrogazione di carattere urgente presentata nell’ultima seduta ispettiva di consiglio comunale. Ebbene, si dovrebbe avere conoscenza del regolamento di consiglio comunale che parla chiaro, è lì, nero su bianco: è il presidente dell’assise a decidere in maniera autonoma circa l’urgenza delle interrogazioni. Ed essendo già risolta la vicenda, una mera questione burocratica, l’urgenza non poteva certo essere ravvisata.
Vorrei altresì rassicurare il consigliere di opposizione Michele Tufano, unica fonte ascoltata dal giornalista, affinché non si preoccupi in merito ad un ipotetico piano di rilancio dell’associazione: ciò che è stato e sarà messo in campo per il prossimo anno garantirà non solo una solida esistenza della scuola ma anche un definitivo rilancio della stessa. A tal proposito, colgo l’occasione per rendere ufficiale e pubblica una notizia: nella commissione degli esami di quest’anno sarà presente il maestro Pino Alosa che, da settembre 2011, invitato dal nuovo direttore artistico Jose Martinez, ha una carica permanente in qualità di codirettore artistico della Compaῆia Nacional de Danza di Madrid. La sua presenza, oltre ad essere di prestigio per la nostra scuola, è
importante anche per continuare nel nostro intento e fortificare il nostro
progetto: portare i migliori allievi e il nome della scuola al di fuori dei contesti locali e nazionali. Un progetto ambizioso che solo con serietà, passione e lavoro quotidiano può essere portato a compimento.
Pasquale Campana (Presidente Associazione Pomigliano Danza)
La risposta del giornalista Pino Neri
Gentile sign. Campana,
nella sua lettera esprime un legittimo parere circa come, a suo giudizio, debba comportarsi un ‘’giornalista obiettivo ’’. Per fortuna siamo in democrazia e, dunque, ognuno è libero di esprimere una libera opinione su tutto, persino sulla professionalità altrui.
Esiste però una sostanziale differenza tra chi è legato contrattualmente ad un soggetto privato e chi, invece, gestisce una associazione culturale per conto di un soggetto pubblico. Infatti mentre nel caso in cui non apprezzasse la linea editoriale oppure il metodo di cronaca del giornale per cui lavoro rimane libero di non comprarlo, da come lei gestisce l’Associazione di cui è Presidente dipende invece un beneficio o un pregiudizio per l’intera comunità.
Apprezzo l’esigenza di chiarezza e di trasparenza che l’ha mossa a scrivere la sua lettera. Ma la trasparenza, e soprattutto la trasparenza amministrativa, è un valore che non può esercitarsi ad intermittenza. Ad esempio ho riscontrato e continuo a riscontrare serissime difficoltà a recepire gli ultimi bilanci dell’Associazione Pomigliano Danza. Il che risulta anomalo considerando che l’associazione che Lei presiede gode di una significativa contribuzione da parte di un Ente Pubblico come il Comune di Pomigliano d’Arco ed ancora più anomalo considerando, tanto più in tempi di spending review, che l’Associazione paga lautamente un commercialista il cui compito principale, a rigor di logica, dovrebbe essere quello di coadiuvare il personale dell’Associazione nelle attività di bilancio.
Mi sorprende, inoltre, che con molto vigore abbia preteso di chiarire la metratura e le condizioni della struttura ma abbia omesso di citare la struttura fatiscente da anni e ricettacolo per tossicodipendenti di fianco alla sua sede che mette a repentaglio la sicurezza dei suoi allievi e che non abbia preteso con altrettanto vigore dalla maggioranza di governo, nelle cui fila alle ultime elezioni amministrative risultava candidato, la bonifica della struttura.
Lei porta a modello di buona gestione gli ospiti di rilievo che avrebbero ‘’lodato , apprezzato ed invidiato la struttura’’. Tuttavia mi risulta che tutti i nomi che lei cita, tranne la grande étoile Carla Fracci, la cui visita in associazione però risale a gestioni precedenti alla sua, abbiano visitato la struttura sotto compenso pagato dagli iscritti agli stage che gli stessi hanno tenuto in Pomigliano Danza.
Io credo invece che una buona gestione di una Associazione si misuri soprattutto dalla capacità di attirare fondi e contribuzioni di Enti non direttamente coinvolti nella nomina del cda, come il Comune di Pomigliano. E, mi corregga se sbaglio, ma a me risulta che dalla sua nomina l’Associazione abbia smesso di attirare fondi.
Mi permetto di controbattere circa la questione relativa all’ostruzionismo ed ai veti nonché al carattere di urgenza dell’interrogazione presentata durante l’ultima seduta ispettiva del consiglio comunale.
Difatti da un’attenta lettura del Regolamento per il Funzionamento del Consiglio Comunale si evince all’art. 27 comma 6 che ‘’Quando l’interrogazione ha carattere urgente può essere effettuata anche nel corso di adunanze ordinarie prima della trattazione degli argomenti posti all’ ordine del giorno. Il Consigliere interrogante rimette copia del testo al Presidente e ne dà diretta lettura al Consiglio. Il Sindaco o l’assessore delegato possono fornire risposta immediata se lo ritengono opportuno (…). In caso contrario essi si riservano di dare risposta scritta all’interrogante entro 7 giorni da quello di presentazione (…)’’. In quella seduta tuttavia si è scelto né di darne risposta immediata né successiva in forma scritta ma di limitarsi a non ravvedere i motivi di urgenza i quali lei liquida come ‘’una vicenda già risolta’’ ‘’una mera questione burocratica’’ e dunque ‘’l’urgenza non poteva certo essere ravvisata’’ ma tuttavia la ‘’vicenda’’ di un pignoramento, mi permetto di dirle, si ‘’risolve’’ quando il debito si estingue. E’ forse andata così?
PINO NERI



