PERstradaPERcaso, Ospedale del Mare, Ciro Notaro: “Ho incontrato Angeli in Corsia”

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In questo ultimo mese di angeli, così  correntemente definiti per il lavoro che svolgono, ne ho incontrati diversi, tanti giovani, lodevoli professionisti in camice verde, preparati e disponibili.
Parlo di infermieri, OSS e non ultimi i DOTTORI dell’unità U.T.I.C. – OSPEDALE del MARE che hanno gestito egregiamente una mia ( e non solo) criticità.

 

Ho imparato nel corso degli anni a fare tesoro di esperienze, anche nei luoghi di sofferenza.
Ed è proprio qui che ho osservato l’attento lavoro del personale, ma non facendomi sfuggire l’empatia che tutte instauravano coi pazienti.

Ed ecco che ho ritenuto doveroso esprimere la mia ammirazione per tutti
intitolando questo racconto:” Angeli in Corsia “. Ma  la mia definizione di angelo va’ ben oltre  l’empatia e la conoscenza.

In questi giorni ho percepito l’essenza buona delle persone, – chi mi conosce lo sa – mi basta una parola, uno sguardo, una pacca sulla spalla a far sparire ogni velo, ogni reticenza che le convenzioni di  certi contesti impongono.
In un attimo si annulla la barriera del tempo e spontaneamente mi è sembrato di conoscerli da sempre con conseguente reciproca benevolenza e disponibilità senza limiti.

Ecco i presupposti per affermare che di angeli in corsia, di quelli a cui mancano solo le ali, ne ho conosciuti all’Ospedale del Mare di Napoli.
Un Ospedale bersagliato da polemiche relative alle cronache del pronto soccorso, che non deve in alcun modo oscurare il suo complessivo prestigio.
I reparti, a partire dall’U.T.I.C. che ho vissuto personalmente, ma anche altri dislocati nella struttura, posso affermare che rappresentano una vera ECCELLENZA confrontati con quelli, che alcune circostanze, mi hanno portato a Milano e a Roma  ed il nostro personale, senza togliere meriti a nessuno,  ha una marcia in più, quella che ci contraddistingue in tutto il mondo: la carnalità empatica.

Faccio alcuni nomi, perché solo il nome loro conosco: Lucia, Valeria, Mena, Caterina, Giovanni e  poi ELIANA e VIVIANA  in quanto sono stato  spettatore del loro operato – che hanno ispirato il titolo di questo breve racconto .e vi lascio per la rappresentazione, alla vostra immaginazione.

Ringrazio tutte con grande affetto e con stima il primario della Cardiologia, il prof.  TUCCILLO.