Ieri, mercoledì, Pasquale Moschiano ha lasciato per sempre la sua terra, i suoi cari, i concittadini. I libri che egli ha scritto faranno sì che non si cancelli la memoria di uno studioso che ha ricostruito e raccontato la storia del Vallo con la sapienza di un Maestro, con l’amore di un Figlio e con l’umiltà di cui si adorna sempre l’intelligenza dei Grandi. Ripubblichiamo l’articolo che nel novembre 2014 il nostro giornale dedicò alla manifestazione organizzata da “Fonte Nova” in onore dello storico.
“ L’ associazione “Fonte Nova” organizzando la manifestazione del 23 novembre in onore del prof. Pasquale Moschiano ha voluto confermare che la sua attività culturale si sviluppa secondo alcune delle linee tracciate dallo storico. Del resto, l’ha detto chiaramente Tilde Schiavone, che dell’associazione è presidentessa, nel presentare la serata: il recupero dei valori della tradizione si riduce a sterile esercizio accademico se non trova i nessi tra passato e presente, se non contribuisce a illuminare l’identità civica, in cui ogni cittadino può rispecchiarsi. Perfetta è stata la corrispondenza tra la personalità culturale del prof. Moschiano, il progetto dell’associazione ” Fonte Nova”, la splendida Chiesa di San Francesco, in cui la manifestazione si è svolta, e il pubblico numeroso, intensamente partecipe: insomma, una sola affascinante atmosfera.
Carmine Cimmino ha detto che l’importanza degli studi del prof. Moschiano sta nell’ampiezza delle fonti consultate, nella precisione dell’analisi storica, nella “lettura” delle carte che mira sempre a cogliere e a portare in primo piano gli aspetti sociali, i riti, i costumi, i modi di vedere le cose. Nei documenti degli archivi Moschiano cerca non solo la verità della storia, ma anche le ragioni e il principio dei sentimenti, delle passioni, degli affetti che accende nel suo cuore la sensibilità per la Natura. Della Natura della Montagna Moschiano sente la bellezza vitale, e perciò incita gli abitanti tutti del Vallo a difendere questa bellezza, ad assorbirne i valori, a impedire che la violenza offenda la sua sacralità. Sotto questo aspetto, conclude Carmine Cimmino, l’opera ancora inedita che Pasquale Moschiano dedica ai ” sacri monti del Vallo” è la splendida sintesi di tutti i suoi studi precedenti, ed è l’avvio di un nuovo ciclo di ricerche.
“Superato ancora qualche altro tornante si è davanti ad un ampia parete rocciosa con incavo a modo grotta. E’qui S. Michele a Pietracupa, monumento scolpito dalla natura.” Così scrive Moschiano. Il dott. Michele Scafuro, archeologo, prendendo spunto dalle pagine che lo storico dedica al culto di San Michele nel Vallo, spiega che anche in questo territorio, come in altri luoghi d’Italia, in Maremma, per esempio, il culto di San Michele si associa a quello della Madonna della Neve perchè l’Arcangelo e la Madre di Cristo proteggono l’ agricoltura: il relatore ricorda che sul Gargano è avvenuta, ad opera dei Bizantini, la trasformazione di San Michele da giudice e da guerriero in patrono delle messi. Anche i cronisti, dice il dott. Scafuro, confermano l’assidua presenza di fedeli avellinesi nei luoghi del Gargano sacri al Vincitore dei diavoli ribelli.
Il parroco don Luigi Vitale indica le immagini- il Monte, la grotta, la strada- che il prof. Moschiano trasforma in simboli in cui si riassumono sostanze e forme della spiritualità non solo dei cittadini del Vallo, ma di tutti gli uomini: in questa prospettiva, l’opera dello storico risulta un modello di valori valido per tutti coloro che vivono la propria esistenza come un’ascesa verso Dio. E sulla simbologia della Montagna e della strada il parroco dice parole veramente ispirate, che in sintesi disegnano la storia di quelle immagini dal mondo pagano a quello cristiano, dove si inverano, e nella fede e nella Parola acquistano il senso ultimo. Il sindaco di Lauro Bossone sottolinea, infine, l’importanza della manifestazione, in cui egli vede il segno concreto dell’ammirazione e della riconoscenza che tutta la comunità sente per la figura e per l’opera di Pasquale Moschiano, per i libri già scritti e per quelli che scriverà.Il professore ringrazia tutti: ma ringrazia Fonte Nova in un modo particolare, recitando con maestria una sua poesia dedicata a Fontenovella, agli abitanti del luogo, allo splendore della Chiesa che custodisce anche una importante tela di Decio Tramontano. Eleganti pergamene con i versi del professore vengono consegnate a tutti i presenti, e a lui Tilde Schiavone offre, a nome dell’ Associazione, una targa su cui è inciso il grazie della comunità per uno storico che ha svelato agli abitanti del Vallo il valore delle loro tradizioni e le radici della loro identità.”.
Importanti sono gli studi che il prof. Moschiano ha dedicato alla storia del brigantaggio post-unitario nel Vallo: le manifestazioni che le associazioni culturali di Lauro certamente organizzeranno per ricordare lo storico ci forniranno l’occasione per parlare della originale “lettura” che egli ha dato delle figure di Cipriano e Giona La Gala e di Crescenzo Gravina. Diceva Le Goff che non si spegne mai la voce di chi racconta la storia della sua terra.




