Il dimensionamento scolastico è il piano di riorganizzazione della pubblica istruzione, dalla scuola dell’infanzia alla media di primo grado, che i comuni sottopongono all’approvazione delle regioni previa consultazione con i provveditorati. L’obiettivo degli enti locali, in caso di via libera regionale, è di rendere più efficiente questo delicato settore. C’è però un problema: la Regione Campania non ha approvato il piano della città di Pomigliano, cioè di un comune strategico sotto tutti i profili, soprattutto per la presenza delle fabbriche più grandi e importanti del Mezzogiorno. Secondo quanto finora trapelato il dimensionamento presentato dal Comune di Pomigliano presenterebbe “incongruità” che quindi hanno portato all’esclusione delle scuole della città delle fabbriche dall’approvazione del dimensionamento. La delibera di giunta regionale in cui è contenuto l’elenco dei comuni che ce l’hanno fatta è la numero 839 del 28 dicembre, pubblicata sul burc Campania il primo di gennaio. Pomigliano non figura nell’elenco dei comuni. Intanto è polemica. Il consigliere comunale del Pd, il professor Giovanni Russo, ora chiede le dimissioni dell’assessore comunale alla pubblica istruzione “colpevole – secondo quanto afferma – di aver presentato un piano di dimensionamento senza capo né coda, colmo di inesattezze “. Dal Comune però si fa chiaramente intendere che non è assolutamente tutto perduto. “La cosa è ancora sub iudice – fanno sapere dallo staff del sindaco Raffaele Russo – risulta che il dimensionamento andrà in giunta martedi “. Per il Comune, dunque, il problema avanzato dal Pd non sussisterebbe. “La delibera regionale per il dimensionamento scolastico è stata pubblicata tre giorni fa ed esclude Pomigliano: questo è un fatto – spiega Russo – quindi sicuramente non c’è più la possibilità per il Comune di Pomigliano di ottenere il via libera alla riorganizzazione per la stagione scolastica 2018/2019 in quanto i giochi ormai sono fatti. A meno che l’ente non faccia ricorso al Tar “. Il piano di dimensionamento scolastico di Pomigliano prevede la suddivisione dei vari plessi dell’infanzia, dell’elementare e della media in quattro istituti comprensivi, con l’eliminazione di una presidenza delle cinque attuali, probabilmente quella della scuola media Catullo. Resterebbero dunque quattro dirigenti a capo di altrettanti istituti per un totale di 5240 alunni. Il primo istituto comprensivo previsto è il “D’Acquisto/Leone” (1410 alunni), il secondo è l’”Omero/Mazzini” (1184 alunni), il terzo è il “Ponte” (1343 alunni), che mette insieme le scuole medie Falcone e Paciano, e il quarto è il “Sulmona/Catullo” (1303 alunni). “Impensabile realizzare istituti comprensivi che sfiorano addirittura i 1500 alunni: è contro ogni basilare principio della corretta didattica“, commenta ancora Russo. Dal canto suo l’assessore alla pubblica istruzione, Franca Trotta, non ha rilasciato nessuna dichiarazione sull’argomento. Trotta ha reso noto che al momento si trova in viaggio all’estero e che rientrerà a Pomigliano stasera. Rimane però una situazione davvero intricata. L’esclusione del comune di Pomigliano dall’elenco delle città per le quali la Regione Campania ha approvato i piani di dimensionamento scolastico è cosa facilmente riscontrabile consultando la delibera da poco approvata dalla giunta De Luca. Ma nel frattempo si tratta d verificare se effettivamente esistano per il Comune di Pomigliano margini di rientro in sede di valutazione da parte di palazzo Santa Lucia.





